Poiché ogni giorno ha la sua croce ed ogni mese italiano ha la sua patrimoniale, oggi analizziamo per puro diletto la proposta di legge di iniziativa popolare sulla riforma del fisco lanciata di recente dalla Cisl. Diciamo subito che queste iniziative fanno parte dello strumentario di posizionamento di partiti, sindacati e movimenti politici. In altri termini, sono specchietti per le allodole (a volte, pure per i gonzi), quindi analizziamole per quello che sono: un simpatico passatempo.

Nuovo exploit neolinguistico fiscale di un esponente del Pd, sia pure di fresca acquisizione. Questa volta è il turno di Andrea Romano che, a Piazzapulita, spiega al colto ed all’inclita cosa è “rendita finanziaria”, in contrapposizione a “risparmio” e quando il risparmio degenerato, cioè divenuto “improduttivo”, si trasforma in “rendita”, autorizzando quindi una tassazione punitiva.

Ultima perla (ma solo in ordine cronologico, tranquilli) dell’ormai noto analfabetismo fiscale (ma anche tout court) che caratterizza i “vertici” del Partito democratico. Qui vedete all’opera Paola De Micheli, sottosegretario all’Economia (che il Signore o chi per esso ci aiuti, anche se dubitiamo che De Micheli abbia fatto molto più che ascoltare e memorizzare le sciocchezze altrui), che spiega come il governo abbia “aggredito la rendita finanziaria”.

Ieri sul Sole due articoli hanno spiegato in modo molto dettagliato tutte le vie attraverso cui il risparmio previdenziale degli italiani verrà falcidiato dall’azione del governo Renzi sulle “rendite finanziarie pure”. Tra esse, è ormai chiaro che il senso comune dovrà comprendere anche il povero trattamento di fine rapporto, per gli amici Tfr.

Approvazione notturna per la legge di bilancio 2015 della martoriata Ucraina. Non è neppure certo che esista un documento ufficiale, a dirla tutta, e lo stesso premier Arseniy Yatseniuk ha segnalato che entro febbraio vi saranno ritocchi e revisioni, ma Kiev tenta disperatamente di riprendere il filo con il Fondo Monetario Internazionale, che dovrebbe proseguire le erogazioni al paese, pari a 17 miliardi di dollari complessivi. A cui dovranno aggiungersene un’altra quindicina, secondo stime della Ue, per evitare (forse) il collasso. Ma in questo budget da stato di guerra c’è una misura che fa sorridere noi italiani. Diciamo così.

Ora che la legge di Stabilità 2015 è definitiva, con tutto il suo carico di demenziali distorsioni che il paese pagherà pesantemente nei prossimi mesi, resta opportuno ed imperativo contrastare il lavaggio del cervello cui gli italici sudditi sono quotidianamente sottoposti. E scopriamo, per l’ennesima volta, che questo è un paese densamente popolato di gemelli.