Che Recovery Fund sarà? Uno fatto di sole sovvenzioni, di soli prestiti o di un mix dei due? E con quali condizioni, che comunque ci saranno, con buona pace dei desiderata italiani, che come sempre sono in modalità (negoziale?) datece li sordi senza fiatà? Ma, a parte ciò, con Michele parliamo anche della cosa in cui ho creduto per molti anni, ma a cui ora non credo più.

La notizia del giorno, almeno a mio irrilevante giudizio, è la condizione di pre-catastrofe che incombe sugli impianti Arcelor Mittal italiani, le cui perdite operative sarebbero letteralmente esplose, a causa del fermo pandemico. Che tuttavia si è sommato alla condizione di strutturale eccedenza di capacità produttiva, che persisteva da anni, esacerbata dalla guerra commerciale sino-americana.

Oggi Istat ha pubblicato il consuntivo 2019 dei conti pubblici italiani. La sorpresa positiva è data dal rapporto deficit-Pil, a 1,6% contro il 2,2% del 2018. Il rapporto debito-Pil resta stabile ad un elevato 134,8%. Dietro il numero in apparenza positivo del deficit, e che quindi pare concedere più margini di manovra per affrontare l’emergenza coronavirus, c’è però un “prodotto tipico” italiano.

Presentato ieri alla Camera il settimo rapporto di Itinerari previdenziali, il centro studi di welfare diretto da Alberto Brambilla. Da cui si evince ciò che è noto da tempo: l’Italia è una repubblica previdenziale, nel senso di pensionati ed aspiranti tali, fondata sull’assistenza. Ed ancora una volta le due dimensioni risultano pressoché inscindibili, contrariamente ad una certa propaganda sindacale.

In Italia abbiamo una certezza: ogni legislatura ha il suo tentativo di produrre una nuova legge elettorale, costruita in modo sartoriale per premiare la coalizione pro tempore al governo, o più spesso per penalizzare l’opposizione, e destinata ad essere affondata dal voto degli elettori. La legge elettorale spesso è la matrice che deve produrre governi stabilissimi ed in grado di distillare le pozioni miracolose che porteranno alla rinascita economica. Tali pozioni tendono ad essere differenziate per schieramenti, tra destra e sinistra, ma entrambe fanno leva sul feticcio del moltiplicatore keynesiano.