Questa settimana iniziamo parlando dell’ultimo dei gioielli incompresi italiani, Carige, oltre che della vistosa contrazione della produzione industriale italiana a marzo. Proseguiamo trattando di risparmio: il Governo ha finalmente varato le norme applicative dei nuovi Pir (piani individuali di risparmio). La misura che li contraddistingue ma che divide è quella che vincola il 3,5% per investimenti in venture capital.

  • Per l’ennesima volta, il mondo perde una irripetibile opportunità per mettere le mani su un gioiello italiano, non in dissesto ma diversamente florido;
  • Nelle Previsioni di primavera della Commissione Ue, germoglia il dissesto italiano;
  • Ma anche la realtà si dimostra ingenerosa, rinviando il nostro boom manifatturiero;
  • Ribadiamo perché il rating italiano resta ben superiore alle valutazioni implicite espresse dai mercati (spoiler: c’entra la patrimoniale);
  • Come ridurre lo spread? Eliminando l’antipatriottico principio di diversificazione degli investimenti;
  • Nel frattempo, l’Internazionale nazionalista pensa all’Italia: per difendersene;
  • Il punto su come si è sinora sviluppata la politica economica di Trump, all’avvio della lunga stagione che porterà all’elezione presidenziale Usa;
  • La carica degli amici del paesello: tutti i danni di uno spoils system che si è esteso nel tempo anche ai dirigenti più strettamente tecnici della PA;
  • Nuove frontiere del paraculismo: come Giggino è diventato market friendly e conservatore fiscale;
  • I decenni della marmotta, edizione Tria;
  • Mi ritengo un tecnico“;
  • Finalmente distillato in piattaforma elettorale il decalogo del perfetto scroccone. “Paga e taci, somaro europeo”;
  • Proprio per questo motivo, in Europa c’è la fila di nazionalisti che non vedono l’ora di consegnare il portafoglio agli italiani;
  • Finiti i festeggiamenti per i “positivi” dati italiani su occupazione e Pil, usiamo la logica per spiegare perché è stagnazione as usual;
  • Il reddito di cittadinanza come il paltò di Napoleone in Miseria e Nobiltà. L’ultima proposta del loquace presidente Inps;
  • Non per Radio Radicale in quanto tale bensì per la funzione di servizio pubblico che essa esprime;
  • Causa ingorgo di aspiranti azionisti che si accapigliano, siamo ancora in attesa di sapere in che modo Alitalia fallirà;
  • Quando la logica è importante, non chiamate Giggino;
  • L’Italia rende (ai non residenti che comprano il suo debito, garantito dai beni di tutti noi);
  • Per fortuna era una innocente gag, altrimenti verrebbe voglia di dare ragione a Sciascia ed alla sua teoria della “linea della palma” che risale verso Nord;

Iniziamo come sempre con l’attualità politica, economica e finanziaria della settimana, con l’improvvisa riscoperta dei concessionari autostradali come potenziali salvatori di Alitalia. Del resto, se si chiamava “Piano Fenice”, un motivo c’era. Segue commento sul dato di Pil statunitense del primo trimestre (occhio, è la prima di tre stime, e presenta anomalie una tantum che lo hanno oggettivamente gonfiato) e passiamo poi a discutere l’andamento di Quota 100 e Reddito di cittadinanza e dei “tesoretti” per falliti che pare produrranno.

  • Abbiamo il “tesoretto” dei falliti, è fatto di deficit non ancora realizzato e riguarda riforme fatte coi piedi o altre parti anatomiche;
  • L’ultimo proiettile d’argento di una sinistra ossessione: lavorare meno, lavorare tutti a mezzo di moto perpetuo di sussidi;
  • Nel paese dove il fact checking è stato sconfitto dal cherry picking e -soprattutto- dall’ignoranza e credulità dell’elettorato;
  • Gli Usa e il futuro del populismo. Verso una Casa Bianca socialista?
  • Sistemati dal sistema, edizione Alitalia (l’eterno ritorno);
  • Mimmo is in (da) house;
  • Nuovi indizi dell’eccezionalismo italiano: in Eurozona il rapporto debito-Pil nel 2018 è aumentato praticamente solo da noi;
  • Dietro alla “prodigiosa” ed inattesa crescita del Pil Usa del primo trimestre (la prima di tre stime), non è tutt’oro;

Questa settimana, per la mia conversazione con Michele Boldrin (il cui canale YouTube trovate qui), parliamo dei massimi sistemi: dal rogo di Notre Dame alla filantropia delle grandi aziende francesi, il populismo continua ad alzare la voce. Quale futuro per il welfare e le politiche redistributive?

Sono sparite nel nulla le certezze spacciate per mesi sulla crescita italiana. Il Def, il documento di economia e finanza delle politiche di bilancio e di riforma del prossimo triennio, certifica infatti una crescita prossima allo zero, l’aumento del debito ma anche dell’Iva dal 2020. Non resta nulla del New Deal annunciato in Aula alla fine del 2018 dall’allora ministro Paolo Savona. Ne parliamo con Lorenzo Borga del think-tank Tortuga.