di Vitalba Azzollini

La regolazione nazionale rappresenta un’inesauribile fonte di riflessioni non sempre edificanti. A indurle bastano talora, come in questo caso, un paio di notizie rinvenute casualmente e qualche approfondimento utile a capire meglio. Le notizie da cui si sono prese le mosse riguardano, da un lato, l’ordinanza (n. 244 del 24/11/2017) con cui la Consulta ha dichiarato manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale relative a un articolo della legge sull’abolizione del finanziamento pubblico diretto ai partiti (l. n. 13/2014); dall’altro lato, la morosità verso il Partito Democratico di Pietro Grasso e altri, debitori di cospicue somme da versare in forza delle regole del partito.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

dimostrato che gli imprenditori hanno ottime ragioni per decidere di assumere con contratti a tempo determinato invece che a tempo indeterminato, la domanda sorge spontanea: perché qualcuno pensa realmente che accorciare da 36 a 24 mesi la durata dei contratti a termine possa essere di spinta ai contratti a tempo indeterminato?

di Vitalba Azzollini

“C’erano una volta le fake news”, potrebbe essere l’incipit una favola moderna, ambientata nel Bel Paese, ove tutto viene normato per illudersi che tutto sia sotto controllo: pure le c.d. bufale in rete. Il relativo disegno di legge non verrà approvato in questa legislatura, ma non importa: hanno detto che resterà predisposto per quella successiva. Certo, poi hanno fatto marcia indietro, al momento non sono più certi che l’articolato serva davvero e così il disegno di legge, già pronto, non è stato ancora depositato. Sarà una fake news anch’esso?

di Massimo Burghignoli

Egregio Titolare,

non appena il Senato ha approvato la conversione del D.L. 148/2017 è giunta la segnalazione 24-11-2017 dell’Antitrust (AS1452) che ha stigmatizzato le nuove disposizioni sul c.d. “equo compenso” per i professionisti, in quanto lesive della libertà di concorrenza. La segnalazione, a parte richiami molto astratti alla dottrina di Chicago, sembra in realtà preoccupato della giurisprudenza delle Corte di Giustizia UE (sentenza 8-12-12016 C-532/15 e C-538/15 in nota 4), che aveva “assolto” le tariffe forensi spagnole.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

Può esservi nuova e maggiore occupazione se la produttività del lavoro è bassa, come conferma l’Istat per l’Italia? A leggere l’intervista rilasciata dal commissario per la spending review, Yoram Gutgeld, al Corriere della sera del 16 novembre, parrebbe proprio di sì e che, in più, prima le politiche debbono favorire l’occupazione, mentre la produttività può considerarsi come un accessorio subordinato.

di Massimo Burghignoli

Egregio Titolare,

si sa che le banche hanno tradito il risparmio, proponendo a semplici cittadini investimenti rischiosi come se fossero sicuri. Le polizze “index linked”, ad esempio, contrabbandate come prodotti assicurativi, in modo da scansare – secondo loro – gli obblighi informativi correlati ai prodotti “finanziari”. E poi le obbligazioni “subordinate”, eccetera. La sorveglianza della Banca d’Italia e della Consob sono argomenti di questi giorni e portano a pensare che nulla nel nostro Paese sia destinato a funzionare.