di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Ella ha capito quanti beneficiari hanno trovato un lavoro per effetto delle attività connesse alla percezione del Reddito di cittadinanza? Questi pixel confessano di non esserci riusciti. Il dato diffuso dal monitoraggio Anpal pare fotografi una situazione di fatto, 40.000 beneficiari che lavorano, rispetto alla quale isolare esattamente coloro che abbiano trovato lavoro grazie al RdC non è semplice.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

c’è davvero da recriminare contro il destino cinico e baro, per colpa del quale è stato solo dal 2016, con la modifica apportata al decreto “trasparenza” (d.l.gs 33/2013) da parte di una delle tante “riforme Madia” che l’Italia si è dotata della potentissima arma contro la corruzione, consistente nell’obbligo per i dirigenti pubblici di pubblicare sui portali delle amministrazioni datrici di lavoro la dichiarazione dei loro patrimoni.

di Alessio Argiolas

Abbiamo appena conosciuto la manovra di bilancio 2020, che per gli anni a venire ricambierà il contribuente, conoscendolo in senso biblico. Come ogni anno l’Epifania tutte le feste si porta via, ma lascia in dono il decreto mille proroghe: una sorta di trenino di capodanno, dove il Legislatore invagona quanto scordato o tardivamente rettificato.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

sulla capacità di gestire informaticamente e telematicamente le comunicazioni con i beneficiari del Reddito di cittadinanza Ella ha già poco tempo fa ospitato questi pixel. C’è da osservare che la legislazione vigente fa tutto quel che è possibile per non consentire ai centri per l’impiego di concentrarsi su quello che dovrebbe essere il loro compito principale: attivare le persone lontane dal mondo del lavoro, aiutandole concretamente a cercare un lavoro, e al contempo andare verso le imprese per provare a far sì che manifestino i loro fabbisogni lavorativi, per incrociare le opportunità.

di Vitalba Azzollini

Nei giorni scorsi, sul “Blog delle Stelle” è stato pubblicato un post rivolto ai «parlamentari in ritardo con le rendicontazioni e le relative restituzioni» per ricordare loro l’impegno assunto «all’atto della candidatura con il MoVimento 5 Stelle»: «una vera obbligazione giuridica, come di recente affermato dall’Agenzia delle Entrate», nonché «un impegno morale nei confronti di tutti i cittadini italiani e, in particolare, degli elettori», il cui mancato assolvimento «integra una grave violazione disciplinare per la quale i Probiviri si attiveranno senza indugio». Il fatto che il M5S tirasse in ballo l’Agenzia delle Entrate (AdE) per un problema interno – il versamento di una parte della remunerazione al “Comitato per le rendicontazioni/rimborsi del Movimento 5 Stelle” – ha destato qualche dubbio, che merita di essere affrontato.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

pochi mesi fa avemmo modo di evidenziare l’incoerenza del pacchetto di riforme immaginato dal precedente Governo e dal ministro Giulia Bongiorno. Ricorda, Titolare? L’intenzione era di attivare concorsi unici superveloci, abolendo gli “idonei”, cioè chi supera le prove concorsuali non piazzandosi però nei posti della graduatoria utili per le assunzioni previste dai bandi. Quindi, con la legge di bilancio 2019 (legge 145/2018) si è abolita la possibilità di scorrere le graduatorie chiamando gli idonei.

di Vitalba Azzollini

Nei giorni scorsi, il Tar del Lazio (sentenza n. 13825 del 3 dicembre 2019) ha accolto il ricorso del Comitato promotore del referendum sulla messa a gara del servizio di trasporto pubblico di Roma Capitale, affidato ad Atac. Il Comitato contestava l’applicazione del quorum minimo per la validità della consultazione, poiché previsto da una norma statutaria abrogata. Il Tar ha accolto il ricorso e, richiamando il principio di legalità, ha affermato che l’esito referendario non è soggetto a soglie. Questa è la sintesi estrema della vicenda.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

la saga della mitologica Staffetta Generazionale è all’ennesimo episodio. Nel cantiere aperto di una legge di bilancio 2020 il cui contenuto sfugge anche a chi l’ha approvata, “salvo intese”, è l’ora delle bozze di emendamenti appunto per la “staffetta generazionale” tra pensionati e nuovi assunti, come informa Italia Oggi del 16 novembre scorso. L’ideona è che i pensionati da non oltre sei mesi potranno, su base volontaria e a titolo gratuito, dare la propria disponibilità ad affiancare, in funzione di tutoraggio, personale nuovo assunto, per non oltre 2 anni. L’affiancamento dovrà avvenire “per incarichi omogenei a quelli rivestiti prima della cessazione del servizio”.