di Mario Seminerio – Domani Giornale

Attendendo il vaccino o la cura per il Covid, è ormai chiaro che il destino dell’Italia sarà legato al modo in cui il paese uscirà dalla crisi sanitaria. Cioè se troverà modo per rigenerarsi, oppure proseguirà nella coazione a ripetere che da lustri genera una politica economica fallimentare, in termini di qualità della spesa pubblica e di capacità di adattarsi ai mutamenti del contesto globale. Perché il problema esistenziale italiano può essere letto proprio in chiave evoluzionistica: incapacità di adeguamento all’ecosistema economico globale. 

Nuova iniziativa anti-cinese di Donald Trump, che questa volta firma uno dei suoi amati ordini esecutivi per intimare a residenti statunitensi di cessare entro 45 giorni ogni rapporto con le app TikTok e WeChat. Quest’ultima è il Whatsapp cinese, come noto, e negli Usa è utilizzata da un limitato numero di persone, perlopiù appartenenti alla comunità cinese. Ma le ramificazioni di questa iniziativa sono in realtà ben più vaste, e vanno nella direzione di spegnere le connessioni digitali tra la sfera americana e quella cinese.

Oggi su Repubblica, un commento di Tito Boeri analizza il provvedimento di blocco dei licenziamenti economici, che il M5S vorrebbe prorogare incondizionatamente al 31 dicembre (col sostegno dei sindacati), e spiega a cosa si rischia di andare incontro con queste misure di cristallizzazione dell’esistente. Spoiler: ad imbalsamare un organismo che si sta decomponendo.

Nella Repubblica dei Bonus, nota anche col nome di Italia, nuove meravigliose idee prendono forma. Ormai i bonus, strumento vieppiù utilizzato nel corso degli anni per catturare porzioni di elettorato, e che trova la propria immagine speculare in una miriade di crediti d’imposta intoccabili, è diventato la coazione a ripetere ossessivo-compulsiva di una classe politica (tutta) che ha ormai perso il senno.

Prosegue il tentativo della Turchia di Recep Tayyip Erdogan di sfidare le “leggi” economiche o piuttosto la realtà, attraverso il controllo del deprezzamento della lira, l’inesorabile combustione di riserve valutarie, la droga del credito facile per sorreggere la domanda interna. Da molto tempo in tanti ripetono che così il paese non può reggere, eppure regge. Fino a quando, considerando anche la variabile Covid che annichilisce le entrate valutarie?