Hollande, antichi sussidi contro vecchia disoccupazione

Presentato dal presidente francese François Hollande un piano “straordinario” per spingere l’occupazione e contrastare la disoccupazione, soprattutto quella di lunga durata. Nulla di rivoluzionario, molto “lavoro di cacciavite”, come avremmo detto da noi, una abituale astuzia statistica. E una copertura finanziaria annunciata che appare assai poco renziana.

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Risparmio, è solo vittimismo, inutile chiedere la moratoria sulle regole

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Sulla spinta emotiva dello shock causato dalla risoluzione delle quattro banche commissariate, si sono levate alcune illustri voci a chiedere nientemeno che l’applicazione di una moratoria alla direttiva europea BRRD sui dissesti bancari. La motivazione, come illustrata dall’editoriale sul Sole di Luigi Zingales e Luigi Guiso, risiederebbe nella “specificità” italiana rispetto al resto d’Europa, cioè nel fatto che i nostri risparmiatori hanno in portafoglio una quota di obbligazioni bancarie che non ha pari in Europa.

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Il patriota giocatore d’azzardo che non sapeva far di conto

Dando per scontato che il dibattito pubblico di questo sfortunato paese finirà col polarizzarsi intorno alla difesa della Patria dai perfidi Nemici Esterni (perché Berlusconi non è passato invano: anzi, lui era solo la proiezione di uno dei maggiori caratteri nazional-popolari), pensiamo sia cosa futilmente utile tentare di capire cosa sinora è andato storto, nel Grande Disegno Renziano. Su questi pixel lo trovate scritto da un paio d’anni ma comprendiamo che il tempo scarseggia ed il deficit non galleggia.

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Il settimanale – 16/1/2016

Per la Cassa Depositi e Prestiti un piano industriale ambizioso che si confronta con carenze di competenze specialistiche e di mezzi finanziari; La ripresa del credito in Italia non è guidata dai mutui ma dai prestiti al consumo; Produzione industriale in contrazione, costruzioni nel sottoscala; Lo sapevate? Tra i tanti meriti di Renzi c’è anche quello di aver gufato la Spagna; … Leggi

Evitare l’Eurogermania senza evirare Tafazzi

Ieri, sul Sole, è comparso un editoriale del professor Luigi Zingales dal titolo “La strada (mai battuta) per evitare l’Eurogermania“. Il pezzo contiene elementi condivisibili ed altri assai meno. Ma soprattutto, appare carente di logica e basato su una informazione (l’architrave della tesi, peraltro) fattualmente errata.

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Striscia la ripresa

Un paio di dati congiunturali evidenziano da un lato il fatto che l’Italia è pienamente inserita in dinamiche globali (non che ne dubitassimo, lo diciamo solo a beneficio di alcuni stralunati cantastorie), e dall’altro che il settore delle costruzioni non appare esattamente alla vigilia del decollo. Se fossimo in un paese normale, di post di questo tipo non ci sarebbe bisogno alcuno.

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In Italia le auto trainano anche il credito

Pubblicato oggi dalla Banca d’Italia il supplemento al Bollettino statistico relativo a moneta e banche. Dal quale si evince, per l’ennesima volta, che in Italia non c’è alcun boom di mutui immobiliari. Piuttosto, c’è una robusta ripresa del credito al consumo ma non sappiamo se rallegrarci per questo.

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Partito democratico della correlazione spuria

Da qualche giorno il Partito democratico ed il nostro vulcanico premier hanno deciso di tentare di confutare la palmare evidenza di una ripresa indotta in misura determinante da fattori esterni utilizzando un nuovo argomento: lo spread tra il rendimento del titolo di stato decennale italiano e quello spagnolo. Questa, a giudizio dei piddini, sarebbe la prova provata del fatto che l’Italia sta facendo di più e meglio di altri, a parità di congiuntura. Analizziamo anche questa (sospiro).

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