• Nel paese incompreso dalla realtà, dove lo spread a 300 non è un problema e la marmotta incarta qualcosa che non è cioccolata;
  • Il problema sono questi maledetti ottusi burocrati! Ma ora noi parliamo con politici eletti e legittimati, comprenderanno le nostre ragioni. Ah, no, aspetta;
  • Siamo italiani, abbiamo la ricetta. Per farvi ridere;
  • L’Italia è un paese unico. L’unico paese europeo in cui, ad ottobre, manifattura e servizi entrano in condizioni recessive;
  • Mi chiamo Conte e non so di che parlo, sono il figlio dello zeitgeist italiano;
  • Tra politiche nataliste e decrescita felice da autoconsumo, gli scappati di casa finiscono nei campi;
  • Siamo anche il paese che ha sin qui realizzato le forme più avanzate di economia circolare;
  • A che strumenti potrebbe ricorrere la Bce se la congiuntura europea peggiorasse vistosamente?

Il rapporto controverso con l’Unione europea con la ricerca dello scontro sul deficit ed i logo-r24-newpresunti piani B (uscita dall’euro), hanno messo in allerta i risparmiatori. In molti, preoccupati dalle ipotesi circolanti sui prestiti forzosi per sottoscrivere i titoli di Stato stanno pensando anche a trasferire le proprie risorse su conti esteri.
Ne parliamo con Roberto Lenzi, avvocato patrimonialista.

  • La più grande operazione di voto di scambio della storia italiana sta (forse) per partire, e con essa, a testuggine, la Forza Lavoro Italiana;
  • Per premiare agenzie private e centri pubblici per l’impiego servono moltissimi soldi, che non ci sono. Ma non temete, perché in pochi troveranno lavoro;
  • L’economia italiana sta piantando una frenata senza precedenti. Urge stimolo, dunque. Forse per quello si punta a differire gli esborsi della Manovra del Popolo?
  • Che accade, quando ad un rallentamento globale si somma l’autolesionismo di una compagnia di scappati di casa? Una cosa di questo tipo;
  • E comunque, non avete capito: lo spread è un astutissimo piano per dissestare le banche e poterle processare, dopo averle salvate;
  • Le bugie hanno le gambe corte ed i gasdotti lunghi;
  • Lunga vita all’archivio: era gennaio, e Giggino aveva già allestito un imponente allevamento di bufale, attività che in casa pentastellata è praticamente l’oggetto sociale;
  • Dando prova di grande autonomia (come direbbe Tria), arriva l’offerta vincolante di FS per Alitalia. Ma non succederà nulla ancora per molto tempo, e il tassametro del prestito ponte illegittimo continuerà a correre;
  • Il decreto di-gni-tà eccolo qua;
  • E visto che in Italia ormai il mainstream è terrapiattista, perché non estendere l’ideologia anche al capitale delle banche?
  • Parliamo di un movimento che è oggettivamente cresciuto. All’inizio della scorsa legislatura si autodefinivano “parti sociali”, oggi alcuni loro elettori li identificano direttamente con lo Stato;

Alitalia e pensioni i temi forti della puntata. È il passato che ritorna più che un agenda per il futuro. logo-r24-newAlitalia, già di fatto rientrata nel perimetro pubblico per via del prestito ponte del precedente governo, rischia di restarci per molto altro tempo ancora. Con un rischio aggiuntivo: quello di affossare anche Ferrovie alla quale è stata data in sposa da Luigi Di Maio. Ne parliamo con Dario Galli, vice ministro dello Sviluppo economico.

logo-r24-newItalia isolata a Bruxelles sui conti della manovra. Dalla Commissione europea che ha recapitato al Governo una lettera durissima sulle cifre del Def ma anche dall’ipotetica “internazionale” dei sovranisti, i Paesi europei a guida populista ed euroscettici, che non hanno manifestato alcuna solidarietà verso il Governo Conte.

logo-r24-newIn questa puntata abbiamo parlato di conti pubblici, della situazione delle nostre banche nell’epoca del maxi spread e dell’impavida navigazione verso gli scogli che i nostri eroi stanno timonando al grido di “me ne frego!”, con Paolo Manasse, professore ordinario di Economia all’Università di Bologna.