Oggi su l’Unità c’è un’intervista molto agostana al ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato. Si parla, tra le altre cose, di come rilanciare la crescita applicando un precetto di puro buonsenso: l’equiparazione delle condizioni competitive delle nostre imprese a quelle medie europee su cinque dimensioni: fiscalità, burocrazia, costo del lavoro, dell’energia e del denaro. Un lavoro di lunga lena, ovviamente, ammesso e non concesso di cominciarlo. Zanonato si concentra sul costo dell’energia, e presenta la sua idea.

Chi segue con regolarità i lanci di agenzia, avrà notato che da qualche tempo esiste un trend molto nitido: il numero di dichiarazioni del loquace ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, è in costante aumento. Il nostro discetta su tutto ed il contrario di tutto. Auspica, spera, promette, giura solennemente, ammonisce, persuade, rivede le proprie posizioni, chiosa sé stesso, si arrende agli ineluttabili vincoli di bilancio, si ribella ai vincoli di bilancio, è realista, sogna, sostiene tesi ed antitesi. Un torrente in piena, un olimpionico della dichiarazia da fare impallidire il mitico Gianfranco Polillo.