Prosegue la lenta discesa agli inferi dei mercati azionari, con indicatori di stress creditizio ancora molto elevati, soprattutto nel settore finanziario europeo e statunitense. Il caso Dexia, la banca franco-belga che già nel 2008 era stata salvata con iniezioni di denaro pubblico, sta evolvendo verso l’esito più prevedibile: chiusura della dimensione transfrontaliera e pubblicizzazione per linee nazionali, cioè francese e belga. Non a caso oggi il rischio sovrano belga, come misurato dai credit default swap, è considerevolmente aumentato. Un giorno non lontano dovremo scegliere tra una grama esistenza cenciosa con tassi di disoccupazione da 1929 oppure monetizzare i debiti sovrani oppure salvare le banche, ricapitalizzandole con soldi stampati per monetizzare debiti sovrani. A questo punto ci sorge il dubbio che nel nostro futuro ci siano forme di monetizzazione del debito.

Negli Stati Uniti si è sviluppata una vibrante discussione circa la solidità della crescita del Texas, soprattutto in termini di crescita dell’occupazione. Come noto, il governatore Rick Perry, aspirante alla nomination Repubblicana, trae ampio vanto dal fatto che il Lone Star ha creato il 40 per cento del totale dell’occupazione statunitense, in questa congiuntura estremamente problematica.