Oggi sul Sole trovate un interessante articolo che ci illumina sulle probabili o verosimili linee guida che il M5S utilizzerà per la scrittura del Documento di economia e finanza, per gli amici DEF. Di assoluto rilievo il fatto che, se confermate, si tratterebbe di assoluta continuità con la precedente legislatura, inclusa un’illusoria operazione di finanza pubblica straordinaria, vero sarchiapone della Repubblica.

Accadono cose sempre più strane, in questo paese ormai instupidito dalla propria credula ignoranza. Accade, ad esempio, che dalla sera del 4 marzo, un giovane poco più che trentenne ed il suo movimento stiano strepitando in ogni circostanza che l’incarico di formare il governo deve essere dato alla sua parte, perché la sua parte ha vinto il 32% dei voti, su circa il 70% degli aventi diritto che si sono espressi alle urne, e che ogni esito differente sarebbe un grave vulnus alla volontà  popolare. D’acchito, mi verrebbe da commentare sticazzi, ma poiché cerco di mantenere standard qualitativi minimi di comunicazione, cercherò di analizzare questa singolare vicenda.

di Massimo Famularo

Egregio titolare,

con la pubblicazione in questi giorni delle misure per la riduzione dei rischi connessi ai crediti deteriorati da parte della Commissione Europea, seguita dalla versione definitiva dell’addendum alle linee guida della vigilanza BCE per la gestione dei NPL si chiude un nuovo avvincente capitolo della serie TV Antonio Tajani contro il senso del ridicolo:

Dal post “programmatico” del fantaministro del Fantalavoro grillino, Pasquale Tridico, che reitera e precisa le sue linee guida per portare la disoccupazione al 30%, e che ho già analizzato in dettaglio qui e qui, rispondendo alla sua replica, segnalo una fondamentale puntualizzazione “umanitaria”.

Sfratto esecutivo – “Io invito con forza a sostenere il Pd, perché il 5 marzo si apre una nuova fase della storia e si può riprendere il progetto originario che Veltroni aveva intuito. Dobbiamo evitare che questo grande soggetto che raccoglie esperienze importanti e diverse si degradi e salti per aria. Se tutti lo abbandonano, chi ricostruirà il centrosinistra?”. Lo dice, in una intervista al Corriere della sera, il governatore della Puglia, Michele Emiliano, secondo cui “la deriva di Renzi è perdente, con lui si rischia un processo di disgregazione inarrestabile. Dobbiamo convincerlo a lasciare, perché il suo modo di fare il segretario non porta risultati” (Ansa, 30 gennaio 2018)

Tra i componenti del mediatico e mediatizzato “governo” del M5S, presentati da Luigi Di Maio a cittadinanza e Segretario generale del Quirinale, c’è Pasquale Tridico, associato di Politica Economica a Roma Tre, a cui sarebbe affidato il ministero del Lavoro. Mi sono già occupato di recente di una sua levata d’ingegno, probabilmente quella che ha ammaliato il titolare della Casaleggio Associati ed i suoi collaboratori. Oggi in una intervista a La Stampa, il ministro in pectore precisa altri punti programmatici.

Ieri il leader del Labour, Jeremy Corbyn, ha dichiarato il proprio sostegno ad una unione doganale tra Regno Unito e Unione europea, da conseguire dopo la Brexit. Un tentativo di imbarcare i Conservatori che vogliono una Soft Brexit, mettendo in gravi difficoltà il governo di Theresa May (contrario all’unione doganale), anche a costo di mettere a rischio l’elettorato laburista che vuole una Hard Brexit, ma proposta così ricca di contraddizioni e difficoltà operative da essere assai difficilmente perseguibile. E ad alto rischio di risolversi nello scenario che i Brexiter più temono: quello di diventare uno stato vassallo della Ue. Oppure, nell’ultima versione, uno “stato convitto”, prigioniero di Bruxelles.