- Dopo l’ennesimo interlocutorio Consiglio europeo, resta lo scenario centrale;
- Forse la Ue farebbe bene a pensare fuori dagli schemi geografici;
- Addio alle armi: come i maggiori tifosi italiani del debito pubblico divennero più tedeschi dei tedeschi;
- Dopo la decisione tedesca sul riarmo, Giorgetti si scopre contrario allo scorporo delle spese per la difesa e Urso vuole riconvertire l’automotive al doppio uso militare e civile senza precisare da dove verrebbero i soldi;
- No al riarmo nazionale, sì al riarmo comune europeo, sentenziò la segretaria del Pd, partito dissociato. Ma sarebbe sempre debito, e spiazzerebbe la spesa sociale. Che fare? Che domande: chiedere anche debito “sociale”;
- La strategia della Commissione Ue verso l’unione dei risparmi e investimenti necessita di “sacrifici” nazionali, in termini di incentivi fiscali e cessione di sovranità regolatoria. Ma c’è anche chi vuole accelerare i deflussi di capitale;
- Gli ordini esecutivi di Trump si avviano verso la Corte Suprema, dove c’è qualcuno che inizia ad averne abbastanza;
- Le televendite governative di Tesla si moltiplicano in parallelo alle randellate sul mercato azionario;
- Ormai il processo di italianizzazione tocca anche i social istituzionali americani;
- Gli algoritmi della cancel counterculture trumpiana a volte peccano di zelante stupidità;
- Attendendo l’età dell’Oro, il vero Re Mida d’America guarda fuori dai confini e si gode il suo investimento cinese;
- Le auto cinesi, elettriche e a benzina, dilagano nei paesi emergenti;
- In vista delle presidenziali 2028, il Sultano si porta avanti ma i mercati e la banca centrale non cooperano;
- Il premier francese usa un’eterna tattica dilatoria e poi porta via il pallone;
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