di Alfredo Ferrante

È stato annunciato sul sito del Ministero dello sviluppo economico che ben dieci direttori generali, dirigenti apicali a capo di strutture complesse e che coordinano altri dirigenti, sono stati “ruotati”. Per i non addetti ai lavori: nessuno dei direttori è stato confermato nella sua precedente posizione ma indirizzato al vertice di un’altra direzione generale, con un ingente giro di valzer che ha interessato i 2/3 delle strutture interne di uno dei ministeri più importanti dell’amministrazione centrale in Italia.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

analizzando il dettaglio del decreto sul reddito di cittadinanza, emergono inevitabili problemi di comprensione, che si è certi verranno dissipati in futuro. Delle molte questioni aperte, una appare particolarmente complessa: il rapporto, cioè, tra il Patto per il lavoro che i beneficiari del reddito di cittadinanza (non esentati o non soggetti al Patto di inclusione sociale in quanto la mancanza del lavoro non è causa unica dello status di povertà) debbono stipulare e il redivivo Assegno di ricollocazione.

di Vitalba Azzollini

Dopo il disastro di Genova e le dichiarazioni conseguenti di esponenti del governo, sembrò imminente un intervento normativo volto a mettere ordine in un settore – quello delle concessioni autostradali – ove le incongruenze sono molte e rilevanti. Ben prima del crollo del ponte, infatti, su questo spazio web era stata evidenziata, da un lato, l’opacità di alcuni aspetti delle convenzioni; dall’altro, il regalo che si stava facendo ai concessionari autostradali, consentendo loro di mettere a gara solo il 60% dei contratti di lavori relativi alle concessioni stesse, anziché l’80% come per tutti gli altri.

di Massimo Famularo

La comunicazione inviata dalla BCE a MPS con l’indicazione rivedere la valutazione contabile dei propri crediti deteriorati sembra aver sorpreso alcuni giornalisti, storicamente abituati a ritenere che il vino sia buono se lo dice l’oste, e qualche gestore di fondi azionari ipersensibile, per il quale nel dubbio è sempre meglio gettar via il bambino insieme all’acqua.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

finalmente si riesce a capire (?) qualcosa di più sui navigator. Sembra di aver compreso che:

  1. la legge di bilancio 2019 finanzia 4.000 assunzioni nei centri per l’impiego allo scopo di rafforzarli, ma non saranno questi a svolgere (almeno non necessariamente) la funzione di navigator;
  2. è il decreto legge sul reddito di cittadinanza a prevedere un finanziamento per avviare 4.000-4.500 navigator.

Prima di andare al nocciolo della questione, Titolare, Le racconto una breve storia.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Le propongo un’idea innovativa. Cosa ne direbbe, infatti, se per interpretare le leggi si decidesse di leggerle? Soprattutto se di quelle legge si diviene tra i principali attuatori? Rivoluzionario, no? Perché, sa, Titolare, molto spesso si parla di leggi con molta assunta competenza, ma purtroppo appunto senza averle lette o, comunque, conoscerne il contenuto.

di Vitalba Azzollini

Nei giorni in cui l’attenzione dell’opinione pubblica era focalizzata sull’approvazione della legge di Bilancio, è passata quasi sotto silenzio la circolare del Ministero dell’Interno riguardante il decreto in tema di sicurezza e immigrazione (d.l. n. 113/2018, convertito nella l. n. 132/2018). Va rammentato che quest’ultimo è stato oggetto di critiche sin dalla sua emanazione, sia per i profili di incostituzionalità che presenta, sia per gli impatti che è destinato a produrre. E forse non a caso la circolare, anziché assolvere alla funzione tipica di questo genere di atti – cioè sciogliere i dubbi sulla legge, fornire criteri di interpretazione delle disposizioni dubbie, dirimere i nodi di illegittimità rilevati – pare piuttosto finalizzata a contrastare le critiche al decreto e, al contempo, rafforzare lo storytelling del ministro sull’argomento. Essa, infatti, magnifica le politiche salviniane sull’immigrazione, celebrandone il culmine raggiunto col decreto suddetto: in questo senso, l’atto del ministro è un capolavoro di mistificazione.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

come troppo spesso accade, a problemi reali corrispondono proposte quanto meno poco ponderate, per non voler dire sbagliate.

È il caso dei “tempi lunghi” per gli appalti. Tra i vari emendamenti che sembra si prevedano per il testo (che non c’è) della legge di bilancio, spicca una tipica risposta fuori mira ad una questione delicata: l’innalzamento della soglia entro la quale si rende possibile “ai sindaci” affidare direttamente lavori, servizi o forniture, inizialmente previsto in 200.000 euro, poi abbassato a 150.000 euro.