Sabato scorso abbiamo avuto la prova generale della melassa nazional-popolare-ideologica di quello che ci attende nel periodo di Expo2015: al netto di vaticini del premier che (visti i precedenti) autorizzano chiunque a toccarsi, abbiamo anche avuto uno dei vecchi cari raptus costituzionali che spesso colgono la sinistra italiana, sia quella hard che quella soft, nei suoi momenti migliori e peggiori. E quindi, vai con la costituzionalizzazione del “diritto al cibo“. Noi pensavamo che questo fosse diritto già compreso nei principi fondativi della Carta ma evidentemente siamo piuttosto obsoleti. Oltre ai padiglioni di Expo, si sta inoltre rapidamente edificando il Pantheon dei numi tutelari che nutrono il mondo, di speranza e non solo. Tra essi, l’ex presidente brasiliano Lula. Noi saremmo più cauti nella scelta dei santi protettori: la storia ha una predilezione ad essere particolarmente str0nza, ma tant’è.

di Piercamillo Falasca (via Libertiamo)

In un recente intervento pubblico, il premio Nobel Rita Levi Montalcini si è interrogata sulla paura per gli Ogm, così diffusa nell’opinione pubblica e spesso subita – quando non cavalcata – dalla politica. La senatrice a vita l’ha definita “una forma di superstizione”, da combattere “come tutte le cose inesistenti che possono essere più pericolose di quelle esistenti”. Avendo in gran dispetto lo Stato etico, figurarsi se noi di Libertiamo sopporteremmo un eventuale Stato “superstizioso”. E non c’è dubbio che di superstizione si nutre l’ideologia ambientalista dominante: sul riscaldamento globale, sul nucleare, sugli organismi geneticamente modificati. Ogni dato confuso e ogni teoria strampalata possono servire a confermare la diffidenza anti-industriale e anti-mercato alla base dell’ambientalismo politicizzato.