Pare che nel pensoso mondo di Hillary Clinton tutti i casini scoppino invariabilmente alle 3 del mattino:

It’s 3 am, and your children are safe and asleep.
But there’s a phone ringing in the White House and this time the crisis is economic.
Home foreclosures mounting, markets teetering.
John McCain just said the government shouldn’t take any real action on the housing crisis, he’d let the phone keep ringing.
Hillary Clinton has a plan to protect our homes, create jobs.
It’s 3 am, time for a president who’s ready.

di Mario Seminerio – © Libero Mercato

Venerdì scorso stare davanti al terminale Bloomberg, nostro insostituibile strumento di lavoro, produceva una sensazione di frustrazione e irritazione. Le borse in ennesimo, forte ribasso; il contratto future sul Bund tedesco in rialzo, secondo la inevitabile regoletta del flight-to-quality, la fuga verso la sicurezza, a cui ricorrono gli investitori quando il mercato azionario è in ribasso. Venerdì questa regola, per noi italiani, è stata pesantemente disattesa: la pagina dei Btp mostrava prezzi in calo (e rendimenti in rialzo) su quasi tutta la curva, con l’unica eccezione delle scadenze di mercato monetario. Il differenziale tra Btp e Bund, lungo la curva dei rendimenti (settanta punti-base sulla scadenza decennale, quasi trenta sul due anni), continuava ad aumentare, come ormai accade dalla scorsa estate, cioè dall’avvio della crisi creditizia globale (e globalizzata) innescata dai subprimes. Gli italiani, venerdì scorso, hanno subìto danno e beffa: perdite sull’azionario, perdite sui titoli di stato italiani. Che accade? E soprattutto, che implicazioni suggerisce questa crisi globale per il nostro paese? Proviamo a sintetizzare.

Secondo Romano Prodi, la crisi dei mutui subprime avrà impatto limitato sull’economia italiana, in quanto

“gli effetti derivanti dalle turbolenze indotte dalla crisi del mercato immobiliare americano, sono più contenuti. Il settore bancario nazionale ha applicato criteri prudenti per l’erogazione dei mutui e le famiglie italiane presentano un grado di indebitamento che, sebbene in crescita rimane ancora al di sotto della media dell’area euro”.

Si tratta di un’affermazione piuttosto superficiale: è certamente vero che il sistema creditizio nazionale adotta criteri di erogazione dei finanziamenti immobiliari improntati a cautela. Ma l’Italia non è e non sarà un’isola felice nel mare procelloso dei crediti in sofferenza.