Mentre i dati macroeconomici globali segnalano rischi di rallentamento generalizzato, e le borse reagiscono di conseguenza, cioè scendendo, in Italia le imprese continuano a manifestare la proprio insofferenza verso l’operato del Governo.
In tutto il nord Italia sono scese in piazza per far sentire la propria voce e per rivendicare meno fisco e burocrazia, più infrastrutture e misure per la crescita economica.

Dopo mesi di attesa e qualche timida apertura verso il governo, il mondo delle imprese logo-r24-newsembra ora aver perso la pazienza. In tutto il Nord Italia, da settimane, si susseguono appelli, iniziative e manifestazioni contro l’inerzia della politica ma anche contro alcuni provvedimenti dell’esecutivo, come il decreto dignità, accusati di ostacolare la crescita economica.
Ne parliamo con Giorgio Merletti, presidente di Confartigianato che farà la sua manifestazione nazionale il 13 dicembre a Milano, e con Bepi Covre, imprenditore del “profondo Est”, già deputato leghista ed amministratore locale.

  • E dopo la sconfitta della povertà, Di Maio inventò la morte del rischio di credito, con CDP che lancia soldi a chiunque abbia ricevuto un no dalle banche;
  • Miracolo, il Decreto dignità ha fatto esplodere le stabilizzazioni molti mesi prima della sua introduzione: parola di Giggino;
  • Centri per l’impiego: rischio collasso con la carica dei ‘nuovi disoccupati’ e pochi rinforzi;
  • Qualcuno in questo paese sta facendo ampia confusione sul concetto di povertà. Una confusione interessata;
  • Ero abituato a chiamarla dichiarazia. Forse sarebbe meglio tornare al tradizionale e meno elitario “stronzate“;
  • Fact-checking delle affermazioni dei politici sul Global Compact for Migration. Ovvero come fare propaganda elettorale demonizzando un “innocuo” elenco di principi;
  • Donald, l’uomo che vive nel passato;
  • Sulla staffetta generazionale, repetita iuvant (forse);
  • Se qualcuno vi cerca e volete evitare guai, non correte rischi: ditegli che ha sbagliato numero o al più che “valuterete“, ma che comunque ci sarà una risposta rapida;
  • Facile incolpare i bancari, ma gli italiani si confermano risparmiatori analfabeti;

logo-r24-newDopo la manifestazione di Torino a favore della Tav, si moltiplicano, in molti territori ad alta vocazione imprenditoriale, le iniziative per chiedere alla politica una maggiore attenzione allo sviluppo ed alla crescita economica.
Ne parliamo con Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova.

  • Nel terzo trimestre il Pil italiano si contrae: una dinamica identica a quella tedesca, anche nelle determinanti. Sarà fenomeno transitorio?
  • Sulla manovra, il governo italiano ha ampi margini per trattare. La resa. Alla realtà;
  • Come essere maggioranza e opposizione, oppure tesi e antitesi. Ma sempre di idiozie si tratta;
  • Le banche italiane rinviano al 2019 la resa dei conti. Sapevate che si può avere stretta creditizia e tassi poco mossi? Vi spiego come;
  • A gennaio, la Bce terminerà non solo gli acquisti di titoli di stato ma anche quelli di obbligazioni societarie. E potrebbe essere un problema aggiuntivo non lieve;
  • La banca tedesca HSH, che fu ossessione del vittimismo italiano, privatizzata e ceduta a fondi esteri;
  • Che accade quando sei analfabeta funzionale? Tra le altre cose, che scambi povertà assoluta e relativa, ad esempio;
  • Mi chiamo Castelli, di più non so;
  • Nel frattempo, a schiacciante maggioranza gli svizzeri decidono di non suicidarsi;
  • La logica, nemica giurata dei pentastellati;

Ai Conti della Belva, con Oscar Giannino, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Mario Seminerio e Renato Cifarelli, partiamo innanzitutto dai temi economici e politici della settimana.
logo-r24-newTorniamo a parlare della manovra economica del Governo, che, seppur ancora sulla carta ha già provocato i suoi effetti. Spread stabilmente oltre i 300 punti e bocciatura da parte dell’Unione europei sono, fuori di propaganda, fatti concreti e rappresentano già un’ipoteca sul futuro.

logo-r24-newPolitica insensibile agli allarmi delle categorie produttive. Il presidente degli industriali di Brescia, alla locale assemblea degli imprenditori, non ha usato giri di parole per descrivere la distanza tra mondo dell’industria ed il Governo sulle vere emergenze dell’Italia. Ne parliamo con Giuseppe Pasini, presidente di AIB (Associazione Industriale Bresciana).