Questa settimana parliamo della vittoria italiana ai Mondiali del fatto che il nostro paese sarà il primo “beneficiario” del pacchetto di sovvenzioni e prestiti erogati dal Recovery Fund. Ma, soprattutto, parliamo della reazione di politica e stampa italiane alla notizia. A caldo, dopo l’annuncio di Ursula von der Leyen, qualcosa di simile all’euforia. Poi, crescente perplessità e preoccupazione per il fatto che i soldi arriveranno solo tra qualche mese. Ma parliamo anche dell’ennesimo capitolo dell’impazzimento di un paese.

Per l’attualità della settimana: l’assurda suggestione di usare il Recovery Fund per tagliare le tasse; le fantasiosa trovata di alcuni nostri sovranisti, chiedere al FMI di “stampare moneta” mediante emissione straordinaria di diritti speciali di prelievo; la telenovela avvelenata di Autostrade, dove l’opacità delle concessioni trova contrappasso in quella della erogazione di garanzie pubbliche sui prestiti.

Che Recovery Fund sarà? Uno fatto di sole sovvenzioni, di soli prestiti o di un mix dei due? E con quali condizioni, che comunque ci saranno, con buona pace dei desiderata italiani, che come sempre sono in modalità (negoziale?) datece li sordi senza fiatà? Ma, a parte ciò, con Michele parliamo anche della cosa in cui ho creduto per molti anni, ma a cui ora non credo più.

  • La proposta franco-tedesca per il Recovery Fund: sovvenzioni e condizioni. Attesi latrati italiani di sdegno per violazione della nostra sovranità a spendere soldi altrui;
  • L’ultimo spasmo di quel social a cielo aperto di nome Italia è la disputa su finanziamento a FCA Italy con garanzia pubblica. Posturing o inusitata vista lunga dei politici?
  • Come tentare d’inserire una riforma epocale tra le righe di una pandemia. Sarà per la prossima volta;

Per l’attualità della settimana: il grande successo patriottico del nuovo Btp Italia, emesso a rendimenti reali all’incirca doppi rispetto al tasso di crescita del Pil potenziale; la crisi fiscale italiana che ha fatto fallire le politiche attive del lavoro, riportando all’ancor più fallimentare difesa di posti di lavoro ormai morti; la proposta franco-tedesca per il Recovery Fund e l'”equivoco” tutto italiano che si tratti di denaro “regalato”.

Questa settimana, con Michele Boldrin, parliamo del “caso” FCA, con la richiesta di garanzia pubblica su una linea di fido concessa da Intesa Sanpaolo, da utilizzare anche a protezione della filiera domestica. Poiché tutto quello che riguarda FCA suscita elevata sensibilità nell’opinione pubblica italiana (e con buoni motivi, almeno storici), cerchiamo di capirne di più.

Per l’attualità della settimana: la “nuova vita” post lockdown potrebbe essere persistente, ad esempio col lavoro da remoto. Ma una simile evoluzione avrà impatti pesantissimi sul sistema dei trasporti pubblici, col crollo del tasso di occupazione dei posti. FCA chiede la garanzia dello Stato italiano su una linea di credito: aspettate a indignarvi. Si fa ma non si dice: sospeso il Decreto dignità per l’obbligo di causale nel rinnovo del tempo determinato, sino a fine agosto. Peccato che servirà a poco.