Curiosamente ma non troppo, oggi la rassegna stampa abbonda di interviste a Rino Formica, il “trafelato commercialista barese” (come lo definì la sua “co-comare” Nino Andreatta durante il governo Spadolini, quando i due se le davano di santa ragione sulla politica economica), oggi ottantaquattrenne, divenuto celebre per alcune definizioni fulminanti, come quella sulla politica che è “sangue e merda”, o sull’Assemblea nazionale del Psi craxiano che egli definì densamente popolata di “nani e ballerine”. Oggi Formica viene intervistato da il Foglio, dal Mattino e dal Tempo, probabilmente per la sua indubbia expertise nell’ambito dei nani e delle ballerine.

Un socialista dove deve andare? Stefania è a destra, Bobo a sinistra…
“Non ho mai criticato chi è andato di qui o di là. Era un momento di sbandamento. Chi ha trovato casa, chi il capanno, chi una villa…benissimo. State dove vi chiama il ventre o l’intelligenza. Ma non manipolate la storia”.

A chi stai pensando?
“A Giuliano Amato…E’ un manipolatore della storia…E’ anche l’unico socialista che viene utilizzato ad intermittenza e a rate nel Pd. Sai perché? Perché tutti sanno che nel Psi Amato contava meno del due di briscola”.

Hai detto che è un bugiardo…
“E’ la verità. Un esempio. Alla famosa riunione della segreteria, quella del poker d’assi contro Di Pietro, Amato c’era. Intervenne proprio su come fronteggiare Di Pietro. Il giorno dopo Scalfari scrisse un violentissimo attacco ad Amato perché aveva partecipato ai lavori della segreteria pur essendo presidente del Consiglio. Amato mi telefonò: “Devo fare una smentita. Dirò che non ho partecipato ai lavori in cui si è parlato di Di Pietro”.”