Almeno in Italia, dalle parti di Palazzo Chigi, si direbbe. Nell’editoriale di questa settimana, sul Financial Times, Wolfgang Münchau ha un’improvvisa epifania, che lo porta a prendere atto e consapevolezza che “la ripresa italiana non è ciò che sembra”. E questa illuminazione, pensate, è insorta subito dopo la pubblicazione della prima stima del Pil italiano del terzo trimestre. Notevole.

Questa settimana, l’editoriale di Wolfgang Münchau sul Financial Times si dedica a suggerire alla Grecia come abbattere l’austero euro-regime. Ma non, come ci si attenderebbe, uscendo dalla moneta unica, bensì con una astuta manovra sul filo della presunta legalità europea. Ne esce un piano che sarebbe piaciuto molto a John Hannibal Smith dell’A-Team, quello del “vado pazzo per i piani ben riusciti”.

L’editoriale di questa settimana di Wolfgang Münchau, sul Ft, è dedicato ad un tema che su questi pixel viene trattato con alta frequenza: è ormai palese che noi occidentali siamo imprigionati in un mondo ad alto debito e bassa crescita, destinata ad alimentare il primo in un circolo vizioso che porta con sé il mancato riassorbimento della disoccupazione e di conseguenza implica forti e crescenti tensioni sociali, con un costante rischio di dissesto, pubblico e privato.

Una riflessione sul significato del concetto di “riforma” da parte di Wolfgang Münchau, l’associate editor del Financial Times divenuto di recente celebre nel ridicolo paese in cui si invocano ipse dixit in modo penosamente provinciale per tesi favorevoli alla propria fazione e si strepita al complotto straniero per quelle contrarie. Münchau denuncia anche il pervertimento linguistico che avrebbe colpito l’accezione del termine “riforma”, che in gioventù (nella Germania Ovest degli anni Settanta) egli associava al welfare di Willy Brandt e che nel decennio reaganiano e thatcheriano è diventato sinonimo di deregulation, privatizzazioni e smantellamento del potere sindacale.

Visto che la carta stampata non ha fatto a tempo ad arrivare sulla “notizia” ma i social network e le edizioni online già grondano analisi, autoflagellazioni e dita puntate verso chiunque ed ovunque, pensiamo utile unirci al gioco di società nazional-popolare e commentare l’editoriale di ieri sul Financial Times di Wolfgang Münchau. Così, per non sapere che altro fare.

Ma i mercati sono in panico sulla Spagna perché temono che i target fiscali saranno mancati oppure perché sono terrorizzati all’idea che possano essere effettivamente centrati? Le parole migliori per descrivere quello che sta accadendo alla Spagna sono, a giudizio di chi scrive, quelle di Wolfgang Munchau. Quindi meglio lasciare a lui la parola, raccomandando la lettura integrale del suo editoriale.