Poiché missione di questo sito è anche e soprattutto quella di dare un piccolo contributo alla lotta contro il cospirazionismo, cercheremo di non balzare immediatamente alle conclusioni e di ignorare la puzza di bruciato. Certo che, così facendo, l’unica interpretazione alternativa rimasta è che vi siano giornalisti schiettamente analfabeti, tali cioè da scambiare per assoluzione quella che in realtà è una prescrizione.

Lo confessiamo: da quando alla direzione del Tg1 è approdato Augusto Minzolini, il nostro masochismo ci ha indotti a tradire il Tg5, ormai ridotto ad una happy chat, pur se magistralmente animata dalla Fatina Cristina e da Nonna Papera Buonamici. E il nuovo-vecchio Tg1 minzoliniano non ha tradito le nostre aspettative. Ad esempio con l’ormai celebre servizio di Gennaro Sangiuliano sull’inchiesta della magistratura barese relativa alle tangenti sulla sanità, e in cui è finito impigliato l’imprenditore Giampaolo Tarantini, quello che scortava le escort dal premier. Il pezzo di Sangiuliano dovrebbe essere insegnato nelle scuole (di giornalismo e non solo) come esempio di opinioni radicalmente separate da fatti rigorosamente omessi. A futura memoria, potete leggerne qui la trascrizione. In pratica, ascoltando quel servizio si capiva unicamente che (per Sangiuliano) il Pd era il mandante dello scandalo, e nel partito era già in atto uno scontro tra concilianti e irriducibili.