La notizia del giorno, almeno a mio irrilevante giudizio, è la condizione di pre-catastrofe che incombe sugli impianti Arcelor Mittal italiani, le cui perdite operative sarebbero letteralmente esplose, a causa del fermo pandemico. Che tuttavia si è sommato alla condizione di strutturale eccedenza di capacità produttiva, che persisteva da anni, esacerbata dalla guerra commerciale sino-americana.

Questa settimana, con Michele Boldrin, parliamo del “caso” FCA, con la richiesta di garanzia pubblica su una linea di fido concessa da Intesa Sanpaolo, da utilizzare anche a protezione della filiera domestica. Poiché tutto quello che riguarda FCA suscita elevata sensibilità nell’opinione pubblica italiana (e con buoni motivi, almeno storici), cerchiamo di capirne di più.

di Vitalba Azzollini

Tra le categorie più colpite dal Covid-19 ci sono gli imprenditori, e non perché maggiormente contagiati, ma in quanto molto penalizzati in termini economici. Se nella cosiddetta fase 1 essi hanno patito la chiusura di attività produttive e commerciali (senza che vi fosse una trasparenza idonea a motivare il blocco di alcune attività rispetto ad altre), nella fase 2 sono gravati non solo da obblighi di messa in sicurezza di lavoratori e luoghi di lavoro, ma da rischi di sanzioni che possono dare luogo a veri e propri corto circuiti.