Mentre attendiamo di capire se ed in che direzione il parlamento modificherà il cosiddetto decreto dignità, iniziano a filtrare gli orientamenti dell’esecutivo in materia di incentivi al tempo indeterminato, che sarebbe dovuta essere la via maestra ma che è stata sinora ignorata. Anzi, al tempo indeterminato è stata pure affibbiata una penalizzazione aggiuntiva con l’aumento del 50% dell’indennizzo per licenziamenti illegittimi. Ma andiamo con ordine.

Oggi, rispondendo su Repubblica ad un editoriale critico di Ferdinando Giugliano, il ministro per le Politiche europee, Paolo Savona, pesca a strascico una serie di correlazioni spurie e commette un errore da matita blu, nel tentativo di illustrare la sua Grande Riforma della Banca centrale europea. Il tutto dopo aver rilasciato ieri un’intervista in cui ha spiegato come spianare il Turchino ed i conti con l’estero italiani. Per puro dovere di antropologo militante, riporto e commento gli episodi.

Negli Usa le imprese assumono perfino i galeotti o investono sui robot, in Giappone si offrono benefit e bonus

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

In Occidente viviamo un periodo storico in cui la tendenza dominante sta diventando quella di ridurre l’immigrazione, percepita come ostacolo al raggiungimento del pieno impiego autoctono e causa di stagnazione salariale e consumo di risorse di welfare. La Brexit è nata anche o soprattutto su questi presupposti, malgrado il Regno Unito fosse in condizioni di pieno impiego pur se con crescita della produttività molto debole.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Ella cosa farà nel 2028? Come dice? Troppo lungo il termine per saperlo? Certo, 10 anni sono tanti. Ma per fortuna, in Italia, c’è chi sa perfettamente che tra 10 anni, e per tutto il decennio 2019-2028, i rapporti di lavoro a tempo determinato diminuiranno al tasso costante di 8.000 l’anno, per effetto del “decreto dignità”.

Prosegue il complotto dei poteri forti contro il governo felpastellato. Lo scontro vira verso il calor bianco, ormai. A questo giro abbiamo il vicepremier e bisministro Luigi Di Maio che lamenta che il numero di 8.000 posti di lavoro a tempo determinato persi all’anno in conseguenza della stretta alla tipologia contrattuale sia stato inserito a sua insaputa nella relazione tecnica. Non è tanto questo su cui vorrei richiamare la vostra attenzione, però, o sudditi.

  • Lo spread si allarga, i patrioti comprano, il cappio si stringe;
  • L’uomo che vuole promuovere il Made in Italy a colpi di dazi è anche il cantore del mecenatismo di Stato mediante reddito di cittadinanza, per scoprire il nuovo Michelangelo tra mille fannulloni;
  • Per le banche italiane si annuncia un periodo di robusti aumenti del costo della raccolta; per il Paese significa una bella stretta creditizia, in larga misura Made in Italy;
  • La sapete quella del tizio che prende il porto d’armi per legittima difesa e poi si fa ammazzare con la sua stessa arma?
  • Giggino batte e ribatte i piedini col ricalcolo delle “pensioni d’oro”. Anche nell’improbabile assenza di grandinate di ricorsi, che arriveranno alla Consulta e vinceranno, ci saranno solo pochi spiccioli;
  • Che fare nel caso in cui dal ricalcolo delle “pensioni d’oro”, ammesso che la Consulta non lo vieti, arrivassero solo pochi spiccioli? Nessun problema, ecco la proposta di un contributo di solidarietà erga omnes, per fare cassa;
  • Chissà di che paese si trattava;
  • Nella patria dello slow food e della slow growth;
  • Di antimateria, metafisica e linee aeree;
  • In caso aveste intenzione di uscire all’incirca dall’euro, potete chiedere a Mr.Joe, che all’incirca sa come fare;

Sul Sole oggi trovate una inquietante infografica sulla scorpacciata di titoli di stato che gli intermediari italiani hanno fatto nel mese di maggio, quello delle famose dichiarazioni di esponenti della maggioranza gialloverde che hanno spinto gli investitori a chiedersi se qualcuno non stia cercando l’Incidente. Proviamo a ipotizzare che potrebbe accadere in caso di crisi del debito sovrano italiano, date queste propensioni all’acquisto.