di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

è opportuno che la PA inizi a fare serie ipotesi riorganizzative in vista del rientro alla vita “normale”. Si è scritto il sostantivo normale tra virgolette non per caso. La normalità piena, è ormai consapevolezza per tutti, la si avrà solo quando sarà disponibile il vaccino che potrà immunizzare davvero e con certezza tutti e solo quando le dosi disponibili saranno sufficienti per una completa immunizzazione (lo Stato la renderà obbligatoria? Staremo a vedere).

di Vitalba Azzollini

Tra emergenza sanitaria ed emergenza del diritto siamo ancora in stato di emergenza. Lo scorso 25 marzo, infatti, è stato emanato un nuovo decreto-legge (n. 19/2020), recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19”. A proposito di emergenza, e prima di esporre i principali profili del provvedimento, serve una precisazione, indotta da alcuni messaggi in stile “complotto” che girano sui social: lo stato di allarme causato dal virus sarebbe stato reso noto, a fine gennaio, a pochi eletti e nascosto ai cittadini.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

non bastassero i furbetti del cartellino, adesso nascono i furbetti delle ferie e dell’esenzione dal lavoro, anche a causa di un Legislatore ancora una volta incauto ed indeciso. Abbiamo a più riprese, da questi pixel, stigmatizzato la circostanza che nel lavoro pubblico non esiste un istituto come la cassa integrazione, il che sta creando nel sistema ipocrisie al quadrato, anzi, al cubo.

di Vitalba Azzollini

Era stato anticipato che nuovi provvedimenti sarebbero potuti seguire a quelli già emanati, e così è stato. Nella serata dell’11 marzo il presidente del Consiglio ha annunciato che le limitazioni già varate sarebbero state inasprite e che misure ulteriori avrebbero potuto essere adottate in prosieguo:

[…] in un Paese grande, moderno, complesso, come il nostro, bisogna procedere gradualmente affinché tutti possano comprendere il difficile momento che stiamo vivendo e anche predisporsi per accettare i cambiamenti richiesti.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

il capo di stato maggiore dell’esercito al tempo della prima guerra mondiale, Luigi Cadorna, viene dipinto, forse in maniera un po’ caricaturale, come alacre produttore di circolari, insieme con gli altri vertici militari. La guerra, si narra, si pensava si sarebbe vinta a forza di assalti sanguinosi e, soprattutto, ampie, forbite e dettagliate “circolari”.