Nella giornata di ieri uno dei peones del Pdl, Mario Pepe, ha presentato un subemendamento al ddl intercettazioni per sopprimere la proposta di modifica fatta dal governo e che riduce ”il bavaglio” alla stampa. Il subemendamento è stato presentato a titolo personale, ma avrebbe incontrato il gradimento di molti all’interno della maggioranza, dopo che il premier aveva espresso “delusione” per le modifiche al testo.

Mentre l’Europa sta vivendo uno dei momenti più drammatici della propria storia dalla fine della Seconda Guerra mondiale ed i soggetti senzienti si interrogano, non senza angoscia, sui rischi di default che potrebbero mietere lavoro, risparmi e vite umane, il prestigioso vicepresidente vicario dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, si arrovella sui talk-show televisivi.

Giulia Bongiorno, Berlusconi l’ha chiamata in causa di persona, in quanto presidente della Commissione Giustizia della Camera. Lei finora ha sempre taciuto.
«A dire il vero, succede da mesi. Ogni volta che vado a Palazzo Grazioli a parlare di giustizia, il giorno dopo leggo sui giornali che Berlusconi avrebbe detto: “Levatemela di torno”. Frasi come frecce dalla foresta. Ora leggo che la seconda delle condizioni che Berlusconi aveva posto a Fini, dopo il “basta con il controcanto”, era appunto il “basta con i giudizi critici della Bongiorno”. L’avvocato Coppi è rimasto senza fiato: “Davvero ti hanno chiesto di non dare più giudizi critici?”.

E lei cos’ha risposto?
«Io non so se essere più sorpresa o amareggiata. Contraddicevo Andreotti, che pure mi considera una specie di figlia. Basta un’obiezione tecnica a Berlusconi per sentirsi dire “levatemela dai piedi”».

Obiezione tecnica? L’aggettivo andrebbe anche bene ma il problema, in questa maggioranza, è il sostantivo. Inaccettabile, impraticabile, impensabile, sotto pena di scorticatura, mediatica e non solo.

Piercamillo Falasca precisa il rapporto tra Libertiamo e Gianfranco Fini. Un articolo estremamente opportuno ed altrettanto chiaro, per rispondere alle perplessità (alcune delle quali sono fatte proprie anche dal vostro titolare) ed alle critiche che da più parti vengono mosse al progetto-Libertiamo. Critiche quasi sempre argomentate, con qualche isolato e blogosferico raglio d’asino, ma statisticamente si tratta di quantités négligéables.

Scrive oggi Amedeo La Mattina su la Stampa che vi sarebbero problemi nel cambio della guardia al ministero delle Politiche Agricole, tra il neo-governatore veneto Luca Zaia, ed il suo predecessore Giancarlo Galan. La Lega infatti, che ha deciso di presidiare saldamente i due ministeri che la buonanima della Dc riteneva fondamentali (Interno ed Agricoltura), vorrebbe garanzie che Galan seguirà il solco tracciato dall’aratro di Zaia: no agli Ogm, ricorso a dazi per proteggere i prodotti agricoli italiani.