Il consiglio dei ministri di venerdi 1 dicembre ha approvato due provvedimenti che potenzialmente rappresentano altrettante svolte epocali per il nostro paese. Con il primo, è stata decisa la presentazione di un disegno di legge delega relativo al “riordino dell’accesso alle professioni intellettuali, alla riorganizzazione degli ordini, albi e collegi professionali, al riconoscimento delle associazioni professionali, alla disciplina delle società professionali e al raccordo di tali disposizioni con la normativa dell’istruzione secondaria superiore e universitaria.” Un disegno di legge delega è, per sua natura, un parto della fantasia. Dapprima il governo necessita dell’ottenimento della delega stessa dal parlamento, ed in seguito procede ad emettere i relativi decreti attuativi. Nessuna meraviglia, quindi, che l’annuncio delle linee-guida sia alquanto accattivante: