All’indomani della vittoria elettorale di Alexis Tsipras in Grecia, con gli stessi assai poco presentabili alleati ultranazionalisti di destra, e mentre ci chiediamo in che modo lo Tsipras 2 sarà differente dallo Tsipras 1, scorgiamo sulla stampa italiana la ola di gioia di Nichi Vendola, un uomo, un perché. La vittoria di Tsipras ci regala un momento decisamente alto della poetica vendoliana. Finanche alticcio.

Mentre il mondo celebra (si fa per dire) il quinto anniversario del collasso di Lehman, nella piccola e cenciosa periferia dell’impero, dove le giornate trascorrono tra l’attesa per un misterioso video di un anziano signore (che da vent’anni spaccia illusioni in non modica quantità) e le battute da pievano di paese di un giovin signore che ambisce a succedergli per tirar fuori il sopracitato cencioso paese da un gramo avvenire che è frutto pressoché integrale del troppo tempo perso a leggere fiabe, un fremente tribuno della plebe dal lieve difetto di dizione ma dall’immaginifico vocabolario fornisce il suo contributo alla comprensione della crisi, con sublime approccio maieutico.

Nei giorni scorsi i vertici di Bridgestone Europe hanno comunicato l’avvio delle procedure per la chiusura dello stabilimento di pneumatici per auto di Bari-Modugno. Bridgestone prevede la cessazione delle attività dello stabilimento non oltre la prima metà del 2014. La fabbrica di Bari è uno degli otto impianti di pneumatici del gruppo in Europa, e dà lavoro a 950 persone dirette, senza contare l’indotto. Al di là della dolorosa vicenda, colpisce soprattutto la reazione del potere politico locale, improntata ad incoerenza e scarsa comprensione delle dinamiche economiche. Ma c’è anche spazio per una spruzzata di spesa pubblica della peggiore specie.

Intervenendo questa mattina a 24Mattino, su Radio24, il leader di Sel, Nichi Vendola, ha rilanciato l’idea di una patrimoniale su quelle che ormai tutti o quasi, per sfinimento ed ignoranza, chiamano “rendite finanziarie”. E non si è fatto mancare nulla, inclusi alcuni sfondoni che testimoniano della drammatica urgenza di studiare non tanto un minimo di economia, in questo paese, quanto proprio i concetti di base, anche solo a livello definitorio.

I talk show politici italiani hanno ormai  acquisito una funzione fondamentale: quella di fungere da carburante per i lazzi ed i commenti sui social network. Ed anche Piazzapulita di Corrado Formigli non sfugge alla regola, ieri più che mai, con una puntata che ha brillantemente sintetizzato la condizione del paese. Tante chiacchiere e moltissimi distintivi.

Interessante notiziola sull’Acquedotto Pugliese, il monumento al chavismo de noantri targato Vendola. La Corte dei conti, sezione di controllo degli enti, non ne gradisce le modalità di cosiddetta gestione, con un bel bonus erogato all’amministratore unico che ha favorito la transazione con la quale l’ente, al modico prezzo di 13 milioni di euro, si è liberato di un contratto in derivati che lo stava incravattando. Altro dato molto significativo è la distribuzione di un provento una tantum di 12,25 milioni di euro all’azionista totalitario (non ancora in senso politico) Regione Puglia, prelevato dalle riserva straordinaria accumulata ante-2010.

Contrordine, compagni sognatori. Nichi Vendola, l'”Obama bianco”, nel senso che ha grande eloquio onirico ed altrettanta rapidità ad adeguarsi alla realtà, ha deciso che le tariffe dell’Acquedotto Pugliese non scenderanno. Neppure di quel leggendario 7 per cento riferito al costo del capitale il cui meccanismo continua a non essere capito, anche da quanti dovrebbero avere tutti gli strumenti per afferrarlo (incluso l’autore del pezzo qui linkato).

Quanto è crudele la realtà, a volte:

«E’ difficile per me prevedere, in una proposta di legge, cinquanta litri [di acqua] gratis per tutti i cittadini pugliesi, perché la proiezione di questa norma di legge comporta un debito fuori bilancio di 80 milioni di euro. Il principio mi piace, mi piace molto, però oltre che affermare i principi io devo orientarmi nella complessità delle scelte amministrative, evitando di fare buchi in bilancio»

Nichi Vendola, Otto e mezzo, 10 giugno 2011