• Il Tribunale Ue sentenzia che il Fondo interbancario può salvare le banche in crisi. Ora gli italiani possono felicemente contagiare quelle sane;
  • E tuttavia, repetita iuvant (forse): la Commissione Ue aveva dato via libera all’Italia su fondi di salvataggio bancario “volontari”. Si è semplicemente perso tempo perché i “volontari” non erano entusiasti all’idea;
  • A gennaio, forte aumento delle richieste di sussidi di disoccupazione. Il Decreto dignità amplifica la congiuntura sfavorevole?
  • Congiuntura europea che, nel frattempo, si è ulteriormente deteriorata;
  • C’era la fila di pretendenti per il gioiello Alitalia, dicevano i guitti gialloverdi. Poi arrivò Delta e offri una monetina agli accattoni italiani, solo per bloccare Lufthansa sul lungo raggio;
  • La vicenda Alitalia è il metronomo del giorno della marmotta italiana;
  • Pare che Tria abbia un “piano per la crescita”: quello di reintrodurre le misure che una legge di bilancio vandalica aveva cancellato. Nice shot, guys;
  • Perché sarebbe utile smettere di guardare ossessivamente l’ombelico italiano;

Partiamo come sempre dai temi economici e politici della settimana, con una ricognizione delle nuove meravigliose idee di politica industriale che prendono (de)forma in questa sedicente maggioranza. A seguire, il famigerato memorandum of understanding con la Cina, che tanto per cambiare divide il M5S e la Lega.

  • La farsa prosegue: gli “specialisti” precari destinati a trovare lavoro ad altri vengono sostituiti dai ripescati da graduatorie di concorsi non specifici al ruolo;
  • Il passaggio della cometa di Halley non è (ancora) diventato elemento di congruità per le offerte di lavoro nel reddito di cittadinanza, ma ci stiamo attrezzando;
  • Dietro il forte aumento del debito pubblico dei paesi “pre-emergenti” c’è anche l’ombra lunga della Belt & Road cinese: il caso del Montenegro;
  • Ma i nostri eroi stanno per firmare il celebre memorandum con la Cina, un’iniziativa molto italiana, mentre spunta l’ennesimo gemello: quello del sottosegretario Geraci;
  • L’eterno ritorno del fallimento italiano: accelerare gli imprescindibili investimenti pubblici nominando uno zar per l’ordinaria emergenza, come ai tempi di Silvio;
  • Una modesta proposta di riduzione del danno delle cosiddette politiche industriali all’italiana;
  • Tra le quali merita un posto d’onore la tassa chiamata Alitalia, la cui storia verrà insegnata nelle peggiori business school di Caracas;
  • Nelle stesse business school verrà anche insegnata l’ultima levata d’ingegno della Lega: incenerire il valore economico dei marchi;
  • Ribadiamolo: in Italia sono state fatte moltissime privatizzazioni;

Nella settimana che ha visto partire il reddito di cittadinanza, ci occupiamo delle prospettive occupazionali nei prossimi anni. Secondo una ricerca di Manpower l’automazione, i robot e la rivoluzione digitale in atto rischiano in effetti di eliminare molte figure professionali, ma di crearne anche molte altre, come sta già avvenendo. Chiediamo conferma proprio all’ad di Manpower, Riccardo Barberis.

  • Con tradizionale tempismo, l’Italia sta per mettersi la spilla “I love China”. Il governo che sta bloccando tutte le opere infrastrutturali assegnerà l’analisi costi-benefici a Pechino?
  • A proposito, qui siamo al “togli Keynes, metti Keynes“;
  • Molti anni fa c’era uno spot con Massimo Lopez che diceva che “una telefonata allunga la vita”. Oggi è una “interlocuzione” a caso che tenta di allungare una farsa chiamata governo;
  • Dove si conferma che la maggiore emergenza sanitaria italiana sono le amnesie selettive;
  • Per il 2020 il conto è a circa 40 miliardi ma tranquilli, c’è chi ne ha già trovati 12, nella sua fantasiosa testolina;
  • E comunque, chi ha detto che i burocrati remano contro? Ne abbiamo trovata una che fa pure l’economista per conto terzi;
  • Il salario minimo secondo i 5S. Ottima opportunità per riproporre i danni del reddito di cittadinanza, amplificati. Nel frattempo, al MEF, quel salario è zero;
  • Anche la Banca d’Italia fa sentire le sue lamentazioni contro il bail-in. Ma a cosa punta realmente Palazzo Koch? Proviamo a immaginarlo;
  • Nel frattempo, la Bce offre l’ennesimo puntello all’Italia, ma stavolta un filo meno generoso;
  • Come potrebbe dire la ministra Lezzi (e se lo dicesse ci prenderebbe), è stato il riscaldamento, non c’è nulla da entusiasmarsi;
  • Bisogna regalare a Trump un testo base di economia: pare ne abbia disperato bisogno;
  • La Zinganomics parte facendo un crasso sfoggio di ignoranza, oltre che di plagio di idiozie altrui;

Torniamo a parlare del reddito di cittadinanza a pochi giorni dal suo avvio ufficiale. Tutti i limiti evidenziati da molti, a cominciare dall’ufficio parlamentare di bilancio, restano però intatti. Dalle modalità di erogazione che favoriscono i single sulle famiglie, alla capacità dei centri per l’impiego a procurare le offerte di lavoro, fino alla mancata universalità del provvedimento che ha un budget annuale.
Ne parliamo con Paolo Manasse, professore di economia all’università di Bologna.

  • Il consuntivo 2018 conferma che la maggior minaccia per la sostenibilità del nostro debito pubblico è la crescita esangue del Pil nominale;
  • Continua il sogno bagnato italiano di cancellare il bail-in. L’Abi però non ci dice con cosa vorrebbe sostituirlo. Dettagli minori;
  • Patuelli però non è solo: anche Bankitalia lotta con lui. Con suggerimenti che ci rendono i classici peccatori del pensar male;
  • La storia del complotto planetario sull’oro per finire a costringere le banche italiane a ridurre i Btp in portafoglio. Dan Brown è un patetico dilettante, al confronto;
  • Non c’è più l’emergenza sbarchi? Per continuare lo storytelling salviniano l’emergenza viene confezionata in casa, producendo irregolari;
  • Io comunque resto affascinato dalle manifestazioni di stupidità conclamata di questo cosiddetto governo;
  • Da Alitalia è iniziato a sprigionarsi profumo di spezzatino;
  • E mentre Salvini cerca di vampirizzare i pentascappati di casa senza farsi travolgere dalla loro implosione (auguri), il nostro Giggin Ping ha grandi progetti per il futuro;