In Cina, su impulso della banca centrale, i tassi sui finanziamenti continuano a scendere, nel tentativo di puntellare l’economia in attesa che l’incubo coronavirus giunga alla sua fisiologica esaustione. Ma il sostegno monetario alle aziende cinesi si attua anche attraverso una gigantesca rinegoziazione dei debiti, che se è fisiologica quando i tassi scendono, rischia comunque di produrre nuove montagne di sofferenze bancarie che il sistema, cioè lo stato, dovrà ripulire.

Dopo i pessimi dati del Pil giapponese del quarto trimestre 2019, causati ancora una volta da un improvvido rialzo dell’imposta sui consumi, e malgrado un sistema di cashback simile a quello che molti vorrebbero introdurre da noi per indorare la pillola di aumenti Iva, si dà per scontato che il paese del Sol Levante entrerà in recessione questo trimestre, anche per gli effetti della gelata prodotta da guerre commerciali e coronavirus.

E quindi, ci siamo. A mezzanotte, ora di Bruxelles, il Regno Unito lascerà l’Unione europea. Dopo di ciò, seguirà una corsa contro il tempo per arrivare, entro il 31 dicembre di quest’anno, ad un trattato di libero scambio con la Ue. Cosa ad oggi piuttosto improbabile, perché Boris Johnson vuole un trattato che consenta la divergenza regolatoria con l’Unione che a sua volta ribatte che, in tal caso, Londra dovrà starsene a proporzionata distanza di dazi e tariffe. A parte ciò, c’è molto altro.

Siamo ormai giunti al momento atteso da quasi quattro anni: il Regno Unito esce dalla Ue. Almeno, questa è la nota che accompagna la data del 31 gennaio 2020. Dal giorno successivo, inizierà un percorso molto problematico, con un traguardo assai ravvicinato: il 31 dicembre di quest’anno. In quella data, almeno secondo Boris Johnson, dovrà essere operativo un trattato di libero scambio tra Regno Unito e Unione europea.

Lo scorso 1 ottobre, il Giappone ha alzato l’aliquota Iva da 8 a 10%. L’occasione è stata propizia per cercare di spingere i giapponesi ad usare maggiormente le carte di pagamento, il cui tasso di utilizzo, nel paese del Sol Levante, è tra i più bassi del mondo sviluppato. Alla fine, esiste una sorta di marketing delle policy, in giro per il mondo. Cioè un catalogo di iniziative da cui trarre ispirazione. Ed il Giappone non fa eccezione, così come il nostro paese. Anche se successo o fallimento risiedono spesso nelle modalità di attuazione.

Bene, ora che è finita la Fase 1 (ma forse è la 12, non saprei), il Regno Unito può levare gli ormeggi verso il tipo di ignoto che i suoi elettori ieri hanno scelto in modo schiacciante. Ma credo sarà utile tenere la mente anche sull’altro esperimento, quello che non si è realizzato. Perché potrebbe anche tornare in scena, in caso di drammatico fallimento nella esecuzione dell’esperimento oggi vincente.

Dopo la controversa decisione della DG Comp Ue, guidata da Margrethe Vestager, di considerare operazione a condizioni di mercato la ricapitalizzazione della banca tedesca NordLB per mano dei suoi azionisti (pubblici), in Italia qualcuno pare aver maturato il convincimento di disporre di un ricco bonus da spendere, prelevandolo direttamente dalle tasche dei contribuenti tricolori. Ancora una volta, l’epicentro è a Siena ma le scosse arriveranno anche da Bari.