di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Ella ha capito quanti beneficiari hanno trovato un lavoro per effetto delle attività connesse alla percezione del Reddito di cittadinanza? Questi pixel confessano di non esserci riusciti. Il dato diffuso dal monitoraggio Anpal pare fotografi una situazione di fatto, 40.000 beneficiari che lavorano, rispetto alla quale isolare esattamente coloro che abbiano trovato lavoro grazie al RdC non è semplice.

Presentato ieri alla Camera il settimo rapporto di Itinerari previdenziali, il centro studi di welfare diretto da Alberto Brambilla. Da cui si evince ciò che è noto da tempo: l’Italia è una repubblica previdenziale, nel senso di pensionati ed aspiranti tali, fondata sull’assistenza. Ed ancora una volta le due dimensioni risultano pressoché inscindibili, contrariamente ad una certa propaganda sindacale.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

c’è davvero da recriminare contro il destino cinico e baro, per colpa del quale è stato solo dal 2016, con la modifica apportata al decreto “trasparenza” (d.l.gs 33/2013) da parte di una delle tante “riforme Madia” che l’Italia si è dotata della potentissima arma contro la corruzione, consistente nell’obbligo per i dirigenti pubblici di pubblicare sui portali delle amministrazioni datrici di lavoro la dichiarazione dei loro patrimoni.

Gli anglosassoni lo chiamano “il gusto del mese“, rifacendosi ai gelati o ad altri alimenti, noi lo traduciamo come “quarto d’ora di popolarità”. Applicato alla politica, diventa invece un tormentone che dura in media un anno e a volte anche oltre. Di solito si tratta delle cosiddette “riforme”, più spesso della legge di bilancio dell’anno successivo. Quest’anno, ma anche il precedente, si tratta della cosiddetta rimodulazione Iva, che continua a mettere a dura prova la logica.

Ieri, sul Sole, è apparso un editoriale dell’economista Innocenzo Cipolletta, uomo che ha solcato decenni di vita pubblica italiana in vari ruoli, da direttore generale di Confindustria a presidente di FS e che tuttora ha una discreta collezione di gettoni di presenza in vari consigli di amministrazione, tra pubblico e privato. Già il titolo è inquietante: “Una manovra alla Ciampi con tassa anti deficit“. Lo svolgimento è pure peggio.

Il presidente Inps non ha gradito il parallelo, fatto da Luciano Capone, tra il morticino noto col nome di FondInps, in chiusura per inedia, e l’identikit del sarchiapone fondo integrativo a cui egli lavora alacremente da tempo, in “funzione anticiclica”. In una torrenziale lettera sono quindi contenute alcune interessanti precisazioni su questa creatura mitologica, e -soprattutto- sull’ideologia che sta dietro ad essa.

“Abbiamo salvato il paese dalla bancarotta, evitando gli aumenti Iva”, è lo stralunato mantra del segretario del Pd, peraltro in affollata compagnia. Ottimo, ora quindi possiamo aumentare l’Iva (nel paese primatista europeo di evasione Iva), ripetono altri esponenti del medesimo partito, alla ricerca di coperture per l’epocale riforma Irpef che hanno in mente, oltre che per affrontare l’immutato problema di aumenti Iva nel 2021. Se siete confusi, siamo con voi. Ma nei giorni scorsi sono stati resi noti i suggerimenti del Fondo Monetario internazionale al nostro paese, e di alcuni di essi non c’era traccia sulla nostra stampa.

Provate a scorrere i giornali delle ultime settimane, per non dire mesi. Quello che avrete di fronte saranno miriadi di non-notizie su una fantomatica azione dello Stato per ricondurre a equilibrio ed economicità altrettanti casi di presunti “fallimenti di mercato”, il nuovo mantra con cui si tenta di occultare “normali” fallimenti di aziende che sul mercato non riescono a stare.