Il sito di giornalismo investigativo ProPublica ha realizzato una interessante infografica sullo stato di rimborso dei bailout statunitensi. Come si può  agevolmente osservare, le grandi banche destinatarie dei fondi del TARP sono quasi tutte rientrate, con l’eccezione di Citigroup. I buchi neri (con pressoché nulla speranza di recupero delle erogazioni, ed altissimi rischi di dover impegnare nuovi crediti) restano Fannie Mae e Freddie Mac, oltre ad AIG.

A ottobre dello scorso anno, nove grandi istituzioni finanziarie statunitensi hanno ricevuto 125 miliardi di dollari di denaro dei contribuenti nell’ambito del Troubled Asset Relief Program, che aveva già subito una mutazione dall’originaria versione di Hank Paulson, che prevedeva il riacquisto di attivi tossici, poi fallito per le insuperabili difficoltà di pricing dei medesimi. Il programma venne poi declinato in una gigantesca iniezione di capitale, secondo alcuni realizzata erga omnes per evitare problemi di stigma. Ad alcuni mesi di distanza, sappiamo come è andata. Quello che forse non sappiamo è che, secondo quanto accertato dall’ufficio dell’Attorney General di New York, Andrew Cuomo, alcuni bonus pagati ai top manager delle nove banche sono risultati superiori al risultato netto delle medesime.