“Il respiro dell’autunno inizia a ghiacciare la strada”: con questa poetica citazione del poeta russo Alexander Pushkin la neo-presidente del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, ha sintetizzato la sua visione dell’economia globale, durante i lavori dell’assemblea annuale del Fondo. Guerre commerciali ed una politica monetaria che rischia di aver perso efficacia accumulando distorsioni sono al centro delle riflessioni globali. Che fare, per dirla con un conterraneo di Pushkin?

In Messico, il presidente populista di sinistra Andres Manuel Lopez Obrador (AMLO, per gli amici e non solo), ha deciso uno spettacolare giro di vite sulla grande evasione fiscale, nel paese in cui il sommerso è stimato al 50% del Pil. Ottimo, diranno subito i miei piccoli e grandi lettori, “facciamo come il Messico!”, visto che siamo da sempre alla ricerca di un modello internazionale da imitare. E visto che ormai ci siamo convinti che in USA “non evade nessuno perché sennò vai in galera, e comunque loro scaricano tutto!” (yeah, right), vediamo il “modello” messicano.

Le probabilità che Regno Unito e Ue raggiungano un accordo al Consiglio europeo del 18 ottobre sono state azzerate dalla telefonata tra Boris Johnson e Angela Merkel. Che accadrà ora? Che Johnson dovrà chiedere alla Ue, ai sensi della legge Benn, una proroga dell’Articolo 50, verosimilmente di tre mesi, ma ne darà la colpa alla Ue, al parlamento ed al sistema giudiziario britannici, ed al “deep state” dei Remainers. Ci saranno elezioni, che Johnson tenterà di vincere per arrivare ad una Brexit (anche no-deal) il 31 gennaio. Altro giro, altro psicodramma. Tutto nacque dal tentativo di David Cameron di liberarsi di Nigel Farage
Buon ascolto.

Mentre attendiamo di conoscere i dettagli della Nota di aggiornamento al Def, gli spifferi che escono dalle buche delle lettere chiamate giornali sembrano andare tutti in direzione della conferma dell’aumento Iva, almeno sull’aliquota intermedia del 10%. Ma con lo zuccherino del “rimborso” per chi acquista con carta e non in contanti. Un perfetto gioco delle tre carte. Di credito o bancomat, in questo caso.

Su lavoce.info il professor Massimo Bordignon illustra in modo divulgativo la proposta di riforma delle norme fiscali dell’Eurozona elaborata dallo European Fiscal Board (EFB), organismo consultivo della Commissione Ue istituito nel 2016 e di cui Bordignon è componente. Obiettivo è quello di maggiore semplicità e intelligibilità delle regole fiscali. Proviamo ad analizzare e commentare i punti qualificanti per verificare se rispondono all’obiettivo.

Quelli tra voi che usano come esclusiva fonte di informazione la stampa domestica, tra teatrini televisivi e buche delle lettere partitiche su carta stampata, negli ultimi giorni devono aver tratto motivo di conforto e di rinnovato orgoglio nazionalistico. Si narra infatti, di qua delle Alpi, di una Germania messa all’angolo anche in sedi europee, che ora “deve spendere, e poche storie”, e di un’Italia che praticamente ha preso per mano l’Europa e la sta conducendo verso le praterie del deficit “a fin di bene”, quello che toglie i peccati ordoliberisti dal mondo.