Ieri il premier italiano, Giuseppe Conte, ha incontrato l’azzoppata cancelliera tedesca, Angela Merkel. Nel corso dell’incontro, Conte avrebbe sollevato due temi cari agli italiani: la gestione dei flussi migratori e le risorse europee per finanziare la spesa sociale. Sono punti che Conte doveva toccare, ma le aspirazioni italiane saranno frustrate. E non potrebbe essere altrimenti.

Ieri, presso la sede della stampa estera a Roma, il ministro delle Politiche europee, Paolo Savona, ha presentato la sua imprescindibile autobiografia. L’occasione è stata propizia per alcune precisazioni del ministro circa la sua visione dell’euro e dei rapporti europei. Al netto di un ego che faticava ad entrare nella stanza, come si addice ad un economista, Savona è stato rassicurante in un modo inquietante, e quindi diremmo che la missione è (in)compiuta.

Oggi sul Corriere trovate un’interessante intervista di Federico Fubini al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, nel cui corpo pare essersi insinuato Piercarlo Padoan. O forse è solo buonsenso. Come che sia, il ministro pare essersi messo all’opposizione della maggioranza, a giudicare dalle sue parole.

Vi segnalo un fantasmagorico uno-due, nel giro di meno di 24 ore, del presidente dell’Associazione bancaria italiana, Antonio Patuelli, su titoli di stato, banche, spread e dintorni, che conferma la proliferazione ormai incontrollata di gemelli nella nostra vita pubblica e nella nostra attenta e reattiva classe dirigente.

Oggi sul Corriere trovate uno degli ormai innumerevoli consigli per l’uso del mondo dispensati da Milena Gabanelli, la principale problem solver italiana, quella che ha una risposta a tutte le vostre angustie, dalla immigrazione all’economia passando per lo smaltimento degli apparecchi elettronici, dalla soluzione della congestione stradale causata dai corrieri dell’ecommerce, alle liste di attesa nella sanità.

Siamo in attesa che il Quirinale assegni  l’incarico di formare il governo al professor Giuseppe Conte, che non sarà quindi il premier “eletto direttamente dal popolo”, anche se per Luigi Di Maioè andata invece esattamente così, a dimostrazione di una condizione di resistenza alle dissonanze cognitive ed inclinazione alla presa per i fondelli altrui che potrebbero portarlo molto lontano, nella sguaiata filodrammatica italiana. Restano tuttavia alcuni dubbi.

Oggi sul Corriere compare una preziosa letterina dell’Unto tra gli Unti dal Popolo, la prova vivente che l’ascensore sociale in Italia esiste, e non è di colore blu; che questo paese non è una gerontocrazia per cooptazione ma una vitale democrazia diretta, anche se non è ancora chiarissimo da chi. Sua Premierità Luigi Premier prende carta, penna e calamaio e, memore degli alti momenti di storia patria e dei suoi tornanti, che ci hanno condotto sin qui, verga una vibrante letterina di Natale al direttore.

Oggi sul Sole trovate un interessante articolo che ci illumina sulle probabili o verosimili linee guida che il M5S utilizzerà per la scrittura del Documento di economia e finanza, per gli amici DEF. Di assoluto rilievo il fatto che, se confermate, si tratterebbe di assoluta continuità con la precedente legislatura, inclusa un’illusoria operazione di finanza pubblica straordinaria, vero sarchiapone della Repubblica.