Finalmente disponibile, grazie ad un paper di Dirk J.Bezemer della Università di Groningen, la lista degli economisti “contrarian” che hanno correttamente previsto la crisi americana (a differenza degli economisti e dei modelli mainstream), come conseguenza dello scoppio della bolla immobiliare e della deflazione di debito ad essa successiva. Anche il timing delle profezie appare più che soddisfacente.

Questa è esemplare. Angelo Mozilo, il fondatore ed ex presidente e CEO di Countrywide, il prestatore di mutui acquisito da Bank of America nel gennaio 2008, quando stava per affondare sotto il peso dei subprime, anni addietro decise che la sua società doveva cambiare il proprio regolatore, e così avvenne. Mozilo, figlio di un macellaio del Bronx, pluri-inquisito nel corso degli anni per frodi in titoli, fino all’ultima accusa di insider trading rivoltagli dalla SEC lo scorso 4 giugno, scelse di porre Countrywide sotto il malleabile Office of Thrift Supervision (O.T.S.), e non più sotto la Fed e l’Office of the Comptroller of the Currency.

di Mario Seminerio –  © Liberal Quotidiano

L’ultima edizione del Global Financial Stability Report del Fondo Monetario Internazionale stima che le banche europee avranno bisogno di iniezioni di nuovo capitale da un minimo di 375 ed un massimo di 725 miliardi di dollari, a fronte di una cifra compresa tra 275 e 500 miliardi di dollari per le banche statunitensi. Nessuno conosce la reale entità di tale fabbisogno, naturalmente, ma quello che appare evidente è che molte banche europee hanno seri problemi, malgrado una regolazione apparentemente più rigorosa rispetto a quella delle consorelle anglosassoni. Il mancato risanamento delle banche europee è destinato ad avere un considerevole impatto sull’economia della regione, dove l’intermediazione creditizia è fondamentale nel finanziamento di imprese e famiglie, che potrebbero quindi subire gli effetti di un razionamento di credito erogato a condizioni più restrittive, in attesa che gli accresciuti margini di interesse riparino i bilanci delle banche.

La Federal Deposit Insurance Corporation, per gli amici FDIC, ha ieri annunciato di avere rinviato a tempo indeterminato un programma-pilota da un miliardo di dollari, previsto per questo mese, finalizzato ad aiutare le banche a liberarsi degli attivi tossici, che ora si chiamano legacy loans. Ora le banche si sentono molto più forti grazie, in ordine cronologico, all’ammorbidimento delle regole contabili di mark-to-market, agli esiti benevoli (soprattutto per lo scenario utilizzato) degli stress test, e della successiva forte raccolta di mezzi propri sul mercato, aiutata in modo determinante dal mega-rally di borsa in atto da inizio marzo.

Una storia americana:

Nell’aprile 1999 [Obama e la moglie] acquistarono un appartamento a Chicago ed ottennero un mutuo per 159.250 dollari. A maggio 1999, ottennero una linea di credito per 20.750 dollari. In seguito, nel 2002, rifinanziarono l’appartamento con un mutuo da 210.000 dollari, il che significa che riuscirono ad estrarre circa 50.000 dollari di patrimonio netto. Da ultimo, nel 2004, ottennero un’altra linea di credito per 100.000 dollari, che si aggiunse al mutuo. Le dichiarazioni dei redditi per il 2004 rivelano 14.395 dollari di deduzioni per interessi su mutui. Se ipotizziamo un tasso d’interesse del 6 per cento, significa che avevano un debito di 240.000 dollari su una casa comprata per circa 159.250 dollari.