Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Contributi esterni

Pubblica amministrazione, se si premia la mancata assenza

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

finalmente dopo 7 anni di blocco, il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro dei dipendenti pubblici fanno un deciso passo in avanti, grazie all’accordo stipulato il 30 novembre tra Governo e sindacati (col referendum che ha tirato la volata da par suo).

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Salute, cosa non cambia con la nuova Costituzione

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

come Lei ha più volte evidenziato, non sarà un qualsivoglia risultato del prossimo referendum costituzionale a salvare il Paese da un esito comunque infausto. Eviterò, quindi, di perorare la causa dell’uno o dell’altro schieramento. Tuttavia, in questo spazio web che lei cortesemente mi concede, vorrei verificare la rispondenza al vero di certe argomentazioni utilizzate dai sostenitori della riforma relativamente a un tema su cui non dovrebbe esserci il benché minimo fraintendimento e, a maggior ragione, l’ombra di alcun inganno. Si tratta della salute – quella che, quando c’è, c’è tutto – su cui nessuno deve permettersi di mistificare.

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Tra narrare e legiferare non c’è solo l’intralcio bicamerale

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Il Parlamento viene spesso, a torto, considerato lento nella produzione delle leggi, opera che, per altro, non dovrebbe essere valutata sulla base del tempo che ci si mette, quanto sulla qualità, chiarezza ed utilità delle norme prodotte.
Si dice che il bicameralismo appesantisce, duplica, intralcia e che, dunque, come rimedio occorrerebbe evitare le lungaggini e trappole del rimpiattino tra camere, commissioni e rapporto tra correnti, in favore di un maggior decisionismo. A questo scopo, da sempre, la Costituzione consente al Parlamento di delegare la produzione delle leggi al Governo.

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FOIA all’italiana: fatta la regola, l’Anac trova le (numerose) deroghe

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare,

sono sempre mirabili le modalità con le quali i regolatori nazionali concretizzano le proprie intenzioni in senso opposto a quello proclamato. Il decreto c.d. Foia, “finalizzato a rafforzare la trasparenza amministrativa”, ne è l’ennesimo esempio: emanato con l’obiettivo di trasformare l’Italia in un Paese ove “la regola generale è la trasparenza mentre la riservatezza e il segreto eccezioni”, conferma invece che qui “le regole non esistono. Esistono solo le eccezioni” (Jovanotti docet).

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Il Cnel dei miracoli

Contributi esterni/Italia

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Il Cnel pare essere come il cavallo di Riccardo III, qualcosa che valga addirittura un regno.

L’abolizione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro prevista dalla riforma della Costituzione appare essere uno dei motivi più forti per il Sì. E’, infatti, indubitabilmente un abbattimento degli odiosi “costi della politica”, una riduzione necessaria della spesa. Di quelle che non possono non giovare all’economia del Paese ed alla sua irresistibile ripresa.

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Nuovo Senato, chi ha detto che rinforzerà la maggioranza della Camera?

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Se mancava una ragione di natura politica e non tecnico-giuridica per avere moltissime remore a condividere la riforma del Senato proposta con la legge costituzionale Boschi, è stato Eugenio Scalfari a fornirla su un piatto d’argento ai fautori del “No”, nella puntata di Ottomezzo del 3 novembre scorso. Il fondatore de La Repubblica, in sintesi, ha affermato che la riforma costituzionale del Senato va bene in quanto consente al partito di maggioranza, attualmente il Pd (che dispone però di una maggioranza relativa al Senato) di disporre, in futuro, anche di un’ampia maggioranza al Senato, visto che controlla la gran parte delle regioni. Un’argomentazione apparentemente riferita alle esigenze di “governabilità” e “stabilità”, ma che rivela, invece, moltissimi difetti e pericoli proprio di stabilità.

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Chi contribuisce davvero alla lentezza del processo legislativo

di Luigi Oliveri

Come ormai consuetudine di questo governo, il testo del disegno di legge di stabilità a giorni e giorni dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri non si conosce. Né è stato inviato in Parlamento o all’Unione Europea. Circolano solo alcune slide e documenti tecnici messi insieme in fretta e furia per non urtare troppo le istituzioni europee di controllo dei bilanci. Una storia che si è ripetuta moltissime volte e che fa chiedere cosa esattamente esamini il Consiglio dei ministri, destando il sospetto che il collegio approvi solo idee, titoli e poco altro, ma certamente non il contenuto di provvedimenti solo formalmente oggetto di approvazione, mentre ancora li si scrive e modifica.

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Rai, l’eterno centauro della competizione sussidiata

di Vitalba Azzollini

Molti nostri connazionali, specie se in posizioni di vertice, non perdono occasione per cimentarsi in un’attività in cui eccellono particolarmente: il deresponsabilizzante vittimismo per ingiustizie di cui è colpevole qualcun altro. Negli ultimi giorni il podio è toccato ad alcuni vertici della Rai, in occasione dell’inserimento dell’azienda di Stato, da parte dell’Istat, entro il perimetro delle pubbliche amministrazioni, sulla base di criteri di natura statistico-economica recentemente previsti dal Sistema europeo dei conti (Sec 2010).

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Elezione “diretta” dei senatori? Una soluzione impossibile

di Luigi Oliveri

La minoranza del Pd, per autoconvincersi dell’opportunità di votare sì al referendum confermativo della riforma costituzionale, in questi giorni ha proposto quello che potrebbe apparire l’uovo di Colombo. Risolvere, cioè, il problema della rappresentatività del Senato, azzerata dalla riforma costituzionale, con un sistema di “elezione diretta”. L’idea si riassume, in poche parole, così: al momento delle elezioni regionali, verrebbe consegnata agli elettori una scheda per eleggere i consiglieri regionali che andranno a ricoprire la carica di senatori.
Si tratta, tuttavia, di una soluzione che da un lato violerebbe la stessa riforma costituzionale se passasse e dall’altro non risolve affatto né i problemi di rappresentatività, né di funzionalità del nuovo Senato.

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Le occasioni perdute dal Rottamatore invadente

di Vitalba Azzollini

Egregio Titolare, nonostante il suo blog tratti prevalentemente temi di carattere economico, mi permetto di chiederle, ancora una volta, ospitalità per uno scritto di diritto: nonostante la diversità della materia, questo suo spazio web è uso rilevare incoerenze, contraddizioni e corto circuiti (non solo) istituzionali. “E’ uno sporco lavoro…”, lo si sa da tempo.

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