Ieri, durante un evento alla Luiss, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha affrontato, in modo del tutto teorico, il tema del finanziamento monetario del deficit. Che, detta così, farebbe immaginare che, pochi secondo dopo, i mercati si siano scatenati contro il povero Btp, facendo esplodere lo spread. Niente di tutto ciò, e con ragione.

Su lavoce.info, un commento di Tommaso Monacelli aiuta a confutare la persistente leggenda metropolitana che vede nella monetizzazione del deficit pubblico da parte della banca centrale la soluzione alle angustie italiane. Vengono individuati due periodi storici in cui l’Italia ha seminato il vento che ora è divenuto tempesta. Occhio alle date, quindi.

Qualche spigolatura dalle “Previsioni di primavera” della Commissione europea sulle economie dell’Unione europea. Col solito caveat: sono previsioni, non la costante di gravitazione universale. Indicano, qui ed ora, direzione di marcia e velocità di crociera dell’economia. Soprattutto comparativamente, tra paesi. Lo dico per aiutare prestigiosi economisti prestati alla direzione di giornali (cartacei ed online) a non ripetere in futuro che le previsioni “sono come l’oroscopo” o che “gli economisti non ci prendono mai”. Se per un attimo togliete sciarpa e fischietto, vi spiego alcune cose di ordine qualitativo ma pur sempre utili.

So che non è esattamente un evento destinato a cambiare il corso della storia, ma ieri il M5S ha presentato la sua cosiddetta piattaforma per le elezioni europee, articolata in dieci punti. Si tratta di un pregevole esercizio di satira di cui merita dare conto, ma anche della rappresentazione amplificata e deformata di un tratto culturale dominante di questo paese: l’arte dello scrocco. Qui elevata a scala continentale.

Torniamo sulla vicenda della sentenza del Tribunale Ue che ha definito legittima la ricapitalizzazione di Tercas per mano del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Come ho già scritto nel commento a caldo, poche cose eccitano la fantasia di un popolo affetto da vittimismo quanto una narrazione di controfattuali. Ed infatti, da due giorni, è tutto un florilegio di recriminazioni, richieste di euro-dimissioni, minacce di risarcimenti miliardari. Tutto secondo il canovaccio dell’attacco al povero paese che galleggia nel Mediterraneo.

Oggi è giornata trionfale, per i difensori della via italiana all’aggiramento delle norme sul bail-in e della diffusione del contagio. Infatti, il tribunale Ue ha sentenziato, in accoglimento del ricorso dell’Italia e della Banca Popolare di Bari (sostenuta da Bankitalia), che nel 2014 l’intervento del Fondo interbancario di tutela dei depositi per salvare la Cassa di Risparmio di Teramo (Tercas) non fu aiuto di stato e pertanto sarebbe stato legittimo. E quindi? Quindi nulla cambia, sul piano dei vincoli di realtà.

Nel nostro paese è ufficialmente in corso un’offensiva contro le norme europee relative al bail-in. Per il momento, si tratta di un’offensiva immaginaria, nel senso che la revisione della disciplina di risoluzione delle banche in dissesto non appare in cima né all’agenda europea né a quelle dei singoli paesi dell’Unione. Ma tant’è. E dopo il sindacato dei banchieri, anche Banca d’Italia torna a far sentire la propria voce.