Un articolo del Financial Timessegnala la crescente inquietudine dei banchieri per il fintech, cioè la concorrenza esercitata da imprese del settore tecnologico, che stanno progressivamente erodendo le posizioni di rendita del settore creditizio tradizionale. L’ultima spallata alle banche viene dalla Payment Services Directive 2 (PSD2), che i paesi della Ue hanno recepito dal 13 gennaio e che implementeranno progressivamente nei prossimi mesi.

Nei giorni scorsi la Banca centrale europea ha pubblicato un bollettino di ricerca in cui si fornisce evidenza di un comportamento politico, indirettamente riconducibile allo spoils system, da parte delle banche di risparmio tedesche nell’investimento in bond sub-sovrani, cioè quelli dei Laender. Interessante evidenza del fatto che i tedeschi sono umani, dopo tutto, ma che da noi ha suscitato reazioni lievemente sopra le righe.

Mentre i banchieri italiani ed ampia parte della nostra stampa si danno compiaciute pacche sulle spalle a commento della forte riduzione di sofferenze nei bilanci delle nostre banche, la vigilanza della Bce, accusata nelle scorse settimane di condotta antidemocratica, prosegue serenamente per la sua strada, che è quella di una sostanziale accelerazione delle richieste di smaltimento dei crediti deteriorati.

Ieri, a firma di quattordici economisti francesi e tedeschi, è stata presentata una proposta di riforma delle regole di governance fiscale e finanziaria dell’area euro. Programmaticamente, il documento tratta di come “riconciliare condivisione del rischio e disciplina di mercato”. Analizziamo le proposte.

di Massimo Famularo

Egregio Titolare,

quando in passato si era discusso della reazione pavloviana di banchieri, politici  e giornalisti italici rispetto alle (nel resto del mondo legittime) richieste di trasparenza, formulate dalla Banca Centrale Europea  nell’ultimo addendum alle linee guida di gestione sulle sofferenze (Npl, Non performing loans), era colposamente sfuggita una questione che i sofisticati analisti della FIRST CISL hanno recentemente  messo in luce:

I contribuenti italiani sanno che, quando c’è da recuperare gettito, un ritocco alle accise sui carburanti è la soluzione no brainer, come dicono gli anglosassoni. Ora, pare che il M5S abbia trasferito altrove questo riflesso da gabelliere pavloviano, trovando una macchina da soldi perfetta per il Tafazzi dei nostri tempi.