Andrà molto peggio, prima di andare meglio

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Argentina

Argentina, meno sovranità, più realtà

in Economia & Mercato/Esteri

La settimana scorsa il governatore della banca centrale argentina ha annunciato un ulteriore passo verso la “normalità”, l’adozione di un obiettivo di tasso d’inflazione (inflation targeting), fissato al 12-17% per il 2017, a 8-12% per il 2018 ed il raggiungimento dell’obiettivo inflazionistico del 5%, con tolleranza di 1,5% in più o in meno, nel 2019. L’Argentina tenta quindi di lasciarsi alle spalle la lunga fase di monetizzazione a oltranza del deficit pubblico, attuata dalla presidenza Kirchner, e che aveva fatto esplodere il tasso d’inflazione. Al contempo, altri eventi e misure di politica economica indicano che il paese sta tornando nel consesso dei mercati internazionali. Probabile che ai sovranisti da terzo mondo tutto ciò suoni anatema.

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Argentina, la lunga e dolorosa uscita dal populismo economico

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

A nove mesi dall’insediamento, il governo del presidente argentino Mauricio Macri sta faticosamente tentando di ristrutturare un’economia prostrata da lunghi anni di errori ed orrori di Cristina Fernandez de Kirchner. Tra le prime mosse, Macri ha lasciato fluttuare il cambio del peso, che era irrealisticamente sopravvalutato ed aveva prosciugato le riserve valutarie del paese. Per recuperare preziosi dollari, Macri ha poi eliminato quasi totalmente le imposte sulle esportazioni, ponendo fine alla pratica difensiva degli agricoltori, che immagazzinavano la produzione in attesa di tempi migliori, dato il cambio troppo elevato.

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Argentina, la realtà ha un noto bias ultraliberista

in Economia & Mercato/Esteri

Lentamente, dopo l’insediamento del suo esecutivo e la sostituzione del recalcitrante governatore della banca centrale, il neo presidente argentino, Mauricio Macri, sta dirigendo il paese verso l’appuntamento con la realtà. Le prime mosse sono tanto coerenti quanto inevitabili. In attesa che si scopra che è comunque “colpa del liberismo”.

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Argentina, tra urne e realtà

in Economia & Mercato/Esteri

Domenica 22 novembre si svolgerà in Argentina il ballottaggio per le elezioni presidenziali, per decidere il successore di Cristina Fernandez de Kirchner. La competizione sarà tra un “continuista” come Daniel Scioli, del Frente para la victoria (la fazione dominante del partito peronista) e governatore della provincia di Buenos Aires, e Mauricio Macrì, sindaco di centrodestra della capitale argentina e sostenitore della necessità di un cambiamento col passato. Comunque vada, non saranno tempi facili, per gli argentini.

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Argentina, i ricchi piangano meno

in Economia & Mercato/Esteri

Problema: che fare quando il tuo mercato automobilistico domestico sta colando a picco e ciò si riverbera in modo nefasto su manifattura e crescita economica? Dipende: o si erogano sussidi alla rottamazione, che prendono a prestito dal futuro, oppure si interviene sulla fiscalità applicata agli acquisti di auto. L’Argentina, che nei primi cinque mesi di quest’anno ha visto un calo del 25% nella produzione di auto, ha deciso di intervenire alleggerendo la pesante gabella sulle auto di lusso. Servirà a poco ma conferma che il populismo è ricetta infallibile per danneggiare il gettito fiscale.

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Argentina: deindustrializzati, colonizzati e felicemente sovrani

in Economia & Mercato/Esteri

Conti pubblici argentini sempre più in rosso. Il primo trimestre si è chiuso con un deficit primario di 32,4 miliardi di pesos, pari a 3,6 miliardi di dollari Usa, contro un piccolo avanzo primario segnato nell’intero 2014. Il deficit, rispetto allo stesso trimestre del 2014, è triplicato. Ciò accade essenzialmente per un motivo: il ciclo elettorale di spesa pubblica. Persino in un paese dove i conti pubblici sono uno scherzo anche lontano da appuntamenti elettorali.

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Argentina, indicizzati al fallimento

in Economia & Mercato/Esteri

All’approssimarsi delle elezioni nazionali e provinciali, in Argentina cresce l’arrendevolezza governativa a concedere aumenti salariali ai pubblici dipendenti. La circostanza è in sé piuttosto banale e non meritevole di menzione, se non fosse al contempo la spia del tasso di inflazione effettiva del paese ed occasione per l’esercizio di alcune piccole astuzie governative per ridurre il costo reale per le casse pubbliche. In un caso e nell’altro il rischio di tensioni sociali resta alto, e l’effetto deleterio sulle casse pubbliche argentine garantito.

