di Vitalba Azzollini

Il crollo del ponte Morandi ha dimostrato quanto sia necessario un alto livello di attenzione sulle concessioni pubbliche, in particolare su quelle del settore autostradale. Ciò trova da ultimo conferma nell’indagine svolta dall’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) tra il 17 maggio e il 30 settembre 2017, pubblicata il 17 ottobre di quest’anno, tesa a raccogliere dati e informazioni per un “censimento” di tutti i titolari di concessioni non affidate con procedura di evidenza pubblica, ai fini di successivi controlli. Da tale indagine emergono risultanze che lasciano perplessi: considerata l’importanza del tema della qualità e dei prezzi cui i servizi pubblici vengono erogati, è il caso di darne conto.

E dunque il governo italiano ha replicato alla Commissione Ue, mantenendo la propria posizione: la legge di bilancio più disfunzionale della recente storia italiana non si tocca; al più, saranno previste misure di “salvaguardia” che oscillano tra l’irrealizzabile e l’autolesionistico, dopo che il ministro dell’Economia ha deciso di prestare sino alla fine la sua immagine e la sua storia professionale a questa gigantesca operazione di voto di scambio di chiaro intento suicidario per il paese.

Alcuni dati, spunti e perle assortite, tratti dall’audizione di oggi di Istat sulla manovra di bilancio 2019. La conferma che l’analfabetismo funzionale ha fatto il suo trionfale ingresso nella stanza dei bottoni, ed ora sta legiferando. Ricordate la regola aurea di ogni parassita? Preservare l’organismo ospitante. Ecco, direi che, nel caso italiano corrente, tale regola è clamorosamente violata.

logo-r24-newDopo la sezione dedicata come al solito ai commenti sull’attualità economica, parliamo di economia familiare con Debora Rosciani e Roberta Rossi Gaziano, autrici del libro, “Matrimoni & patrimoni – Istruzioni aggiornate per l’uso”. Una guida per le donne, ma anche per gli uomini, su fisco, lavoro, educazione dei figli e molto altro. Una “cassetta degli attrezzi” per ridurre la complessità del presente.

  • Nel paese incompreso dalla realtà, dove lo spread a 300 non è un problema e la marmotta incarta qualcosa che non è cioccolata;
  • Il problema sono questi maledetti ottusi burocrati! Ma ora noi parliamo con politici eletti e legittimati, comprenderanno le nostre ragioni. Ah, no, aspetta;
  • Siamo italiani, abbiamo la ricetta. Per farvi ridere;
  • L’Italia è un paese unico. L’unico paese europeo in cui, ad ottobre, manifattura e servizi entrano in condizioni recessive;
  • Mi chiamo Conte e non so di che parlo, sono il figlio dello zeitgeist italiano;
  • Tra politiche nataliste e decrescita felice da autoconsumo, gli scappati di casa finiscono nei campi;
  • Siamo anche il paese che ha sin qui realizzato le forme più avanzate di economia circolare;
  • A che strumenti potrebbe ricorrere la Bce se la congiuntura europea peggiorasse vistosamente?

Dopo la stroncatura delle stime di crescita italiana da parte della Commissione Ue e la dura reazione del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, siamo giunti con grande puntualità alle “analisi” che cercano di confutare l’approccio di Bruxelles. Più che altro, si tratta di una forma di fact checking alla vaccinara, compiuta in alcuni casi da giornalisti che hanno una assai scarsa dimestichezza con la logica, prima che con i numeri e le metodologie di previsione.