Infuria la battaglia a Bruxelles per la nuova Commissione e per l’avvio della procedura d’infrazione per eccesso di debito nei confronti dell’Italia. La lettera alle istituzioni UE del premier Conte non ha sortito gli effetti sperati ma c’era da aspettarselo, dati gli argomenti sollevati.

  • Mario Draghi si appresta a lasciare in eredità alla Bce un nuovo QE. L’Italia, col suo spread autoinflitto, si prepara a bruciare anche questo;
  • In attesa che la diversificazione degli investimenti fuori dai patri confini divenga reato, la libera stampa sovranista organizza corsi di rieducazione finanziaria;
  • Il governo chiede a CDP la distribuzione di tutto l’utile di esercizio. Non servirà al bilancio pubblico ma getta un’ombra sinistra sul futuro dei grandi gruppi pubblici;
  • Sempre a proposito dell’esecrato primato della finanza, anche a supporto dei disperati tricolori:
  • Anche se Varoufakis dice il contrario, la sua criptovaluta di stato avrebbe prodotto gli stessi effetti dei ruspanti foglietti di carta colorata ipotizzati dagli italiani;
  • Del resto, con questo euro e questi burocrati europei che ci impediscono di fare welfare per i nostri compatrioti;
  • La letterina alla Ue di Conte illustra il nostro eccezionalismo, anche nel solito stucchevole vittimismo;
  • Il buco nero italiano: l’esplosione dei part time involontari;
  • Tra diplomazia e stimolo della fantasia degli interlocutori, si rinuncia a fare chiarezza e chiamare le cose col loro nome;

Iniziamo come sempre con l’attualità economica e finanziaria della settimana, con la pressione che i paesi Ue (e non gli “ottusi burocrati di Bruxelles”) stanno esercitando sul nostro paese per attuare una correzione dei conti che eviti la procedura di infrazione per debito eccessivo. Parliamo anche del grande “successo” del Tesoro italiano e di alcune nostre banche a piazzare il proprio debito. Seguono due temi di approfondimento principale.

Sono oltre 100 i tavoli di crisi aperti presso il ministero dello sviluppo. Le settimane scorse si è parlato del fallimento di Mercatone Uno, questa settimana di Whirlpool, che vorrebbe chiudere lo stabilimento di Napoli dopo aver anche beneficiato di consistenti aiuti pubblici. In Italia infatti pur di non chiudere anche aziende decotte si preferisce prolungarne l’esistenza in vita sine die fino al governo successivo.

Come sempre, apertura con i temi dell’attualità politica, economica e finanziaria della settimana. Ad esempio la stima finale del Pil italiano del primo trimestre, che ha riportato sulla terra alcuni entusiasti trombettieri. Poi le nuove levate d’ingegno di Donald Trump, che sta cercando di capire fin dove può scuotere l’economia statunitense, prima di mandarla in crisi.

Iniziamo come sempre dai temi economici e politici della settimana. I temi di questa puntata: la messa al bando da parte di Trump di Huawei, con conseguente isolamento tecnologico del gigante cinese. Andiamo verso uno splintered internet, una Rete frantumata per aree di influenza geostrategica? E che farà l’Europa, leader della legislazione ma a rischio di essere il vaso di coccio? Ne parliamo con Antonio Nicita, commissario Agcom, con cui parleremo anche dei richiami senza precedenti dell’Authority alla Rai ed ai suoi “equilibratissimi” Tg.