Il crociato del Pirellone ha patteggiato una pena a tre anni e mezzo. Oltre al fumo c’era l’arrosto, il “sistema mediatico-giudiziario” per una volta non si è macchiato dell’ennesima nefandezza. Prosperini non è Alberto Stasi, contrariamente all’iniziale ipotesi di Roberto Formigoni, ora divenuto afasico. E’ stato giusto dubitare da subito, ora sarebbe opportuna una valutazione politica, che con tutta probabilità non arriverà.