Nella guerra tra Usa e Cina non ci saranno vincitori, ma molte vittime. A cominciare dall’Eurozona, Italia inclusa

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La retorica delle ritorsioni protezionistiche tra Stati Uniti e Cina sta assumendo le prevedibili forme del rilancio, dopo che Donald Trump ha istruito gli uffici dello US Trade Representative di verificare la possibilità di portare a 150 miliardi di dollari le importazioni cinesi a cui applicare dazi, in risposta alla reazione cinese all’iniziale misura americana di sanzioni su prodotti manifatturieri per un controvalore di 50 miliardi di dollari.

La misura è appena partita. Ma secondo l’Ocse è destinata a fallire nel suo obiettivo principale: aumentare l’occupazione

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il primo gennaio dello scorso anno partiva in Finlandia la sperimentazione di un reddito universale di base (UBI, Universal Basic Income), destinato ad un campione duemila disoccupati estratti a sorte, di età compresa tra 25 e 58 anni, a cui viene erogata una somma mensile di 560 euro prima delle imposte, senza obbligo di cercare o accettare un impiego durante i due anni della sperimentazione, e continuando a ricevere lo stesso importo anche in caso di occupazione.

Il Sud rischia di perdere miliardi di fondi a beneficio di Portogallo e Paesi dell’Est. La battaglia per le risorse è iniziata

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Lo scorso 23 febbraio ha preso avvio il processo di negoziazione del bilancio pluriennale dell’Unione europea (MFF, Multiannual Financial Framework), per il settennato 2021-2027. Questo ciclo di bilancio dovrebbe essere caratterizzato dalla cessazione della contribuzione britannica, a seguito della Brexit, a meno di accordi che determinino pagamenti per accesso parziale al mercato unico. In caso di uscita definitiva, in sette anni verranno a mancare 93 miliardi di euro di contributi.

Dopo la Grande Recessione i mercati si erano abituati a una crescita lenta ma ininterrotta. Una certezza che sta svanendo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dopo i violenti ribassi della scorsa settimana, i mercati finanziari cercano la stabilizzazione, chiedendosi quale narrativa prevarrà, e soprattutto se sarà confortata da evidenze economiche.

Gli Usa restano indifferenti al deprezzamento della valuta, causato dalle crescenti frizioni protezionistiche di Trump

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il marcato deprezzamento del dollaro contro praticamente tutte le maggiori valute è stato la sorpresa del 2017, e la tendenza si è accentuata in questo scorcio iniziale del 2018. L’indebolimento del biglietto verde ha accompagnato il primo anno della presidenza Trump, a parte la forza delle prime settimane dopo l’esito elettorale, quando i mercati immaginavano riforme e stimoli fiscali di ampiezza tale da causare un boom dell’economia statunitense e costringere la Fed ad una vigorosa azione di restrizione monetaria.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Un articolo pubblicato di recente sulla rivista online Economia e politica, a firma di Pasquale Tridico e Walter Paternesi Meloni, dell’Università di Roma Tre, indica come finanziare un ipotetico (ma non troppo) reddito minimo condizionato alla ricerca di un’occupazione. La proposta è stata indicata da alcuni esponenti del M5S come idonea a produrre una sorta di copertura “spontanea” del costo del reddito di cittadinanza.

Dopo il 4 marzo sarà inevitabile il ritorno alla realtà ma intanto perdiamo ogni credibilità come interlocutori in Europa

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Le minute della riunione della Banca centrale europea dello scorso 14 dicembre, pubblicate giovedì scorso, mostrano un evidente cambio di tono e di orientamento nella lettura della situazione congiunturale.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La riforma fiscale statunitense, che segna il primo vero successo della presidenza Trump e del partito Repubblicano che controlla il Congresso ma è lungi dall’essere un monolite, è centrata sulla riduzione fiscale permanente alle imprese, sia di capitali che di persone, mentre per le persone fisiche i benefici, pesantemente orientati sui soggetti ad alto reddito, si produrranno sino al 2025.

Nei derivati sulle materie prime è chiaro chi è il venditore naturale. Con le criptovalute invece no

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Per il bitcoin, l’inizio delle contrattazioni su due borse futures statunitensi dovrebbe segnare un momento di maturità, l’ingresso ufficiale nel novero degli strumenti finanziari scambiati su mercati regolamentati. In astratto, si potrebbe ritenere che la quotazione su mercati a termine rappresenti anche uno stabilizzatore delle quotazioni della criptovaluta, che negli ultimi mesi hanno conosciuto un andamento esplosivo che raffigura plasticamente un momento di isteria collettiva.