La surreale idea di nazionalizzare l’istituto genovese e fonderlo con MPS dovrebbe servire a sconfiggere il rischio di credito

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dalla grandinata di bellicose dichiarazioni politiche sulla vicenda del salvataggio di Carige, spicca la persistente suggestione a creare una “banca d’investimento dello stato”, in grado di “prestare ad imprese e cittadini”. Magari attraverso la fusione con MPS.

Il quadro dell’economia globale si è deteriorato, tra crescenti tensioni protezionistiche e riduzione di liquidità

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Per convenzione, sui mercati finanziari si identifica una “correzione” ogni volta che gli indici arretrano di almeno il 10% dai massimi, mentre un “bear market” viene identificato quando il ritracciamento è di almeno il 20%. Questo è quanto sta accadendo a pressoché tutti i maggiori indici azionari mondiali.

Le rappresaglie di Trump, la stretta fiscale, l’aumento dei tassi della banca centrale e l’inflazione: troppi guai

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nel terzo trimestre di quest’anno, l’economia turca ha subito una marcata contrazione, pari a 1,1% sul trimestre precedente, che porta la crescita annua ad un esile 1,6%. Il settore delle costruzioni è stato particolarmente colpito, con ridimensionamento trimestrale del 5,3%, mentre i consumi domestici sono cresciuti solo di 1,1%, contro il 6,4% del trimestre precedente.

La Federal Reserve frena sulla corsa ai rialzi dei tassi. Il tycoon festeggia ma dazi e calo del greggio sono un boomerang

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il presidente della Federal Reserve, Jay Powell, nei giorni scorsi ha in apparenza trasmesso un segnale accomodante sul percorso della politica monetaria statunitense, dichiarando che la serie di rialzi ha portato i tassi ufficiali “appena sotto” il livello neutrale. Un cambiamento rilevante, visto che lo scorso 3 ottobre lo stesso Powell ebbe a dichiarare che i tassi erano “ben lontani” dalla neutralità, causando alta volatilità dei mercati ed una forte correzione all’azionario.

Difficile dire se Theresa May sopravviverà, di sicuro sono ormai tramontati slogan e illusioni sul divorzio

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La rivolta contro la bozza di accordo sull’uscita del Regno Unito dalla Ue ed il relativo regime transitorio è solo l’ultimo effetto di un problema ad oggi intrattabile.

Posticipare il primo rialzo dei tassi e nuovi finanziamenti agevolati per le banche sono tra gli strumenti disponibili

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

A fine anno la Banca centrale europea concluderà il suo programma di acquisti noto come Quantitative easing (QE), ma la congiuntura dell’Eurozona mostra segni di affaticamento in alcune delle sue maggiori economie: nel terzo trimestre l’Italia è tornata a stagnare e la Germania (ma si avrà conferma solo il 14 novembre) dovrebbe segnare una forte frenata rispetto al +0,5% del secondo trimestre, imputabile soprattutto alla manifattura e che viene forse un po’ troppo sbrigativamente e semplicisticamente ricondotto ai colli di bottiglia causati dai nuovi e più rigorosi test per le emissioni degli autoveicoli.

Dietro la nuova volatilità le  incognite sull’economia mondiale: dalla guerra dei dazi Usa-Cina al rialzo dei tassi della Fed

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La recente ripresa di volatilità sui mercati finanziari ha lasciato gli analisti a chiedersi se non si sia trattato di un semplice episodio ma dell’inizio di una fase di difficoltà. Nulla di inedito: visto che l’attuale fase rialzista dei mercati azionari dura da oltre nove anni, e che l’espansione è tra le più longeve di sempre, ad ogni correzione dei mercati ci si domanda se la fine di questo ciclo positivo sia imminente.

Dal 1975 esiste l’EITC: è un assegno calibrato a beneficio dei lavoratori a reddito medio e basso, in particolare quelli con figli

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Mentre in Italia si dibatte su un improbabile reddito di cittadinanza che, ove mai vedesse la luce, finirà ad essere un sussidio di fatto incondizionato ed un disincentivo all’offerta di lavoro, ci sono paesi che da molto tempo hanno cercato di supportare i cosiddetti working poor, chi lavora ma percepisce un reddito talmente basso da esporre al rischio povertà.

Il paese continua a pagare anni di distruttivo populismo kirchnerista, non certo il presunto liberismo

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Il governo argentino ha inviato al parlamento il progetto di bilancio per il 2019, elaborato sotto l’emergenza di un deprezzamento record del peso contro dollaro e crescenti timori che il paese non sia in grado di ripagare il proprio debito in valuta. Per il prossimo anno è previsto l’azzeramento del deficit primario del paese, cioè della differenza tra entrate e spesa pubblica al netto di quella per interessi, che oggi è pari al 2,6% del Pil.