L’Osservatorio Inps sulla cassa integrazione segnala che a gennaio di quest’anno sono state presentate 201.267 richieste di sussidio di disoccupazione, di cui 198.294 per Naspi, con un incremento del 13,4% su gennaio 2018. Si tratta del dato peggiore degli ultimi quattro anni, su una serie storica iniziata, appunto, nel 2016. Cosa inferire da questo dato?

Torniamo sulla vicenda della sentenza del Tribunale Ue che ha definito legittima la ricapitalizzazione di Tercas per mano del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Come ho già scritto nel commento a caldo, poche cose eccitano la fantasia di un popolo affetto da vittimismo quanto una narrazione di controfattuali. Ed infatti, da due giorni, è tutto un florilegio di recriminazioni, richieste di euro-dimissioni, minacce di risarcimenti miliardari. Tutto secondo il canovaccio dell’attacco al povero paese che galleggia nel Mediterraneo.

Oggi è giornata trionfale, per i difensori della via italiana all’aggiramento delle norme sul bail-in e della diffusione del contagio. Infatti, il tribunale Ue ha sentenziato, in accoglimento del ricorso dell’Italia e della Banca Popolare di Bari (sostenuta da Bankitalia), che nel 2014 l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi per salvare la Cassa di Risparmio di Teramo (Tercas) non fu aiuto di stato e pertanto sarebbe stato legittimo. E quindi? Quindi nulla cambia, sul piano dei vincoli di realtà.

Alla fine, dopo lunga sofferenza e annunci propagandistici da repubblica delle banane, pare che Alitalia riesca a stabilizzarsi. Non possiamo parlare di sistemarsi perché questa, se confermata, sarà l’ennesima operazione ad altissimo rischio di fallimento, che peraltro mette a nudo la forza negoziale degli italiani. Pari a zero.

Oggi sui giornali trovate la notizia di un cosiddetto “piano Tria” per rilanciare la crescita italiana, da presentare prima dell’approvazione del Documento di economia e finanza, che ha scadenza 10 aprile e rischia di essere licenziato col solo quadro tendenziale e privo di quello programmatico, cioè cosa il governo intenderebbe fare per correggere eventuali scostamenti nei numeri.

Dopo aver “archiviato” per un sontuoso semestre la grana Tav, con un equilibrismo linguistico che nulla modificherà nella sostanza, ed in attesa di “interloquire” con Francia e Ue (spoiler: finirà in nulla e l’opera si farà), i nostri eroi gialloverdi proseguono nella loro attività prioritaria: accelerare frenando o frenare accelerando, quando non hanno qualche imprescindibile ed epocale elezione di condominio da scavallare.

Col termine “mercati di frontiera” si indicano quelli che potremmo definire i “mercati emergenti dei mercati emergenti” o “pre-emergenti”, cioè quelli di paesi in via di sviluppo che tuttavia sono più piccoli, rischiosi ed illiquidi dei fratelli maggiori. Sono investimenti che tendono ad avere maggior potenziale di ritorno di lungo periodo e minore correlazione con gli altri mercati. Sono anche paesi che si (ri)scoprono incravattati dal debito pubblico.

Una delle maggiori disfunzionalità della grande operazione di voto di scambio nota come reddito di cittadinanza è relativa alla cosiddetta congruità dei lavori offerti ai destinatari del sussidio, ovviamente prescindendo dall’esistenza di tali lavori. Il fatto che nel decretone sia stata inserita anche una soglia retributiva minima determinerà rilevanti casini.