Per l’attualità della settimana, l’emergenza sanitaria e quella economica, con le tensioni europee e l’intervento di Mario Draghi, che ha chiesto che il mancato reddito di famiglie ed imprese divenga debito pubblico, per evitare distruzioni di risorse economiche su vasta scala che pregiudicherebbero la ripresa. Ma oltre alle risorse serve rapidità di esborso: ritardi e burocrazia rischiano di essere fatali all’economia, non solo da noi.

Per farvela breve e sintetica, questi erano e sono i miei due cent:

  • Nel momento più buio di una devastante crisi sanitaria ed economica mondiale, si delinea quella che appare l’unica strada percorribile per impedire (forse) il collasso dei sistemi economici;
  • Dietro la richiesta italiana di emettere eurobond con l’ESM, una strategia ovvia. Che altrettanto ovviamente troverà resistenze nei paesi a basso debito. La gravità della crisi e l’aumento dei debiti nazionali decideranno per tutti;
  • Nel frattempo, la Germania apre le danze;

Per l’attualità della settimana, gli effetti sull’economia reale del crollo dei mercati finanziari, e perché questa crisi è molto diversa (e peggiore) da quella del 2008. Le iniziative delle Bce e delle altre banche centrali, oltre alla forte espansione fiscale di emergenza che si prospetta, e che in Eurozona potrebbe portare alla nascita di un debito comune.

Per l’attualità della settimana: le giravolte di politica sanitaria di Boris Johnson, mentre l’Europa con ritardo segue la via italiana; il crollo dei mercati finanziari da vette di prezzo che molti consideravano eccessive, per raffronto storico, e quello che potrebbe attendere fondi e gestioni patrimoniali; la disastrosa comunicazione di Christine Lagarde, che ha prodotto una frenetica azione di contenimento del danno da parte della Bce.

Le istituzioni di un paese democratico non possono essere migliori del corpo elettorale che le esprime, al netto di eventuali eccezioni che tuttavia confermano la regola. Quando una “comunità nazionale” non è tale ma è solo la prevalente somma di individualità anarcoidi che ignorano (quando non disprezzano apertamente) il concetto che ogni azione dei singoli ha ricadute sulla società, e quando queste stesse monadi anarcoidi ritrovano il concetto di socialità solo per strappare risorse per sé, vivendo la vita di comunità come gioco a somma zero, tutto il resto consegue, fatalmente. Anche fughe di notizie su provvedimenti delicatissimi relativi alla salute pubblica. Anche insipienza legislativa e linguistica, che si autoalimentano. L’ambiguità semantica come via di legittimazione della patologica ricerca del “pasto gratis”. È tutto davvero desolante, al livello di far suonare stupidi anche i pensieri. E ora, qui sotto, riprende la normale programmazione.

  • In un video precedente la carneficina sui mercati, alcune considerazioni di senso comune sull’impatto economico del coronavirus;
  • Tre bubboni italiani, sempre più turgidi, al tempo dell’epidemia. Come autoinfliggersi il massimo danno possibile, cercando di quadrare cerchio e ruota;
  • Al tavolo dei contribuenti italiani arrivano spezzatini virali avariati con conto da ristorante stellato;
  • Il debito pubblico italiano costa troppo sulle scadenze lunghe? La soluzione non è quella di indebitarsi a breve termine. Occhio ai pasti gratis ma avvelenati;