Nel consiglio dei ministri del 20 gennaio è stato dato il via libera alla costituzione di una “società di servizio per la ristrutturazione, il riequilibrio finanziario e il consolidamento industriale di imprese italiane in temporanee difficoltà patrimoniali e finanziarie, ma con buone prospettive industriali ed economiche”. Non per essere gufi, ma questo sembra il passato che non vuole passare. Ed è piuttosto inquietante.

Tra le misure previste dal Dl Imprese, presentato ieri dai ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico, Padoan e Guidi, vi è un credito d’imposta per investimenti che in sé riassume i tempi da nozze coi fichi secchi che stiamo vivendo. Piuttosto che niente, meglio piuttosto, ma l’impatto sulla crescita difficilmente sarà significativo. Più propriamente, sarebbe piaciuto a De Coubertin.

Alla vigilia di Ferragosto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha autorizzato l’effettuazione di prospezioni petrolifere al largo delle isole Tremiti, accogliendo la richiesta di una società specializzata. L’autorizzazione ha suscitato le abituali levate di scudi da parte degli ambientalisti e di alcuni politici. Nella fattispecie, l’assessore regionale pugliese alla “Qualità dell’ambiente”, Lorenzo Nicastro, si è lanciato in un grido di dolore di purissima liricavendoliana.

di Mario Seminerio – Liberal Quotidiano

Il rapporto autunnale sullo stato della congiuntura, redatto dal Centro Studi Confindustria (CSC), conferma quanto già previsto nelle ultime settimane dai modelli macroeconomici di un po’ tutte le organizzazioni internazionali: la congiuntura dei paesi sviluppati sembra nuovamente perdere slancio. Si discute circa il fatto che si tratti di una semplice decelerazione, del tutto fisiologica dopo la prima parte di una ripresa, oppure di una ricaduta in condizioni recessive, che si sostanziano (giova ricordarlo) non tanto in una contrazione del Pil quanto in un suo tasso di crescita inferiore al potenziale, che mette pressione al rialzo al tasso di disoccupazione. Come in effetti prevede il centro studi di Viale Dell’Astronomia, che ipotizza una risalita a fine 2011 al livello del 9,3 per cento.

Dalle grandi visioni alle dure riforme (ancora da fare)

di Mario Seminerio – Libertiamo

La lunga intervista di Giulio Tremonti a Massimo Giannini, su Repubblica, rappresenta uno dei periodici momenti di “focalizzazione” strategica e programmatica che il ministro dell’Economia illustra all’opinione pubblica ed ai suoi interlocutori, attuali e potenziali, dentro e fuori dal perimetro della maggioranza. Proviamo quindi ad analizzare alcuni dei punti evidenziati da Tremonti, ed a valutare lo stato di avanzamento dei lavori riformatori di un centrodestra che troppo e troppo spesso, nel passato recente e remoto, si è mostrato assai più declamatorio che operativo.

Ma la politica lo lascia sdentato, oltre che inascoltato. Come scrive oggi Francesco Giavazzi sul Corriere, assieme a tanti altri dati molto interessanti, che confermano che siamo un paese che ha capito assai poco del mondo e dell’economia,

Il presidente della Repubblica lamenta il ritardo nella nomina del ministro per lo Sviluppo. Mi dispiace contraddirlo. Abbiamo già un ministro per lo Sviluppo e la crescita: si chiama Antonio Catricalà, il presidente dell’Antitrust. Anziché rischiare un ministro che si inventi una nuova «politica industriale», meglio tradurre in leggi e regolamenti le segnalazioni che l’Antitrust invia a governo e Parlamento e che ormai nessuno nemmeno più legge. Che fine ha fatto il disegno di legge sulla concorrenza (benzina, commercio, farmaci, appalti) che il governo ha promesso?

Già, che fine avrà mai fatto quel disegno di legge? Forse attendiamo anche quello per “la prossima settimana”?