di Vitalba Azzollini

Si è parlato molto degli Stati Generali, ma c’è una domanda che resta senza risposta: cosa sono gli Stati Generali? Più specificamente: in quale categoria di attività “istituzionali” vanno inquadrati, dato che si tratta di incontri ufficiali con componenti della “istituzione” Governo? La risposta non sta nelle fantasiose rappresentazioni che ne ha dato chi li ha voluti, il Presidente del Consiglio (il quale – come i suoi predecessori – ha il vezzo di spacciare come motivo di vanto ogni proprio atto). La risposta dovrebbe trovarsi nelle fonti che regolano le attività delle istituzioni, appunto. E sono proprio le fonti a dimostrare che, al di là di ogni (discutibile) opinione, sul piano “istituzionale” – l’unico che conta, quando si tratta di istituzioni – gli Stati Generali sono il nulla scenograficamente declinato. 

di Vitalba Azzollini

È iniziata la fase 3, quella della cosiddetta ripartenza. Molti lavoreranno ancora “a distanza”, altri torneranno a svolgere prestazioni “in presenza”. Al riguardo, in previsione del rientro, cosa accade se il datore di lavoro invita i dipendenti a scaricare l’App Immuni o altra App con finalità di contact tracing, al fine di vigilare più efficacemente circa eventuali contagi in azienda o, se si preferisce, per meglio pararsi dalle responsabilità conseguenti?

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Il decreto scuola ci regala nuovi commissari straordinari: i sindaci ed i presidenti delle province assumeranno, infatti, i poteri appunto commissariali per gli appalti di ristrutturazione degli edifici scolastici (che, contrariamente a quanto generalmente si pensa, non rientrano nella competenza del Ministero dell’istruzione, ma degli enti locali).

di Vitalba Azzollini

Dal 3 giugno si può circolare su tutto il territorio nazionale e, come sempre, non mancano le polemiche a contorno. Se uno dei temi che ha sin dall’inizio connotato l’emergenza sanitaria (e del diritto) per il Covid-19 è stato il contrasto fra governo e presidenti di regione (ora spostatosi nelle aule giudiziarie), nella fase 3 – quella attuale, ammesso di aver tenuto bene il conto – il tema si è arricchito degli scontri fra gli stessi presidenti di regione, nonché fra essi e qualche sindaco.

di Vitalba Azzollini

Il variegato atteggiarsi dei decisori pubblici in epoca di pandemia – raccontato nelle scorse settimane tra emergenza sanitaria ed emergenza del diritto, tra stato di pandemia e stato di polizia – offre ora una manifestazione ulteriore. Il riferimento è ai 60mila volontari, cosiddetti “assistenti civici”, dei quali qualche giorno fa hanno parlato il ministro degli Affari regionali e il presidente dell’Anci.