PDL: BONDI, PARTITI DEVONO SINTONIZZARSI SU STILE GOVERNO – «Quando ascolto il presidente della Camera o altri politici parlare di ‘patriottismo repubblicano’, di ‘costituente del terzo polo’ e via almanaccando formule sempre più astratte, mi sembra che la politica non abbia ancora capito il valore e la novità rappresentata dal governo Monti.
Un governo che fa il governo, grazie naturalmente al consenso dei maggiori partiti; un governo che può concentrarsi unicamente sui contenuti, sulle riforme che servono agli interessi del Paese”. Lo scrive in una nota il senatore del Pdl Sandro Bondi. O i partiti si sintonizzano con questo stile nuovo oppure rischiano di rendersi ancora più estranei alle esigenze e alle aspettative dei cittadini”, conclude. (ANSA, 18 marzo 2012)

“Sono sempre più persuaso che la soluzione alla crisi del nostro Paese possa venire solo dalla prosecuzione dell’agenda del governo Monti”. Lo afferma in una dichiarazione Sandro Bondi, coordinatore del Pdl (Ansa, 3 settembre 2012)

Sul Corriere, il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi tenta di smentire l’attribuzione della qualifica di film di “interesse culturale” a Natale a Beverly Hills. Ma riesce solo a confermare di non padroneggiare la materia di cui dovrebbe occuparsi tra una poesia e l’altra, come dimostra l’impietosa replica di Paolo Mereghetti. Ma nella lettera di Bondi vi sono in realtà ben altri elementi di “rilevante interesse politico e culturale”, per chi tenti di capire questa maionese irrancidita chiamata Italia.

Scene di ordinaria legge finanziaria. Il governo pone la fiducia, il presidente della Camera critica la decisione, ritenendo che in questo modo l’aula venga mortificata, e che i tempi avrebbero consentito di discutere e votare gli emendamenti, anche perché “non vi era stato da parte dell’opposizione nessun atteggiamento ostruzionistico”. Sono antichi riti, che si rinnovano ogni anno di ogni legislatura, con pressoché ogni presidente della Camera o del Senato. Questa volta è diverso, pare.

Su il Giornale, il coordinatore del Pdl Sandro Bondi riflette sull’esito delle elezioni tedesche. Il titolo dell’editoriale è già un programma, e per una volta riflette fedelmente il pensiero dell’autore. Ma è soprattutto lo svolgimento a lasciare interdetti. Bondi apre con alcune riflessioni spicciole sul grande carisma di Angela Merkel (la Cdu in realtà ha ottenuto il secondo peggior risultato dal 1949, ma quella di Bondi è una licenza poetica), e sulla sconfitta epocale della socialdemocrazia tedesca, “vittima del proprio senso di responsabilità” oltre che della più generale crisi dei partiti socialdemocratici europei. L’altro episodio eclatante della tornata elettorale tedesca è la vittoria della Fdp di Guido Westerwelle. E proprio questo esito pare turbare il nostro buon Bondi, che si dichiara preoccupato per la fine dell’esperienza della Grosse Koalition.