Dal 1975 esiste l’EITC: è un assegno calibrato a beneficio dei lavoratori a reddito medio e basso, in particolare quelli con figli

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Mentre in Italia si dibatte su un improbabile reddito di cittadinanza che, ove mai vedesse la luce, finirà ad essere un sussidio di fatto incondizionato ed un disincentivo all’offerta di lavoro, ci sono paesi che da molto tempo hanno cercato di supportare i cosiddetti working poor, chi lavora ma percepisce un reddito talmente basso da esporre al rischio povertà.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

quando si parla di proporre ai destinatari del reddito di cittadinanza tre “offerte di lavoro” congrue, il cui ingiustificato rifiuto implica la perdita del sussidio, esattamente cosa si intende? In questi giorni, il tema è particolarmente incentrato sulla questione relativa a “chi” avrà il compito di proporre le opportunità di lavoro. Secondo il Governo, la competenza sarà dei centri per l’impiego, che per questa ragione dovranno essere rinforzati (e, per far funzionare davvero il sistema, non poco).

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

prendiamo atto che la manovra economica in corso di redazione farà partire nel 2019 il reddito di cittadinanza. È opportuno, allora, sulla base delle per ora poche notizie di dettaglio sul funzionamento del reddito, immaginare cosa occorra per gestire il progetto, senza scendere in questa fase nella discussione di merito sull’utilità della misura.

Su lavoce.info, un interessante articolo di Chiara Giannetto e Mario Lorenzo Janniri cerca di identificare tutte le criticità attuali dei centri per l’impiego. L’argomento, se leggete questi pixel con regolarità, non vi sarà inedito, visto che di esso ha scritto assai estensivamente il nostro Luigi Oliveri. Io invece vorrei rilevare e ribadire un punto ed uno solo. Quello sui cui casca l’asino della propaganda.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

come è noto quando in Italia non si vuole risolvere un problema, specie se particolarmente importante o grave, il primo rimedio (inutile) al quale si pensa è una bella commissione di inchiesta. Titoli sui giornali, nomine, incarichi, forse qualche gettone di presenza e poi l’immancabile dimenticatoio.

L’innovazione dei prodotti di Borsa è più veloce dell’adeguamento delle leggi e dei controlli delle Banche centrali

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dieci anni dopo il collasso di Lehman Brothers, resta la domanda: potrebbe ripetersi? La risposta è piuttosto scontata, ed è affermativa. A livello macro, questi dieci anni hanno visto una impetuosa crescita del debito privato, in molti paesi superiore a quella del Pil, ed il parallelo sviluppo degli attivi finanziari. Poi l’innovazione tecnologica nel trading, che non di rado ha concorso a frammentare gli scambi, portandoli fuori dalle borse. Sullo sfondo, resta la creazione di nuovi prodotti finanziari o l’evoluzione di quelli esistenti, anche con finalità di aggiramento delle regole.

di Vitalba Azzollini

La tragedia di Genova ha consentito a molti di capire l’importanza della trasparenza nel settore delle concessioni autostradali, quella che pochissimi hanno richiesto da sempre. Profili essenziali delle relative convenzioni sono stati resi noti solo nei giorni scorsi. Tuttavia, oltre ad essi, ci sono elementi che, pur essendo già pubblici, non sono stati finora adeguatamente evidenziati. Dunque, serve rimediare.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

alla fine pare di aver capito quali saranno le fonti di finanziamento del reddito di cittadinanza. Un pot pourri proveniente in parte da politiche passive (Naspi, Asdi e DisColl), da finanziamenti europei (Garanzia Giovani), da politiche sociali (Rei, reddito di inclusione sociale) e da bonus (gli 80 euro e i 500 euro per studenti congegnati da Renzi). Vedremo con la legge di bilancio per il 2019 se i circa 17 miliardi reperiti tramite la nuova destinazione delle risorse finalizzate agli interventi descritti prima saranno confermati.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

mentre si favoleggia di una riforma della pubblica amministrazione ispirata (niente meno) che alla “concretezza” e alla valutazione sulla base di obiettivi “sfidanti” (nessun “governo del cambiamento” riesce a superare il lessico vano alla Brunetta), forse per giungere a concrete modalità di buona gestione basterebbe applicare il semplicissimo senso comune.