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Argentina, stampanti fuori controllo

in Economia & Mercato/Esteri

Ultime notizie dalla tipografia più surriscaldata del pianeta. Nel mese di agosto, gli aggregati monetari argentini sono letteralmente esplosi, in conseguenza della perdurante monetizzazione del deficit fiscale da parte della banca centrale. Un esperimento affascinante, non c’è che dire.

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Scontro tra avvoltoi

in Economia & Mercato/Esteri

La società NML Capital, che gestisce il fondo hedge che sta perseguendo l’Argentina per ottenere il pagamento di titoli di debito sovrano di Buenos Aires non concambiati (cioè uno dei cosiddetti holdout), ha ottenuto da un tribunale del Nevada i cosiddetti discovery rights (cioè il diritto di ficcare il naso) nei conti di 123 shell company (cioè società paravento), appartenenti ad un magnate argentino del settore delle costruzioni, molto vicino alla famiglia Kirchner. L’idea è che i beni di Lazaro Baez (questo il nome dell’imprenditore) siano frutto di illecito arricchimento ai danni dello stato argentino. L’idea del fondo hedge è quella di dimostrare che il patrimonio di Baez appartiene all’Argentina, e di conseguenza è aggredibile per soddisfare il proprio credito verso Buenos Aires. Oltre ad unire all’utile il pedagogico, mostrando agli argentini che per anni sono stati depredati dai loro patriottici governanti.

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I cugini del Sud tra default e “mano de Dios”

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Poche cose possono stimolare la fantasia di torme di sociologi da dopolavoro come una finale Mondiale tra un paese del ricco Nord del pianeta, profondamente cartesiano ed incline al moralismo, ed uno del Sud del mondo, altrettanto profondamente sgarrupato, da sempre incline a quella forma di autoindulgenza che fatalmente produce teorie del complotto e nemici esterni in quantità industriale.

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Argentina, un mese per evitare gli avvoltoi

in Articoli/Economia & Mercato/Esteri

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Nei giorni scorsi l’Istituto nazionale di statistica dell’Argentina ha comunicato che il Pil del paese è diminuito, nel primo trimestre, dello 0,8% su base trimestrale. Questo dato, sommandosi al calo dello 0,5% del quarto trimestre dello scorso anno, sancisce l’entrata del paese sudamericano in recessione, secondo una regola piuttosto rozza ma convenzionalmente accettata. E noto che le fonti ufficiali argentine non sono particolarmente affidabili, per usare un eufemismo, ma aver ammesso la contrazione (che probabilmente è di magnitudine ben superiore) è il dato rilevante.

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Argentina, se si chiama aggiustamento un motivo c’è

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri

Quello che vedrete in calce a questo post è l’andamento sulla borsa statunitense di YPF, la compagnia energetica che il governo argentino ha espropriato un paio di anni addietro agli spagnoli di Repsol, e che ora il governo di Cristina Kirchner sta tentando di riportare nel consesso degli investitori internazionali, per ottenere capitali stranieri necessari a sviluppare gli apparentemente enormi campi di shale del paese sudamericano. Ma un nuovo problemino è comparso all’orizzonte.

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“Vi spiego cosa succede in Argentina e perché la realtà è il più spietato dei creditori”

in Economia & Mercato/Esteri/Rassegna Stampa

di Alessandro D’Amato – Giornalettismo

Mario Seminerio, analista macroeconomico e portfolio advisor oltre che animatore del blog Phastidio, ha scritto il libro «La cura letale», che spiega perché di austerità si muore e in che modo il nostro paese potrebbe salvarsi. Giornalettismo ha parlato con lui della svalutazione del peso in Argentina, di cui si è occupato sul blog, e di cosa insegna il caso Kirchner all’Italia e agli italiani.

