Il vuoto d’aria

Facendo ricorso ai dati del database economico FRED della Fed di Saint Louis, Paul Krugman mostra che l’andamento delle spese federali correnti (intese come nominali) ha mantenuto ngli ultimi anni lo stesso trend, mentre il gettito federale nominale ha fatto segnare un crollo. Questi dati, secondo Krugman, confuterebbero la tesi di chi sostiene che l’Amministrazione Obama ha finora avuto un approccio da Big Spender.

Non sappiamo se questi dati sono comprensivi di ogni tipologia di spesa federale, né sappiamo in che modo vengono contabilizzate le cosiddette tax expenditures, cioè i crediti d’imposta che, riducendo il gettito fiscale, equivalgono ad un aumento della spesa; quello che pare acquisito è che, nel dopo-crisi,  i minori livelli di attività si traducono in un buco permanente di gettito fiscale.

Il fenomeno è comune a tutti i paesi, Italia inclusa, come dimostrano le considerazioni del nuovo presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, che nel suo discorso di insediamento ha evidenziato come la crisi abbia causato una perdita permanente di 130 miliardi di Pil e di 70 miliardi di gettito fiscale. “Perdita permanente” significa che nell’evoluzione temporale delle due grandezze si è creato un gradino all’ingiù, e che il trend sta tentando di ripartire da un livello inferiore, sperando di mantenere almeno la stessa pendenza. Le notizie ansiogene si susseguono, a quanto pare.

La voragine fiscale

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