Una divertente notizia giunge dalla Francia: oggi sarà presentato il rapporto Thévenoud, dal nome del deputato incaricato di trovare un modus vivendi tra taxi e startup di trasporto urbano come Uber e Chauffeur-Privé, LeCab ed altre. Le soluzioni proposte nei 30 punti del rapporto limitano fortemente i margini di manovra delle compagnie basate su app, ma rischiano anche di fare molto male ai tassisti.

Dal primo gennaio, in Francia, chi prenoterà un’auto alternativa ai taxi, ad esempio attraverso servizi di geolocalizzazione come Uber, dovrà necessariamente attendere 15 minuti, ferma restando la riserva per i taxi di prendere a bordo i passeggeri “al volo”. Nulla di inedito: sono tentativi disperati di tutelare (staticamente) il reddito di alcune categorie organizzate di elettori, a danno di tutti consumatori. Ma sono destinate a perdere, sia pure con lentezza, anche e soprattutto causa delle nuove tecnologie.

Come segnala la benemerita Linkiesta, ogni giorno ha il suo regalo alle corporazioni. Ieri Mestizia Moratti ed il suo vice, Riccardo De Corato, hanno siglato uno storico protocollo d’intesa con le organizzazioni dei tassisti milanesi, impegnandosi a non rilasciare ulteriori licenze fino a tutto l’ottobre 2015. La rivoluzione avanza a tappe forzate.

Nuova puntata della saga dei taxi romani. Dopo lunga ed approfondita riflessione, e accertato che aumenti secchi del 20 per cento sulle tariffe non fanno molto fino, il piano B prevede aumenti di “solo” il 10 per cento, integrati da una congerie di sgravi ed incentivi a vantaggio dei tassisti: dai contributi ai carburanti a quelli per spese di manutenzione, per giungere fino ad erogazioni per l’acquisto di mezzi ecologici, per un gran totale di 6 milioni di euro. Ne dà notizia Romeo Incerti, su lavoce.info. Un intervento che, se realizzato, sarebbe il trionfo della distorsione fiscale e del furto ai danni dei contribuenti.

di Mario Seminerio

Il governo francese ha deciso di fare decadere una delle proposte della Commissione Attali (quella che tanto piace ai decisionisti alle vongole di casa nostra) e, manco a farlo apposta, la prima “riforma” a finire in soffitta è quella dei taxi. La proposta prevedeva la concessione a titolo gratuito di una licenza “incedibile” ai tassisti salariati e locatari iscritti nelle apposite liste a fine 2007, senza compensazione a chi è già titolare di licenza. Con il risultato (anche senza necessità di avere premi Nobel in commissione) di abbattere il valore patrimoniale delle licenze. Oltre a rivalutare le proposte bersaniane, simili balzane proposte sembrano confermare la nostra vecchia tesi di una Francia in cui i fondamentali delle leggi di domanda ed offerta non hanno diritto di cittadinanza.