In vista del ballottaggio di domenica 6 maggio, tentiamo di analizzare i programmi economici dei due candidati alla presidenza francese. La competizione tra Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal si risolve nella diversa enfasi attribuita a competitività e consumi. Sarkozy appare più un supply sider (per quanto sui generis ed autenticamente francese): riduzione dell’imposizione fiscale sulle imprese, eliminazione delle penalizzazioni sul ricorso al lavoro straordinario, attenuazione dei vincoli alla legislazione sul lavoro. Ségolène Royal, per contro, punta al rilancio della domanda attraverso l’aumento di sicurezza del lavoro, spesa pensionistica e salario minimo.

L’obiettivo dei due candidati è quello di rilanciare un’economia che cresce meno di quella tedesca, soffre di una progressiva perdita di competitività, come testimoniato dalla costante riduzione della quota francese sul totale dell’export europeo e dal maggior deficit delle partite correnti da un quarto di secolo, e di un tasso di disoccupazione, oggi all’8.8 per cento, che è il maggiore tra le 13 nazioni che condividono l’euro. La crisi francese si sostanzia quindi in una competitività debole ed una crescita mediocre.

Royal & SarkozyQualcuno tra voi considera il candidato presidenziale francese di centro-destra, Nicholas Sarkozy, come l’erede di Maggie Thatcher? Beh, si metta il cuore in pace. Il Nostro non ha paura della parola protezione, né di ciò che da essa etimologicamente discende. Commemorando l’anniversario della morte di Charles de Gaulle, e non essendo stato invitato dal presidente Chirac alle celebrazioni ufficiali a Colombay-Les-Deux-Eglises, Sarkozy ha preferito una commemorazione vivente ed attuale del Général:

“De Gaulle est celui qui par deux fois a évité la guerre civile, qui a créé la Sécurité sociale, donné le droit de vote aux femmes, achevé la décolonisation, fondé la V.ème République, assaini nos finances, refondé notre monnaie, réconcilié la France et l’Allemagne, mis en oeuvre le Marché commun, construit la Force de Frappe.”

Quindi, De Gaulle è l’uomo delle ruptures, ed il suo unico e vero erede spirituale è Sarkozy, non certo lo stantìo Chirac. Ma in che modo, vi chiederete, Sarkozy intende seguire le orme di De Gaulle? Lottando contro la mondializzazione, figlia degenere della globalizzazione.