Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha annunciato che Vladimir Putin sarà il primo docente dell’Università del Pensiero Liberale che sarà aperta a Villa Gernetto, la villa settecentesca acquistata dal premier dove oggi si è tenuto il vertice Italia-Russia.

“Questa villa – ha detto Berlusconi concludendo la conferenza stampa – sarà la sede dell’Università del Pensiero Liberale dove verranno personalità da tutto il mondo che nei loro paesi hanno ricoperto ruoli di prestigio. Ho detto a Putin di mandare anche giovani russi e l’ho invitato ad essere il primo professore a tenere una lezione in questa università. Da come ha accolto questa mia proposta ho capito che sarebbe contento di farlo”

Intervistato da Time sulla figura di Vladimir Putin ed il futuro delle relazioni tra Stati Uniti e Russia, Henry Kissinger tratteggia un ritratto del leader del Cremlino e fornisce alcune indicazioni per la gestione delle relazioni tra Stati Uniti e Russia, improntate ai canoni classici del realismo: la tutela degli interessi nazionali, il rifiuto di utilizzare la prescrittività morale e moralistica nelle relazioni internazionali, pur non rinunciando a perseguire quella che Kissinger definisce “inclinazione missionaria” della politica estera statunitense, cioè il suo idealismo. Per Kissinger il fatto che il 64 per cento della popolazione abbia votato per Putin non equivale ad affermare che la Russia sia una dittatura. Sembra un paradosso, magari guidato dal bizzarro senso dell’umorismo di cui Kissinger ama talvolta dar prova, ma il concetto viene meglio precisato quando l’ex Segretario di Stato di Nixon sostiene che obiettivo di Putin è l’accumulazione dello stock di potere necessario per consolidare la reputazione internazionale della Russia e la sua sicurezza, minata dalle conseguenze del crollo dell’Unione Sovietica.