Ieri su Repubblica è stato pubblicato un editoriale del professor Roberto Perotti, dal titolo inequivocabile: “L’illusione dei coronabond”. Tutto verte intorno a quella che Perotti definisce “mancanza di realismo”, e che si può considerare più propriamente come una commedia degli equivoci: la distinzione tra manovra espansiva e solidarietà.

di Vitalba Azzollini

Tra emergenza sanitaria ed emergenza del diritto siamo ancora in stato di emergenza. Lo scorso 25 marzo, infatti, è stato emanato un nuovo decreto-legge (n. 19/2020), recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”. A proposito di emergenza, e prima di esporre i principali profili del provvedimento, serve una precisazione, indotta da alcuni messaggi in stile “complotto” che girano sui social: lo stato di allarme causato dal virus sarebbe stato reso noto, a fine gennaio, a pochi eletti e nascosto ai cittadini.

L’editoriale di ieri di Mario Draghi sul Financial Times colpisce come un pugno allo stomaco per le parole ed i concetti scelti, da cui traspare una autentica e pienamente giustificata angoscia. La “soluzione”, se così possiamo chiamarla, con grande inadeguatezza lessicale, è una ed una sola. In parte derivante dalla “dinamica dei fluidi” già vista durante la grande crisi finanziaria, cioè il fatto che i debiti privati si trasformano in debito pubblico durante le crisi più gravi.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

non bastassero i furbetti del cartellino, adesso nascono i furbetti delle ferie e dell’esenzione dal lavoro, anche a causa di un Legislatore ancora una volta incauto ed indeciso. Abbiamo a più riprese, da questi pixel, stigmatizzato la circostanza che nel lavoro pubblico non esiste un istituto come la cassa integrazione, il che sta creando nel sistema ipocrisie al quadrato, anzi, al cubo.

Ha suscitato perplessità e polemiche (eufemismi) l’intervista al Financial Times in cui il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, richiede alla Ue l’attivazione della potenza di fuoco del Meccanismo europeo di stabilità (MES-ESM), per integrare l’azione della Bce. Dovrebbe essere iniziativa collettiva ed incondizionata, di fatto l’emissione degli anelati/temuti/famosi/famigerati Eurobond. Non è difficile capire le motivazioni di questa posizione.

È molto difficile scrivere in un momento in cui la devastazione prodotta dalla pandemia e quella sui mercati finanziari ci ricordano che niente sarà più come prima, come si è detto nel passato di fronte a casi assai meno gravi dell’attuale. Questa è una rottura di paradigma e della storia, con la maiuscola e la minuscola, come preferite. Analizzarla e tentare di prevederne gli esiti è al contempo futile e necessario.

di Vitalba Azzollini

Era stato anticipato che nuovi provvedimenti sarebbero potuti seguire a quelli già emanati, e così è stato. Nella serata dell’11 marzo il presidente del Consiglio ha annunciato che le limitazioni già varate sarebbero state inasprite e che misure ulteriori avrebbero potuto essere adottate in prosieguo:

[…] in un Paese grande, moderno, complesso, come il nostro, bisogna procedere gradualmente affinché tutti possano comprendere il difficile momento che stiamo vivendo e anche predisporsi per accettare i cambiamenti richiesti.