• Il ministro dell’Economia Padoan Tria si traveste da pompiere e cerca di calmare investitori e risparmiatori, ma rischia di finire in rotta di collisione con la maggioranza gialloverde;
  • I Centri per l’impiego servono davvero a creare occupazione? In Sicilia sì, ma quella di chi ci lavora;
  • A parte ciò, serve davvero rilanciare i centri per l’impiego, oppure basterebbe il privato? Luigi Oliveri risponde;
  • La riforma gialloverde della legge Fornero nasconde qualche spiacevole sorpresa. Si chiama realtà, credo;
  • Il ministro Savona, cultore di teoria dei giochi, propone alla Ue di tenere a bada la rabbia delle masse italiane e qualche “lieve” modifica ai trattati;
  • Le anticipazioni del “decreto dignità” (sic) di Di Maio mostrano che la strada della desertificazione produttiva è lastricata di buone intenzioni;
  • Virginia Raggi, o dell’arte dell’insaputa;
  • La Bce annuncia il termine degli acquisti netti del QE. Ma non tutto è terminato;
  • Nell’Italia sovrana nasce anche il keynesismo pro-ciclico;
  • Lo stadio della Roma era un progetto “condiviso e partecipato”, come Grillo comanda. Forse non dalle persone giuste;
  • Anche la Vigilanza Bce arriva a correggere le minkiate galattiche di tal Gabanelli. Avanti il prossimo;
  • No, la Ue non si è presa paura dell’Italia;
  • Uno il coraggio se non ce l’ha non se lo può dare (ma le figure di m. restano);
  • Il paese che fallirà al grido di “lasciateli lavorare”;
  • Il governo Conte ed i suoi allegati ottengono la fiducia delle Camere e la crescente sfiducia di investitori e risparmiatori, con spread che decolla. Forse perché qualcuno sta lavorando con pensieri e parole, e presto con opere ed omissioni, per arrivare all’Incidente?
  • Se vi piacciono le sinestesie e le immagini termiche pare che, dai primi proclami, abbiamo in forno una gelata creditizia devastante ma molto pop;
  • Nel frattempo, si cerca di capire con quali soldini nasceranno la semplice flat tax multi-aliquota con airbag e la riforma della legge Fornero: quest’ultima potrebbe riservare brutte sorprese alle imprese;
  • I nostri gialloverdi hanno grande nostalgia degli anni Trenta del secolo scorso;
  • Uno difende i Btp in portafoglio alle banche italiane, l’altro lamenta che lo spread, dopato da quegli stessi Btp, nuoce ai bilanci delle medesime. Durissima polemica a distanza tra i gemelli Patuelli;
  • Perché ci sono pedanti tecnici che polemizzano con improvvisate watchdog dalla limpida carriera? Per molti ottimi motivi, diremmo;
  • Attendendo il reddito di cittadinanza, un’indicazione su quanto costerebbe rianimare i centri pubblici per l’impiego, nel confronto con altri paesi;
  • La Commissione Ue presenta i non-Eurobond che mai vedranno la luce, e che sono l’ossimorica aggregazione di rischi segregati;
  • Visto che siamo in pieno revival, il ministro Savona cerca il MEC, e presto potrebbe chiedere notizie della Società delle Nazioni;
  • Abbiamo la prova che la Bce ha complottato contro i pochi neuroni rimasti agli italiani;
  • Tria e dopo la cura;
  • Niente Brexit, siamo inglesi;
  • Vorrei tanto credere che ci sia in atto una rivolta contro il liquame televisivo, ma sono notoriamente ottimista, quando parlo di questo paese;
  • Ex mostri sacri per i quali è suonata l’ora di andare in pensione;
  • A che serve il prestito ponte statale ad Alitalia? A sostituire le banche nel finanziamento della gestione corrente;
  • Nel frattempo, ai fortunati esuberi della compagnia di bandiera viene garantito il meglio del vecchio e del nuovo regime di protezione. Non siete un filo invidiosi?
  • Nella notte (di Natale) italiana, tutti i programmi dei partiti sono dolcemente uguali;
  • Attendendo un governo, dobbiamo constatare che ci sono macro-aree di spesa pubblica che appaiono difficilmente comprimibili;
  • Ecco un altro ottimo motivo per cui è opportuno che per ora non si formi un governo;
  • Per altri versi, invece, sarebbe davvero opportuno che quel governo ci fosse;
  • Incredibile (ma anche no) come una flat tax inzeppata di tax expenditures assomigli ad una curva Irpef come quella che abbiamo oggi;
  • Nel pubblico impiego l’obbligo di reintegra per licenziamento illegittimo esiste ancora, e causa una pletora di conseguenze avverse per il dirigente che lo ha deciso;
  • Chi ha debiti a tasso variabile in dollari non si sta divertendo, in questo periodo;
  • Perché pulire i cessi non s’improvvisa;
  • Esempi plastici di libertà di stampa negata dagli stessi giornalisti;
  • Presto la denominazione di origine protetta di condominio;
  • In Nicaragua si preparano ad uscire dall’euro;