Il fisco che causa debito

(post vagamente tecnico, sul magico mondo del fisco multinazionale) Negli Stati Uniti le maggiori imprese tendono ad avere una posizione di liquidità molto ampia, anche secondo raffonti storici. Eppure, negli ultimi tre anni, il loro debito è aumentato in modo più che proporzionale alla generazione di liquidità, e la motivazione pare essere prettamente fiscale.

La scoperta del debito bollente

Un nuovo working paper di Carmen Reinhart e Kenneth Rogoff, realizzato per il Fondo Monetario Internazionale, ribadisce quello che qui si scrive da tempo, nell’umile approccio “giornalistico” e così poco accademico ai problemi che ci caratterizza. E cioè che si preparano tempi non esaltanti per i creditori, a tutti i livelli.

Il dramma italiano, spiegato – 2

Oggi su Repubblica, un articolo di Federico Fubini segnala uno studio di Haver Analytics sulla inarrestabile crescita del debito privato italiano. Fubini è uno dei pochissimi (forse l’unico, ma possiamo sbagliarci) giornalisti italiani che seguono in modo sistematico e puntuale la dinamica del debito, pubblico e privato, applicando analiticamente la regoletta infernale sulla autoalimentazione del rapporto di indebitamento.

Il ritorno di antiche tradizioni

Negli Stati Uniti da qualche tempo, in parallelo al rally di borsa, si è affermata una tendenza che è la riproposizione di quanto già visto prima dello scoppio della crisi: indebitarsi utilizzando come garanzia un attivo patrimoniale. Nella scorsa esistenza era il debito contratto a valere sulla propria abitazione, ed utilizzato per espandere soprattutto i consumi. Il nome esotico della …

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Regno Unito, il lungo coma e l’inflazione

Qui sotto, un grafico tratto da Alphaville che parla (anzi, urla) da solo: l’andamento del Pil britannico dopo i maggiori episodi recessivi degli ultimi novant’anni circa. Come si nota, il profilo della “ripresa” post crisi del 2008 è desolatamente piatto: proprio non c’è modo di risollevare l’economia. Che fare, quindi? E cosa è andato storto?

Il Pil nel mirino

(Post tecnico, sempre di quelli da giornate prive di senso ma utile per capire dove potremmo andare) Da qualche tempo un nuovo, esoterico acronimo è entrato nel dibattito economico sulla politica monetaria. Per ora la discussione è ristretta soprattutto ai banchieri centrali ed agli accademici, oltre che ai money manager. Questo acronimo è NGDPLT, significa Nominal Gross Domestic Product Level …

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