- Per la strategia di dazi di Trump arriva un brusco stop. O forse no;
- Ma resta sempre la minaccia di farsi esplodere;
- Il “dipendente pubblico speciale” ha terminato. Ora deve salvare le sue aziende;
- Stati Uniti sempre più Criptolandia, anche nella proliferazione degli schemi Ponzi;
- Con l’assalto di Trump ad Harvard, già pronti gli avvoltoi;
- Il governo tedesco si libererà ancora una volta dei vincoli europei agli aiuti di stato, per tentare di salvare la propria industria. Il rischio è di bruciare la propria capacità fiscale in settori in declino;
- Sempre più evidente che, in Europa, il termine “politica industriale” vuol dire cronicario;
- Meloni rilancia la lotta alle euro-barriere ma scorda i motivi per cui quelle barriere esistono, oltre a fingere di ignorare quelle strettamente domestiche, dove il nostro paese dà il peggio di sé e del suo corporativismo;
- Niente tradeoff, siamo britannici ma sembriamo italiani. Starmer va a Canossa sui sussidi di welfare ma non ha i soldi, a meno di aumentare le entrate. Farage ha davanti un’autostrada, quella del declino;
- E alla fine il governo Starmer decise quello in cui i fondi pensione devono investire;
- Nel frattempo, la Svizzera torna a un suo prodotto tipico;
- In Cina prosegue il gioco al massacro degli eccessi di capacità produttiva;
- Repetita: la Cina ha in mano il mondo, e qualcuno inizia a dirlo;
- L’appetito vien sognando, edizione senese;
- E dopo l’ennesimo giorno del giudizio, arrivano le stanche coazioni a ripetere dei teatranti;
- Mi chiamo Milena, ho molti problemi per ogni soluzione;
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(Immagine creata con WordPress AI)