• Come non lanciare una pubblica consultazione: la casa di vetro oscurato e le “worst practices” dell’ultimo di una lunga serie di narcisi della politica;
  • La repubblica delle mance evolve: dalle imposte sostitutive a bonus e voucher. Sono gli effetti di una crisi fiscale sempre più profonda. Ora si cercano i soldi europei per l’ennesimo rinvio del redde rationem;
  • Quanti dipendenti pubblici posti in smart working hanno in realtà fruito di una cassa integrazione impropria, retribuita al 100%? Tentiamo una stima realistica;
  • Per Alitalia, una discontinuità molto continua. E ancora il modello preferito dai nostri pianificatori centrali: quello URSS-Ilva;

Finale di una lunga stagione

Per l’attualità della settimana: l’aumento del tasso di risparmio pur in presenza di riduzione di reddito fornisce la misura della preoccupazione delle famiglie, e la fallacia di quanti pensano che basti invitarle a spendere di più per risollevare il paese. Lo stesso vale per improbabili riduzioni temporanee dell’Iva. Il caso Atm di Milano, che pare mostrare l’assenza di rigorosi controlli interni. Inutile poi esibire sdegno e dare in pasto all’opinione pubblica la promessa di punizioni esemplari con immagini truculente.

Al Casino del Bel Respiro va in scena un Paese col fiato corto

Per l’attualità della settimana, “bene lo smart working ma ora si torni a lavorare”: la singolare frase del sindaco di Milano e i timori per un grande cambiamento che tuttavia va governato e non esorcizzato o contrastato. Il moto perpetuo all’italiana: lo Stato garantisce, i contribuenti pagano. Il contrasto in Ue sul Recovery Fund e i termini del negoziato.

Si è aperto l’evento che dovrà disegnare l’Italia del futuro, dopo il Grande Reset della pandemia. Almeno, questo ci viene detto. C’è motivo di esercitare l’abituale scetticismo, che per i nostalgici del Ventennio si chiama disfattismo, per una adunanza a porte socchiuse che promette di essere l’ennesimo attovagliamento ultra corporativo dove il sistema-paese è la somma di istanze, e il comune denominatore non si trova. O meglio, quello che si trova è il badile per scavare più in profondità la fossa del paese.

  • Coazione a ripetere: prendere un tecnico, metterlo in vetrina, invocare il primato della politica, tornare al business as usual dell’impotenza del governo pro tempore;
  • Zombie e più zombie: gli asset della compagnia priva di asset;
  • Contestualizzazioni che lasciano senza parole;
  • Quale è il fil rouge che collega i sussidi europei all’Italia, le diseguaglianze e rivolte razziali degli Usa e il QE infinito delle banche centrali? Un meta-scenario da divertissement, si fa per dire;