Oggi sul Fatto c’è la risposta dei due economisti di Roma Tre alle mie obiezioni sulla loro proposta di indurre gli inattivi (o meglio, la componente di inattivi riconducibile agli scoraggiati) ad iscriversi al collocamento, cioè a diventare ufficialmente disoccupati, e permettere così al nostro paese di fare molto più deficit, per rilanciare la crescita. Debbo dire che nella mia critica sono stato troppo sofisticato.

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Un articolo pubblicato di recente sulla rivista online Economia e politica, a firma di Pasquale Tridico e Walter Paternesi Meloni, dell’Università di Roma Tre, indica come finanziare un ipotetico (ma non troppo) reddito minimo condizionato alla ricerca di un’occupazione. La proposta è stata indicata da alcuni esponenti del M5S come idonea a produrre una sorta di copertura “spontanea” del costo del reddito di cittadinanza.

di Vitalba Azzollini

“Uno dei maggiori guai dell’umanità non consiste nell’imperfezione dei mezzi, ma nella confusione dei fini”. Einstein non poteva immaginare che la sua frase si sarebbe attagliata perfettamente a uno dei “guai” della legislazione italiana. Il tax credit alle piccole librerie (20.000 euro, limitato a 10.000 euro per le librerie così dette “non indipendenti”), inserito nell’usuale caravanserraglio della legge di bilancio, ne rappresenta un tipico esempio.

Oggi sulla stampa si dà conto delle unintended consequences prodotte dalla risoluta azione di Francesco Boccia, il nemico giurato degli Over the Top, strenuo difensore dell’antitrust alle orecchiette. L’uomo che, con un impressionante uno-due, riuscirà ad infliggere rilevanti danni a tutti tranne che agli Over the Top medesimi. Un talento naturale, altrettanto naturalmente associato ad una iattanza assertiva che ne fa uno dei maggiori demiurghi del tafazzismo italiano.

Su Avvenire oggi trovate un’intervista all’ex premier, impegnato in un giro d’Italia ferroviario. Nulla destinato a restare nei libri di storia, semplicemente l’ennesimo rilancio di promesse di mance, per inseguire con la lingua a penzoloni i guaritori che vogliono miliardi dalla Ue aumentando con un tratto di penna il numero di disoccupati e quelli che vogliono la seconda moneta per dare liquidità all’economia. Renzi, fedele a se stesso, promette bonus da 80 euro.

Sul Fatto di oggi trovate una chicca per intenditori e “tecnici”. Si tratta del modo in cui il reddito di cittadinanza grillino verrebbe trasformato in leva per innalzare il Pil potenziale ed ottenere tanti bei soldini dalla Ue con cui finanziare…il reddito di cittadinanza medesimo. Noi italiani abbiano di che essere orgoglioni, dunque: il Nobel per l’Economia non ce lo danno, ma abbiamo un serbatoio di giovani e meno giovani ingegneri finanziari disperati in grado di estrarre dal cilindro interi allevamenti di conigli, per riportare il nostro paese allo splendore che gli compete per storia e tradizione.