Ungheria, inizia la difficile deorbanizzazione

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L’Ungheria insedia il nuovo parlamento, con super maggioranza al partito di Peter Magyar. Il premier punta alla deorbanizzazione ma la storia insegna che plebisciti catartici possono rivelarsi un doloroso autoinganno

La settimana phastidiosa – 9 maggio 2026

Podcast Mic Euro Cracks

Un traballante castello di dazi – L’euro-declino minaccia l’euro – Elettricità e gas, la coppia non si disaccoppia – UK, Verdi di tasse con conti in rosso – La Cina esporta anche le perdite di bilancio – Cartoline da EuroCialtronia

Elettricità e gas: la coppia non si disaccoppia

ElectroGas

Il mercato elettrico europeo lega i prezzi di elettricità e gas attraverso il meccanismo del marginal pricing. Per riformarlo non esistono proiettili d’argento. Nel frattempo, i costi della transizione ricadono in modo regressivo sui consumatori

L’euro-declino minaccia l’euro

EuroStorm

Il governo italiano cerca disperatamente nuovo deficit. Tuttavia, debito crescente e assenza di unione fiscale pongono seri rischi per la stabilità dell’Eurozona e la moneta unica rischia di diventare il punto di pressione

Regno Unito, Verdi di tasse con conti in rosso

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Attendendo la tornata elettorale che rischia di porre fine al governo Starmer, uno sguardo al manifesto del Green Party britannico, l’ultra-populismo di sinistra che punta a fare esplodere tasse e spesa

La settimana phastidiosa – 2 maggio 2026

Podcast Mic Titanic AI

Shock planetario, boom azionario – Cina non più fabbrica di deflazione – Rinviare l’eurosuicidio, rinnovare gli eurobond – Quattro strade accidentate per il 2050 – Scostiamoci a coorte, Cialtronia chiamò

Scostiamoci a coorte, Cialtronia chiamò

Circo Italia Scostamento

O mia patria, sì bella e scostata. O anche scrostata. Piccola rassegna stampa essenziale di una classe digerente divorziata dalla realtà e sempre sull’orlo di una crisi di astinenza da debito

Quattro strade accidentate per il 2050

Roads to Future

Un report del BCG esplora quattro scenari al 2050. In tutti, il mondo continua a scaldarsi; in quello più distopico – ma forse più verosimile – la governance globale passa dagli stati alle grandi corporation