di Vitalba Azzollini

L’ambigua natura della Rai – concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, quindi destinataria del relativo canone, e al contempo soggetto operante in concorrenza – non manca di creare problemi, se non addirittura danni. Da ultimo, ne forniscono conferma le considerazioni svolte dall’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) circa il contratto fra la Rai e Fabio Fazio.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

“la Pubblica Amministrazione deve essere gestita come un’azienda e, quindi, i dirigenti comportarsi come veri e propri manager, senza paura di adottare le proprie decisioni discrezionali”. Quante volte l’ha sentita, questa? Come dice, Titolare? Avrebbe aggiunto, dopo la parola “questa” il sostantivo boutade? In effetti, non Le mancherebbero buone ragioni.

di Vitalba Azzollini

In Italia capita spesso di domandarsi da dove origini la vocazione di titolari di pubblici poteri a lasciare immutato quanto non funziona e a modificare, invece, ciò che si dimostra efficace. Ma, a ben guardare, più che la vocazione, sono sempre i soldi a muovere ogni cosa. La vicenda riguardante le monete lanciate dai turisti nella Fontana di Trevi ne è dimostrazione palese.

di Vitalba Azzollini

Talvolta non serve commentare: i fatti parlano da sé. La vicenda riguarda la pubblicazione di informazioni relative ai dirigenti di P.A. (ed enti similari), ed è un groviglio di norme di legge in tema di trasparenza e linee guida applicative, di decisioni dell’Anac e di pronunce del Tribunale. Provo a districarlo.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

spessissimo ci si lagna, a giusta ragione, della “burocrazia”, delle sue inefficienze, delle procedure farraginose, dei tempi lunghi, dei costi prodotti, che gravano impietosamente su cittadini e imprese. Manca, tuttavia, un’idea precisa di cosa sia la “burocrazia”. Essa è in generale correttamente identificata come potere delle strutture amministrative, che stabiliscono discrezionalmente tempi, modi, procedure e costi, a scopi spesso di “autodifesa” da responsabilità che finiscono per scaricare su cittadini ed imprese le inefficienze, vanificando le politiche pubbliche decise dagli organi di governo.

di Massimo Famularo

Egregio titolare,

con la pubblicazione in questi giorni delle misure per la riduzione dei rischi connessi ai crediti deteriorati da parte della Commissione Europea, seguita dalla versione definitiva dell’addendum alle linee guida della vigilanza BCE per la gestione dei NPL si chiude un nuovo avvincente capitolo della serie TV Antonio Tajani contro il senso del ridicolo:

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

insistere sulla sostenibilità, oggettivamente molto dubbia, del reddito di cittadinanza non ha forse molto senso, anche l’altrettanto oggettiva scarsa probabilità di vederlo realizzare, visto che ciò presupporrebbe la formazione di un Governo ad oggi piuttosto complicata. Il tema, tuttavia, resta di estremo interesse perché il confronto tra il progetto di reddito di cittadinanza (che resta per ora solo un progetto) ed il reddito di inclusione (Rei), invece già, operante, è al centro dell’attenzione e dell’esame di alcuni (in particolare, Ella, caro Titolare, Chiara Saraceno su LaVoce.info e Stefano Feltri su Il Fatto Quotidiano del 14 marzo 2018).

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

le elucubrazioni sulle ragioni dell’esito elettorale, incentrate sulla personalità di questo o quel leader, piuttosto che sulla crisi epocale di schieramenti, sono molto interessanti, ma probabilmente alla base appunto di quanto è successo non possono non prendersi in serissima considerazione gli esiti di circa 6 anni di amministrazione. Il che potrebbe dimostrare la non necessaria rilevanza della persona posta a capo di un governo, di un partito o di una coalizione, ma, piuttosto, degli esiti delle scelte operative.

di Vitalba Azzollini

Le molteplici e variegate promesse pre-voto dei partiti politici sono state oggetto di esame da parte di diversi economisti: ne è emersa l’assenza di una seria valutazione dell’impatto delle proposte stesse in termini di sostenibilità per il bilancio dello Stato. Nel corso della campagna elettorale, gli aspiranti governanti hanno anche accennato a proposte destinate a incidere sul sistema normativo del Paese. Ma, pure in questo caso, i relativi impatti – al di là degli scenografici annunci – suscitano dubbi non poco rilevanti.