Reddito di cittadinanza: tranquilli, l’intendenza non seguirà

Tra gride manzoniane e incentivi alla illegalità: a quasi due anni dalla nascita del reddito di cittadinanza, le famose banche dati continuano a non parlarsi

Prosegue la scoperta di buchi nella costruzione del reddito di cittadinanza, dentro cui potrebbe passare un autotreno di traverso. L’ultimo è legato ai famosi controlli ed alle non meno celebri “banche dati”; quelle che, che come ormai tutti sappiamo, “non si parlano” o lo fanno poco e svogliatamente, malgrado la propaganda politica da parecchi anni ci ammorbi con la necessità di giungere a questo dialogo come punto di svolta per la civiltà della penisola italica e per il nostro Rinascimento quattropuntozero.

Come ci ricorda Enrico Marro sul Corriere, la legge istitutiva del Reddito di cittadinanza prevedeva, entro 5 (cinque) giorni dalla presentazione della domanda, che l’Inps verificasse i requisiti, acquisendo

[…] dall’Anagrafe tributaria, dal Pubblico registro automobilistico e dalle altre amministrazioni pubbliche detentrici dei dati, le informazioni necessarie.

Prima di giungere a tale verifica incrociata, era previsto che Inps interloquisse col Garante della privacy al fine di definire la tipologia dei dati, le modalità di acquisizione e le misure a tutela degli interessati.

Poiché tuttavia i cittadini non devono né possono pagare i ritardi della pubblica amministrazione, era previsto che

In ogni caso il riconoscimento da parte dell’Inps avviene entro la fine del mese successivo alla trasmissione della domanda.

Finalmente, lo scorso 20 novembre, l’Inps ha inviato al Garante per la privacy il modello organizzativo e operativo di acquisizione dei dati dalle altre amministrazioni, che il Garante ha approvato a strettissimo giro, il 26 novembre.

Tutto è bene quel che finisce bene, a 20 mesi dall’avvio del reddito di cittadinanza? Non esattamente, perché a questo punto mancano ancora le convenzioni tra Inps e le altre amministrazioni per lo scambio dati. Come scrive Marro,

[…] col Pra per verificare il possesso di veicoli; con anagrafe tributaria per i controlli su case e depositi bancari; col casellario giudiziario per i carichi penali; con regioni e comuni per vedere eventuali altre prestazioni e i requisiti anagrafici.

Ribadiamolo, così è più chiaro: per quasi due anni, il reddito di cittadinanza è stato erogato in assenza di controlli su ampia parte dei requisiti dei richiedenti. Il tutto tacendo del fatto che il vasto sommerso esistente nel nostro paese rappresenta un moltiplicatore alle richieste e, dato l’elevato livello di “salario di riserva” che il reddito esprime, anche una trappola per non emergere, in una asimmetria inquietante e “progettata” per far sparire basi imponibili e poter poi dire che “le multinazzzzionali ci arrubbbano i soldi delle tasse“.

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Ultimo aggiornamento 2021-01-15 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

Ricordiamo che la legge istitutiva del reddito di cittadinanza prevede anche sanzioni penali per le dichiarazioni mendaci, nella tradizionale guisa di grida manzoniana costruita sull’impotenza amministrativa dello Stato. E ricordiamo anche le immortali parole di Luigi Di Maio, unico vero testimonial dell’attuale fase storica di questo paese, al momento della presentazione della legge:

Quindi sì, al reddito di cittadinanza serve il famoso “tagliando”. Un tagliando che prenda atto di quello che avevamo previsto dal primo giorno: che non si mescolano politiche attive del lavoro e politiche sociali, che lo strumento sarebbe stato un potente incentivo al nero e contro l’emersione, che non avrebbe riattivato alcunché (semmai il contrario), che sarebbe stato privo di controlli se non in limitati ed eclatanti casi. E molto altro.

Ma, soprattutto, che sarebbe stato un formidabile strumento di voto di scambio per un paese sulla strada del Terzo Mondo. E così è stato.

Napoleone diceva che “l’intendenza seguirà”, ritenendo che i generali non dovessero frenarsi da difficoltà logistiche, durante le campagne militari. In Italia vale una versione lievemente modificata di questo precetto. Il politico legiferi per comprarsi i clientes, e non tema: l’intendenza non seguirà né avrà modo di farlo.

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