Il mese di agosto è, per tradizione, quello in cui le forze politiche sparano più idiozie del solito, oltre che quello in cui i giornali devono saturare la foliazione di luoghi ancor più comuni del solito. Quest’anno la situazione è simile ma differente. Perché abbiamo un esecutivo che danza sull’orlo di un vulcano attivo, perché si è già innescata una copiosa fuga di capitali dall’Italia, perché le iniziative legislative sono qualcosa di demenziale, ad essere gentili, e perché le dichiarazioni alla stampa hanno frequenza direttamente proporzionale al tasso di stupidità delle medesime.

Chi mi legge più o meno regolarmente sa che spesso mi diverto ad analizzare (o meglio, a fornire dignità di analisi) a proposte economiche che dovrebbero solo suscitare imbarazzo ed umana pietas verso i loro proponenti, e di conseguenza essere totalmente ignorate. Mi ero quindi ripromesso di fare lo stesso per l’idea del sottosegretario alle Infrastrutture (quelle fisiche, non quelle cognitive), Armando Siri. Che tuttavia non demorde ed anzi precisa e raffina la proposta, col trascorrere dei giorni.