Vale davvero la pena impiegare parte del proprio (scarso) tempo libero per leggersi il testo del disegno di legge sui “diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi“, una piccola aberrazione logica prima ancora che giuridica e politica, destinata a non essere mai trasformata in legge?
Da dove possiamo iniziare, quindi? Forse dallo sconcerto per un testo senza capo né coda, intriso di ipocrisia, incapace di fornire risposte all’unica tipologia di coppie ai cui problemi di convivenza stabile doveva rispondere: gli omosessuali.
Non ci perderemo in stucchevoli calembour sul nome scelto per il disegno di legge, altri lo hanno già fatto.

“Due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela in linea retta, adozione, affiliazione, tutela, curate o amministrazione di sostegno, sono titolari dei diritti e delle facoltà stabiliti dalla presente legge”.

Inizia così il ddl sui “diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi”. Non c’è spazio per il termine “coppie”, forse troppo sconvenientemente descrittivo. Ma questo è veniale.

Prima “unione registrata” stamane in Ticino. Una coppia dello stesso sesso ha potuto, grazie all’entrata in vigore ieri della nuova normativa federale, unirsi ufficialmente nella buona e nella cattiva sorte. La registrazione agli uffici di stato civile, accettata con referendum popolare nel giugno del 2005, ha quasi lo stesso valore del matrimonio con tutti i diritti e i doveri che ciò implica. In particolare questo tipo d’unione comporta vantaggi giuridici in caso di morte o malattia del partner. La nuova legge modifica sul piano giuridico, migliorandola, la situazione di queste coppie, ma essa non va confusa con l’istituzione del matrimonio. In effetti, le coppie omosessuali registrate non potranno, ad esempio, adottare un bambino o ricorrere alla procreazione assistita (art.28 della legge).

La nuova legge federale consente alle coppie omosessuali di far registrare la loro unione de facto all’Ufficio dello stato civile e quindi di garantirne e sancirne l’inviolabilità del profilo giuridico. Inoltre, in ambito fiscale, ereditario, delle assicurazioni sociali e della previdenza professionale, la nuova legge equipara le coppie omosessuali alla stessa stregua di quelle eterosessuali.