Sul Financial Times, un commento di John Gapper su un tema che diverrà sempre più attuale, al crescere dell’avanzamento tecnologico e della sua invasività nelle nostre vite: la progressiva erosione del concetto di aggregazione del rischio (risk pooling) nello strumento della polizza vita per opera del meccanismo di selezione avversa. Un tema molto rilevante perché rischia di spostare sulla fiscalità generale nuovi oneri.

Nel terzo trimestre, l’occupazione in Ungheria ha raggiunto il massimo storico. Questa medaglia al merito ha come rovescio una crescente carenza di manodopera, acuita anche dal calo della popolazione in età lavorativa. Il risultato è una crescente pressione rialzista sui salari, che si sta trasmettendo anche ai prezzi al consumo. Anche per rispondere a questo collo di bottiglia, il governo di Viktor Orban ha portato in parlamento una proposta di legge che sta causando crescenti proteste e manifestazioni di piazza. 

Dopo mesi di attesa e qualche timida apertura verso il governo, il mondo delle imprese logo-r24-newsembra ora aver perso la pazienza. In tutto il Nord Italia, da settimane, si susseguono appelli, iniziative e manifestazioni contro l’inerzia della politica ma anche contro alcuni provvedimenti dell’esecutivo, come il decreto dignità, accusati di ostacolare la crescita economica.
Ne parliamo con Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato che farà la sua manifestazione nazionale il 13 dicembre a Milano, e con Bepi Covre, imprenditore del “profondo Est”, già deputato leghista ed amministratore locale.

  • E dopo la sconfitta della povertà, Di Maio inventò la morte del rischio di credito, con CDP che lancia soldi a chiunque abbia ricevuto un no dalle banche;
  • Miracolo, il Decreto dignità ha fatto esplodere le stabilizzazioni molti mesi prima della sua introduzione: parola di Giggino;
  • Centri per l’impiego: rischio collasso con la carica dei ‘nuovi disoccupati’ e pochi rinforzi;
  • Qualcuno in questo paese sta facendo ampia confusione sul concetto di povertà. Una confusione interessata;
  • Ero abituato a chiamarla dichiarazia. Forse sarebbe meglio tornare al tradizionale e meno elitario “stronzate“;
  • Fact-checking delle affermazioni dei politici sul Global Compact for Migration. Ovvero come fare propaganda elettorale demonizzando un “innocuo” elenco di principi;
  • Donald, l’uomo che vive nel passato;
  • Sulla staffetta generazionale, repetita iuvant (forse);
  • Se qualcuno vi cerca e volete evitare guai, non correte rischi: ditegli che ha sbagliato numero o al più che “valuterete“, ma che comunque ci sarà una risposta rapida;
  • Facile incolpare i bancari, ma gli italiani si confermano risparmiatori analfabeti;

Alla disperata ricerca di spin da dare in pasto alle folle festanti ed ai piccoli lemming da social, per coprire alcuni problemini che si stagliano all’orizzonte, il buon Luigi Di Maio ha fatto la ola per i dati del suo ministero, che mostrano nel terzo trimestre un aumento delle stabilizzazioni a tempo indeterminato. Naturalmente, per Di Maio è stato il Decreto Dignità. Per la realtà, anche no.

Ieri la Cassa Depositi e Prestiti ha presentato il proprio piano industriale triennale, 2019-2021. Avremo tempo e modo di valutarlo, anche perché da quel piano non paiono essere esplicitate ipotesi di redditività. Quello che invece vorrei segnalarvi è che oggi il prestigioso vicepremier e bisministro, Luigi Di Maio, nel corso di una delle sue famigerate “dirette Facebook”, ha pensato bene di spiegare al Popolo sovrano e manovrato alcuni dettagli del piano industriale. Ovviamente con esiti comici, almeno per chi ancora riesce a ridere per gli sfondoni di questa gente.

Confesso che non è affatto semplice seguire la girandola di dichiarazioni quotidiane dei nostri due prestigiosi vicepremier, soprattutto quando si ha la fortuna di avere un lavoro. Tuttavia, mentre attendiamo di conoscere che diavolo di legge di bilancio uscirà dalla “interlocuzione” che il non meno prestigioso premier italiano ha in atto con la Commissione Ue, segnalo tre perle delle ultime ventiquattr’ore di Giggino Di Maio,  l’uomo che non perde mai occasione per chiudersi in un dignitoso silenzio e preservare il dubbio negli interlocutori.

di Vitalba Azzollini

I politici pro tempore al potere possono fare sostanzialmente ciò che vogliono, nel rispetto dei paletti dell’ordinamento, com’è ovvio. Quindi, può anche capitare che decidano di sovvertire l’orientamento espresso da chi li ha preceduti, annullandone le decisioni, perché in disaccordo con le idee che ne erano alla base. Se, invece, accade che le forze al potere facciano retromarcia rispetto a quanto da esse stesse affermato solo poche settimane prima, e senza che nel frattempo siano mutati elementi del contesto, allora la questione diventa più imbarazzante. Ancor più imbarazzante è, poi, il cambio di indirizzo giustificato da motivazioni prive di concreto fondamento. Non sembra, invece, provare alcun imbarazzo nessuno degli attori dell’attuale legislatura, dopo che il governo italiano ha annunciato che non firmerà il Global Compact for Migration (GCM) l’accordo in tema di migrazioni elaborato in sede Onu.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

la montagna del reddito di cittadinanza pare stia per partorire un topolino. Non solo dal lato dell’erogazione del reddito ad una platea di cittadini che ogni giorno va restringendosi, man mano che si evidenzia la complessa sostenibilità finanziaria della misura, ma anche dal lato dell’organizzazione retrostante.