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Argentina, prigione valutaria – 3

in Economia & Mercato/Esteri

L’escalation prosegue. Per ogni acquisto online effettuato all’estero, i residenti argentini dovranno compilare un modulo da inviare all’equivalente della nostra Agenzia delle Entrate. A seconda del tipo di acquisto, potranno vedersi applicare una sovrattassa fino al 50%, e dovranno sdoganare personalmente il pacco, che non arriverà più a casa. L’iniziativa segue molte simili (vedi anche qui, qui e qui), tutte regolarmente fallite, come dimostra la costante discesa delle riserve valutarie del paese, oggi ai minimi degli ultimi sette anni in un contesto di prezzi agricoli cedenti sui mercati internazionali, che limita la ricostituzione delle riserve via export. Da inizio gennaio, il cambio di mercato nero del peso contro dollaro si è deprezzato del 17%. Se la traiettoria è corretta, presto agli argentini sarà materialmente impedito di acquistare all’estero, turismo incluso (cioè libertà di movimento fuori dal paese, giusto per capirci). A quel punto il sistema imploderà. E dirlo così non rende l’idea delle conseguenze materiali.

Argentina, verso la resa dei conti

in Economia & Mercato/Esteri

Il Fondo Monetario Internazionale ha concesso all’Argentina poco meno di quattro mesi per potersi mettere in regola con la metodologia di calcolo di Pil ed inflazione, che oggi sono una simpatica presa per in giro di popolazione (che ha le sue contromisure), investitori ed istituzioni sovranazionali. In cambio di questa proroga, nessuna sanzione verrà irrogata al fantasioso stato sudamericano. Dietro quello che sembra un penultimatum, e che teoricamente continua ad avere come sanzione suprema l’espulsione di Buenos Aires dal FMI, potrebbe esserci il tentativo tardivo e con tutta probabilità infruttuoso di un riavvicinamento del paese alla comunità economica e finanziaria internazionale. Ma siamo ormai fuori tempo massimo, al tramonto del kirchnerismo che lascerà dietro di sé un cumulo di macerie.

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Argentina, sovrani ed impiccati

in Economia & Mercato/Esteri

Immaginate di vivere in un paese in cui vi raccontano favole circa l’effettivo tasso di inflazione, che è pari a due-tre volte quello ufficiale. Ed immaginate di vivere in un paese le cui autorità, dopo anni di politiche economiche demenziali, che hanno distrutto il ricco surplus di bilancia commerciale di cui il paese disponeva, si trovino a dover contrastare con ogni mezzo la fuoriuscita di valuta pregiata, dollari americani nella fattispecie. In situazioni come questa si forma un florido mercato nero di valuta estera, a cui i cittadini ricorrono per tentare di proteggere i propri risparmi dalla falcidie inflazionistica. E, poiché l’uomo ha una tendenza innata a chiudere gli arbitraggi che gli si parano davanti (con buona pace di moralismi laici e scomuniche religiose sui malvagi “speculatori”), ecco che si creano continui “inseguimenti” tra cittadini e stato. Verrebbe da dire che si gioca a “guardie e ladri”, dove il ruolo dei secondi spetta ai pubblici poteri.

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Argentina, decrescita valutaria agli inferi

in Economia & Mercato/Esteri

Nel grafico qui sotto, l’andamento delle riserve valutarie argentine in tutto il loro splendore, dopo l’introduzione dei più fantasiosi controlli sui cambi (di cui tuttavia la Presidenta nega l’esistenza) visti da tempo immemore. In due anni, persi 15 miliardi di dollari, pari a circa il 30% dello stock iniziale. Cose che capitano, quando si conduce una politica economica da ubriachi e si tenta di rimediare alla sbronza bevendosi sempre nuovi bicchierini fatti di vincoli, limitazioni, espropri, nazionalizzazioni, eccetera.

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Argentina, il sussidio della follia

in Economia & Mercato/Esteri

Continua il divertente wrestling dell’Argentina con la realtà. Oggi è la volta del principale distributore di elettricità, che quei cattivoni imperialisti dell’agenzia di rating Moody’s hanno declassato a Caa3, sempre più vicino al default, e per un eccellente motivo: i tapini hanno ricavi espressi in pesos e debito espresso in dollari. Quanto è crudele la vita, a volte.

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Socialismo a leva

in Adotta Un Neurone/Economia & Mercato/Esteri

Come i più perspicaci tra voi avranno notato, da queste parti ci si diverte un mondo con le fantasmagoriche trovate del governo argentino per tentare di controllare l’economia e la società del paese in modo sempre più pervasivo, mentre la realtà si incarica di suonare la sveglia e stimolare sempre nuove idee dell’esecutivo. E’ un vero e proprio manuale su come ottenere senza troppa fatica uno stato fallito. Sono precetti che anche la politica italiana, volendo, potrà seguire. Basta copiare dai maestri.

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