Altro giorno, altra dichiarazione di principio proveniente dal governo greco. Oggi è il turno del premier Alexis Tsipras, che riesce a confermare l’impressione che la situazione è sempre più grave ma sempre meno seria. E siamo al rilancio di quanto ipotizzato settimane addietro dal ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, che nel frattempo pare essere stato depotenziato dal premier greco, dopo gli insulti che gli sono piovuti in testa nell’Eurogruppo di Riga del 24 aprile.

Oggi Angela Merkel riceve a Berlino il premier greco Alexis Tsipras. L’incontro dovrebbe rappresentare un estremo tentativo di conciliazione tra la Ue (rappresentata, curiosamente ma non troppo) dal suo egemone riluttante, e l’orgoglioso leader di un paese massacrato da sei anni di una austerità apparentemente inevitabile ma eseguita in modo assurdo, per magnitudine e tempistica, oltre che (soprattutto) per la scarsa idoneità del tessuto economico greco all’operazione. A tutto ciò si aggiungano le formidabili resistenze dei gruppi di interesse greci, profondamente radicati nella pubblica amministrazione di quel paese, ed il disastro è servito. A che servirà l’incontro di oggi?