Tutti contro l’autonomia rafforzata richiesta da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Nessuno entra nel merito della proposta, che altro non è che l’applicazione dell’articolo 116 della Costituzione, ma solo slogan retorici sul nord ricco e sul sud povero. Ne parliamo con Mario Bertolissi, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Padova. 

La Commissione europea, che nella retorica sovranista sarebbe a guida franco-tedesca, ha invece messo la parola fine alla fusione tra Alstom (Francia) e Siemens (Germania), i due giganti del settore ferroviario. Eppure in Europa da anni si parla di campioni europei.
Ne parliamo con Alessandro De Nicola, avvocato, presidente di The Adam Smith Society e Marco Bentivogli, segretario generale FIM CISL.

E recessione fu. Pochi decimali ma intanto, e a differenza del rallentamento dell’economia europea, che vuol dire pur sempre crescita, l’Italia arretra. Il governo reagisce in ordine sparso: Salvini invita a fare le grandi opere, Conte prevede un 2019 “bellissimo”, anche grazie ad una manovra “incredibile” (appunto), mentre Di Maio se la prende con i dati falsi dell’Istat diffusi nel passato. 
Di come affrontare le crisi parliamo con Carlo Favero, ordinario di Economics presso l’Università Bocconi ed autore con Alberto Alesina e Francesco Giavazzi del libro “Austerità. Quando funziona e quando no“.

Mario Draghi ha segnalato i “rischi in aumento per la crescita dell’economia” confermando già le precedenti previsioni come quelle ad esempio di Bankitalia. Ma non del governo italiano che, bontà sua, prevede invece per l’Italia un tasso di crescita fino a 1,5% come soglia massima e comunque non sotto il punto percentuale. Mentre Paolo Savona critica i modelli econometrici ma non si degna di mostrarci i risultati di altre e più robuste metodologie di previsione, che siamo certi avrà nel frattempo sviluppato. O no?

  • L’uomo che salvò l’Italia. O meglio, che tentò di salvarla;
  • A Davos, la stralunata requisitoria dell’Avvocato del Popolo su tutto quello che avrebbe nuociuto all’Italia: alla lista manca l’Italia medesima, però;
  • Alcune considerazioni sul famigerato franco CFA, nuovo numero nello spettacolo della compagnia di giostrai e saltimbanchi oggi al governo in Italia;
  • I centri per l’impiego faranno intermediazione di manodopera o ricerca e selezione di personale? Una differenza molto rilevante, anche ai fini della congruità delle proposte di lavoro;
  • Inutile perdere tempo con queste tecnicalità: la mancia arriverà senza condizioni, per agevolare il voto di scambio alle europee;
  • Però, se proprio insistete, possiamo arruolarvi come delatori sovrani;
  • Cinquestelle e treccartari: un anno dopo, il piano per fare più deficit è in pieno dispiegamento. Ma non finirà bene, ovviamente;
  • No, il Decreto dignità non ha causato un boom di stabilizzazioni: basterebbe saper leggere i dati per comprenderlo;
  • Piuttosto, è probabile che abbia asimmetricamente accelerato la riduzione dei tempi determinati, amplificando l’impatto del rallentamento;
  • Un giorno però dovremo parlare di questa ossessione, con i giusti flussi causali. Promesso?
  • L’ideuzza di Marine Le Pen che tanto piace ai nostri sovranisti con le pezze al culo: va bene anche l’euro, l’importante è far deficit. Auguri per il risveglio;
  • Le previsioni di calo del Pil italiano? Un complotto francese, che diamine;
  • E solo dopo il presidente della repubblica, ecco il sovrumano sforzo emulativo dello specialista in canzone melodica napoletana;
  • A proposito, perché non pensare ad un bel Decreto indegnità per parlamentari? Ecco il candidato naturale;
  • Dopo anni di metodi no-vax con risultati conseguenti, siamo arrivati alla galera per combattere la Xylella. Ma l’Elevato, quello che firma appelli a favore del metodo scientifico, non è d’accordo;
  • Somari sovrani, edizione burocrazia ministeriale;
  • Mi chiamo Giggino, trovo soldi a tempo di record;

Dopo mesi di annunci, il consiglio dei ministri ha finalmente approvato fin nei dettagli il reddito di cittadinanza e quota 100 (anticipo pensione). Solo per il 2019 costerà 10 miliardi ed interesserà una platea teorica di 10 milioni di persone. Entrambi i provvedimenti avranno però dei limiti: temporali per l’anticipo della pensione (sperimentazione di tre anni), e di spesa (6 mld per il 2019) per il reddito di cittadinanza.