La giornata di ieri è stata l’epitome della cifra stilistica di questo cosiddetto esecutivo che non esegue. Tutto si compendia nella sequenza “proclama-stallo-rinvio”. Uno schema a cui siamo ormai abituati e che ci accompagnerà sin quando la realtà, sotto forma di crisi economica grave, non darà una spallata decisiva a questa compagnia di giro.

Da qualche tempo, la stralunata propaganda sovrana, incrociandosi con legittime frustrazioni ed aspirazioni, ha trovato un nuovo spin con cui rincitrullire l’opinione pubblica: il reddito di cittadinanza come leva per indurre un aumento dei redditi di lavoro. Si tratta dell’ennesimo proiettile d’argento in un paese che ha drammatici ritardi nello sviluppo della produttività, che è condizione necessaria (pur se non sufficiente) per far crescere gli standard di vita.

di Alfredo Ferrante

È stato annunciato sul sito del Ministero dello sviluppo economico che ben dieci direttori generali, dirigenti apicali a capo di strutture complesse e che coordinano altri dirigenti, sono stati “ruotati”. Per i non addetti ai lavori: nessuno dei direttori è stato confermato nella sua precedente posizione ma indirizzato al vertice di un’altra direzione generale, con un ingente giro di valzer che ha interessato i 2/3 delle strutture interne di uno dei ministeri più importanti dell’amministrazione centrale in Italia.

I problemi dell’industria tedesca sono seri, ma noi ci esponiamo al rischio di una nuova crisi finanziaria

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

La rapidità con cui la congiuntura italiana sta deteriorandosi porta ad interrogarsi sulle cause. Quelle esogene sono verosimilmente riconducibili alla frenata tedesca, che ormai da mesi impegna gli economisti, che non sanno decidere se si tratti di fenomeno transitorio o persistente.

Il 2018 è stato un anno molto importante per Atac, la municipalizzata di trasporto pubblico locale di Roma. È stato chiesto ed ottenuto dai creditori il concordato, salutato dalla sindaca Virginia Raggi e dai suoi come un evento a metà tra l’apertura delle acque del Mar Rosso e la scoperta della pietra filosofale. Tra i buoni propositi legati, almeno indirettamente, alla procedura concorsuale, c’era anche il controllo dell’assenteismo che piaga la municipalizzata. A giudicare dal consuntivo dell’anno, l’effetto è stato effettivamente eclatante ma non nel senso sperato.

La dichiarazione di guerra è stata consegnata all’ambasciatore francese! Squillavano le trombe della propaganda italiana, con priapismo mascellare d’ordinanza e impiego del talentuoso ghost writer che si ispira al Ventennio, quando il nostro ministero per le Infrastrutture e i trasporti l’altro giorno ha inviato agli odiati franzosi il ferale documento con l’analisi costi benefici sul Tav. Quanto accaduto in seguito è stato solo il naturale sviluppo del canovaccio messo in scena dalla compagnia di giro italiana.

Ieri il Tesoro italiano ha emesso un nuovo Btp trentennale, con grande successo. La syndication, cioè il collocamento senza asta, ha attratto richieste per 41 miliardi di euro, e ne sono stati collocati otto. Ovviamente, la circostanza ha già suscitato commenti entusiastici dei soliti analfabeti e demagoghi, che vedono in questo collocamento una prova della forza del debito italiano.

Con la kermesse de noantri di ieri (animata solo da 5S, con leghisti latitanti), all’auditorium dell’Enel, entra nel vivo il processo che condurrà all’erogazione del cosiddetto reddito di cittadinanza. Cioè alla più importante operazione di voto di scambio mai creata nella storia della Repubblica. Abbiamo scritto più e più volte, di tutte le incoerenze e disincentivi che questa misura produrrà sull’economia italiana; soprattutto ne ha scritto, da esperto, Luigi Oliveri. Qui facciamo sintesi con le ultime evidenze.