Abbiamo il primo replicante che giunge alla meta, signore e signori: il senatore del PdL Stefano De Lillo, noto finora per essere il presidente del Roma Club Palazzo Madama, ha comunicato oggi al mondo che la prossima settimana nascerà il primo (?) Tea Party in Italia. Vi riproduciamo il testo del comunicato di De Lillo non perché i contenuti siano particolarmente rilevanti, ma perché indicativo della elevata dissociazione mentale (o forse è solo dozzinale paraculismo) esistente presso la sedicente classe dirigente di questo paese.

Non è dato sapere se questa notizia è vera o è solo l’ennesima trovata di quei burloni di Repubblica. Però, pensateci: un premier, che è tale da molti anni, e che da altrettanto tempo manca clamorosamente alle proprie promesse elettorali si inventa, dall’interno dell’establishment, un movimento populista contro quello stesso sistema che egli rappresenta ed alla cui decomposizione ha così egregiamente contribuito.

di Mario Seminerio – Libertiamo

Su Il Foglio online, un intervento di Francesco Forte sul fenomeno dei Tea Parties. Che nascono, secondo l’ex ministro delle Finanze, non solo come reazione al keynesismo ma più in generale ai valori liberal e radical. E qui cominciano i problemi, oltre che le domande.

Su Chicago Blog, eccellente testimonianza di Alberto Mingardi sul fenomeno dei Tea Parties, in occasione della manifestazione Restoring Honor, organizzata da Glenn Beck. Tralasciando quest’ultimo, che da queste parti non viene esattamente considerato un’icona positiva, alcune considerazioni sul movimento anti-fisco s’impongono, seguendo la traccia delle considerazioni di Mingardi.

di Mario Seminerio – Libertiamo

Negli Stati Uniti, mentre il Partito Democratico si avvia mestamente verso la disfatta annunciata di midterm, i Repubblicani sono posti di fronte, probabilmente senza particolare consapevolezza, alla grande sfida di una elaborazione programmatica che possa offrire una possibilità di riscatto all’America, incamminata verso un Decennio Perduto fatto di crescita trascurabile, elevata disoccupazione, disinflazione/deflazione e mercato immobiliare in depressione.