Devo confessare che trovo sempre meno spunti e voglia per commentare quello che sta accadendo nel povero paese alla deriva nel Mediterraneo. I temi tornano con ciclicità ad alta frequenza, mostrando un’emivita sempre più corta, che pare confermare che l’instupidimento del discorso pubblico è ormai prossimo alla fase terminale. Del resto, lo scenario che abbiamo di fronte è molto ben delineato.

Dopo il miserabile fallimento del fondo Atlante, quello che doveva “creare un mercato degli Npl in Italia”, mercato che tuttavia già esisteva, e che “prometteva” un mirabolante rendimento del 6% che sarebbe forse stato un acconto di quanto ci si potesse attendere da operazioni del genere, le nostre banche si sono messe all’opera ed hanno venduto sofferenze in modo massivo, contribuendo al patrio orgoglio dei banchieri. Oggi, premesso che il tema dell’incidenza delle sofferenze non è affatto risolto, ci si dedica ai crediti che non sono in bonis ma non sono ancora sofferenze, le cosiddette inadempienze probabili o unlikely to pay (UTP), e le idee non mancano.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

è ormai altissima la tensione tra regioni e Governo sulle assunzioni dei navigator, le figure che dovrebbero assicurare un affiancamento costante nella ricerca di lavoro ai beneficiari del reddito di cittadinanza.

Il Governo, come è noto, punta a fare tutto di fretta e furia, in modo da “insediare” i 6.000 navigator che si intendono attivare. E siccome i tempi per seguire la strada maestra del reclutamento nelle PA è il concorso, che richiede diversi mesi, per mettere all’opera il mini esercito di tutor dei beneficiari del Reddito l’idea è farli reclutare da Anpal Servizi, società partecipata dell’Anpal.

Oggi sul Corriere trovate l’ennesima puntata dell’avvincente rubrica in cui la nota watchdog Milena Gabanelli vi spiega come risolvere i problemi della penisola, a colpi di proiettili d’argento. Questa volta parliamo dell'”eccesso” di liquidità degli italiani, che pare tengano sul conto corrente ben il 32% della loro ricchezza finanziaria.

di Mario Seminerio – Il Foglio

Il vicepremier e bisministro, Luigi Di Maio, ha incontrato i sindacati dei lavoratori Alitalia, dopo la formalizzazione dell’”avvio” delle trattative con Delta e EasyJet. Ché di quello si tratta, e non di un arrivo in porto o in aeroporto. È solo l’inizio di una nuova, estenuante fase negoziale per accasare il vettore tricolore, dopo fiumi di inchiostro rosso e interventi dei contribuenti che ormai giustificherebbero l’integrazione dell’oggetto sociale di Alitalia con “produzione di Bad Company”.

La giornata di ieri è stata l’epitome della cifra stilistica di questo cosiddetto esecutivo che non esegue. Tutto si compendia nella sequenza “proclama-stallo-rinvio”. Uno schema a cui siamo ormai abituati e che ci accompagnerà sin quando la realtà, sotto forma di crisi economica grave, non darà una spallata decisiva a questa compagnia di giro.

Da qualche tempo, la stralunata propaganda sovrana, incrociandosi con legittime frustrazioni ed aspirazioni, ha trovato un nuovo spin con cui rincitrullire l’opinione pubblica: il reddito di cittadinanza come leva per indurre un aumento dei redditi di lavoro. Si tratta dell’ennesimo proiettile d’argento in un paese che ha drammatici ritardi nello sviluppo della produttività, che è condizione necessaria (pur se non sufficiente) per far crescere gli standard di vita.

I problemi dell’industria tedesca sono seri, ma noi ci esponiamo al rischio di una nuova crisi finanziaria

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La rapidità con cui la congiuntura italiana sta deteriorandosi porta ad interrogarsi sulle cause. Quelle esogene sono verosimilmente riconducibili alla frenata tedesca, che ormai da mesi impegna gli economisti, che non sanno decidere se si tratti di fenomeno transitorio o persistente.