di Vitalba Azzollini

Chi è titolare di un pubblico potere può operare gli interventi che reputi necessari nel proprio ambito di azione, rispettando i paletti posti dall’ordinamento. Dato questo principio, il decisore non avrebbe bisogno di presentare alcuni di tali interventi come “necessitati” da fattori esterni, al solo fine di porsi al riparo da critiche eventuali. Specie perché, andando oltre le apparenze, capita talora di scoprire che la “necessità” posta a fondamento di certe scelte in realtà si sgretola rapidamente.

La tragedia di Genova ha riproposto con violenza i nodi pluridecennali dello sviluppo italiano, dalla gestione e trasparenza delle concessioni autostradali e di grandi opere infrastrutturali, e preliminarmente alle scelte del decisore politico su quali opere sviluppare. Al netto dell’ormai abituale sciacallaggio su queste tragedie, due nodi appaiono da sciogliere.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

questi pixel, nonostante la loro formazione giuridico-burocratica-borbonica, non sono ancora ben riusciti a capire quale sia la sottigliezza alla base del fondamento tecnico della possibilità stessa di pensare che una circolare possa ammettere un’autocertificazione in tema sanitario, che invece la legge non consente.

Lentamente ma inesorabilmente, prosegue la disseminazione dell’informazione sulla proposta di legge legastellata sul ricalcolo delle pensioni cosiddette d’oro, di cui vi ho dato conto qui. Oggi su Repubblica ci sono un paio di esempi interessanti che illustrano il tipo di punizione prevista per i plutocrati con rendite pensionistiche “elevate”, ma -ribadiamolo- che nulla c’entra il ricalcolo contributivo, contrariamente a quanto proclamato ad esempio dal vicepremier Luigi Di Maio. Forse finirà in nulla, per manifesta stupidità del meccanismo. O forse no.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

la gravissima carenza di efficienti politiche del lavoro è perfettamente testimoniata dalla grottesca vicenda degli insegnanti delle scuole d’infanzia. Il tutto nasce dalla sentenza 117/2017 dell’Adunanza plenaria del Consiglio di stato che ha sancito l’esclusione dalle graduatorie ad esaurimento degli insegnanti delle scuole dell’infanzia privi di laurea. In termini meno burocratici, l’estromissione dalle graduatorie ad esaurimento implica l’eliminazione della possibilità di una chiamata per un’assunzione a tempo indeterminato.

Nei giorni scorsi è stato presentato un progetto di legge di iniziativa di due deputati (uno leghista ed uno pentastellato) relativo al ricalcolo delle cosiddette “pensioni d’oro”, che poi sarebbero quelle oltre i 4 mila euro netti mensili. Come noto, il M5S punta molto sul “ricalcolo” delle pensioni più ricche, per assegnare fondi alle minime e portarle alla famosa “soglia di cittadinanza” di 780 euro, che ad oggi resta irraggiungibile. La cosa interessante è il criterio di ricalcolo contenuto nella proposta di legge.

di Vitalba Azzollini

“La salute è la prima cosa”: con questa espressione comune si suole rimarcare che, tra i beni della vita, la salute è quello preminente. Come lo è per l’uomo della strada, così per gli amministratori pubblici: nella valutazione ponderata degli interessi in gioco, che precede le loro decisioni, la salute riveste un’importanza superiore.

Il mese di agosto è, per tradizione, quello in cui le forze politiche sparano più idiozie del solito, oltre che quello in cui i giornali devono saturare la foliazione di luoghi ancor più comuni del solito. Quest’anno la situazione è simile ma differente. Perché abbiamo un esecutivo che danza sull’orlo di un vulcano attivo, perché si è già innescata una copiosa fuga di capitali dall’Italia, perché le iniziative legislative sono qualcosa di demenziale, ad essere gentili, e perché le dichiarazioni alla stampa hanno frequenza direttamente proporzionale al tasso di stupidità delle medesime.

di Vitalba Azzollini

Negli ultimi tempi si assiste a dibattiti surreali, che creano una matassa aggrovigliata della quale l’informazione stenta a trovare il capo. Riuscire a restare lucidi, dipanando nodi senza esserne invischiati, diviene così quasi una sfida. La questione della nomina del presidente della Rai ne è solo uno degli esempi.