Sull’operazione Parmalat per il ministro dell’Economia il bilancio non è negativo. “Li abbiamo costretti a un’Opa totalitaria senza colpo ferire: già questo è un risultato concreto”, ha affermato Giulio Tremonti parlando dell’Opa di Lactalis in un incontro con la stampa al termine dell’assemblea annuale della Consob.

“Presenteremo all’Ue un disegno di legge identico a quello dei francesi, anzi, lo presenteremo scritto in francese”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, al workshop Ambrosetti di Cernobbio, aggiungendo la citazione latina: ‘Simul stabunt, simul cadent’ (insieme stanno e insieme cadono, Ndr). ”Così – ha aggiunto – se cade uno…”(Ansa, 18 marzo 2011)

L’ambasciatore francese a Roma Jean-Marc de La Sablière è stato convocato nel pomeriggio a palazzo Chigi dove è stato ricevuto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e dal sottosegretario alla presidenza Gianni Letta per discutere della proprietà delle aziende italiane Edison e Parmalat (Reuters, 18 marzo 2011)

In un puntuto editoriale sul Sole, il professor Luigi Zingales analizza quello che è ormai divenuto il “modello Intesa Sanpaolo”, quello di una cosiddetta “banca di sistema” che, nelle parole del presidente del Consiglio di Sorveglianza, Giovanni Bazoli, persegue un modello di responsabilità sociale aziendale, a differenza di quanto accade nel modello americano, che impone «l’imperativo categorico del continuo aumento dei profitti e del valore per gli azionisti». Premesso che gli azionisti catalanamente preferiscono la creazione di valore alle ricapitalizzzazioni per chiudere i buchi, di certo c’è motivo per ritenere che Intesa riesca piuttosto agevolmente a farsi gli affari propri, mentre inneggia alla dottrina sociale della banca-chiesa.

“Ritengo che ci siano le condizioni per creare un grande campione europeo del latte” ed “entro una settimana ci sarà la proposta”. Lo dice, in una intervista alla Stampa, il presidente di Granarolo Gianpiero Calzolari, sottolineando che l’azienda è il cuore della cordata e sarà in grado di fare grande Parmalat una volta ”risolto il nodo Antitrust”. Appunto, quello è il problema, ma che sarà mai, Alitalia docet, giusto?

di Mario Seminerio – Libertiamo

Di Silvio Berlusconi conosciamo ormai da tempo i tic: la personalità egolatrica, la propensione a reinterpretare la realtà, eufemisticamente parlando. Possiamo affermare di conoscere altrettanto bene il carattere di Giulio Tremonti? Sappiamo che l’uomo ha una robusta vocazione ai grandi disegni storici, quelli da immortalare sulle lavagne in magniloquente simbiosi con gli Scalfari ed i Bertinotti. Tremonti è proteiforme, è quella tesi ed antitesi che un’era geologica addietro rimproverava alla sinistra di essere: è liberista ma anche colbertista, federalista ma anche centralista. Vede ovunque zavorre a carico del nostro paese, perché cresceremmo di più se avessimo il nucleare ma anche se non lo avessero (più) gli altri.

Pare che anche Giulio Tremonti sia stato infettato dal virus della sindrome del cacciaballe. La cosa non stupisce, la frequentazione ormai pluriennale con il premier non può lasciare indenni. Nei giorni scorsi, dopo l’assalto della realtà a Parmalat, il ministro aveva proclamato che il governo italiano avrebbe fatto “shopping giuridico”, ed elaborato una legislazione contro i barbari improntata a quanto già avviene all’estero. Immediata l’entusiastica adesione della nostra analitica stampa all’iniziativa tremontiana, definita sbrigativamente dall’Ansa “norma anti-Opa”.