di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano

Nei giorni scorsi il Comitato di Basilea dei governatori di banca centrale e dei regolatori bancari ha disegnato le nuove linee-guida sul capitale di vigilanza degli istituti di credito, recependo le indicazioni emerse dai lavori dell’ultimo meeting dei G20, preparatorio del vertice di Pittsburgh. Si tratta di misure molto rilevanti e non cosmetiche, se calate in modo puntuale nell’operatività delle banche. Viene infatti previsto l’aumento qualitativo e quantitativo del cuscinetto di capitale di cui le banche dovranno dotarsi, con una ridefinizione del cosiddetto Core Tier 1, che verrà circoscritto a capitale azionario e utili non distribuiti.

Il Chief Executive Officer di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, parlando alla Handelsblatt Banking Conference di Francoforte, si mostra un filino pentito:

Il settore [finanziario] ha permesso che la crescita e la complessità dei nuovi strumenti superasse la loro utilità economica e sociale, come anche la capacità operativa di gestirli. Come risultato, il rischio operativo è aumentato drammaticamente e questo ha avuto un effetto diretto sulla stabilità complessiva del sistema finanziario.

Blankfein si è detto favorevole alla creazione di casse di compensazione per i derivati attualmente trattati over the counter, e che hanno raggiunto un sufficiente grado di standardizzazione.

Questa è esemplare. Angelo Mozilo, il fondatore ed ex presidente e CEO di Countrywide, il prestatore di mutui acquisito da Bank of America nel gennaio 2008, quando stava per affondare sotto il peso dei subprime, anni addietro decise che la sua società doveva cambiare il proprio regolatore, e così avvenne. Mozilo, figlio di un macellaio del Bronx, pluri-inquisito nel corso degli anni per frodi in titoli, fino all’ultima accusa di insider trading rivoltagli dalla SEC lo scorso 4 giugno, scelse di porre Countrywide sotto il malleabile Office of Thrift Supervision (O.T.S.), e non più sotto la Fed e l’Office of the Comptroller of the Currency.