Oggi, su il Giornale, Renato Brunetta rilancia con fanfara cattedratica un paper di Paul De Grauwe e Yuemei Ji sulla natura non esclusivamente fondamentale della crisi dell’Eurozona e del conseguente impatto sugli spread. La tesi di De Grauwe e Ji è ormai nota: i mercati obbligazionari dell’Eurozona sono più fragili ed inclini a crisi di liquidità che si autoavverano rispetto ai paesi “stand alone“. La cosa più interessante è che il paper è di maggio, ma solo oggi balza all’attenzione di Brunetta.

L’economista Paul De Grauwe, oggi alla London School of Economics, che già lo scorso anno aveva spiegato quali sono i problemi di un paese dell’Eurozona rispetto ad uno ad essa esterno (essenzialmente il primo è utilizzatore di una valuta, anche se si tratta della valuta che in esso ha corso legale, mentre il secondo è emittente della divisa), ha pubblicato un paper, dal titolo “Come non essere un prestatore di ultima istanza“, in cui sostiene che le aste triennali di liquidità della Bce (Long Term Refinancing Operation, LTRO) sono destinate a fallire, e che la crisi di debito sovrano è destinata a riesplodere. Unica via, per De Grauwe, è un intervento diretto della Bce sui mercati sovrani.