Per l’attualità della settimana, il debutto di Christine Lagarde in conferenza stampa al timone della Bce, con uno stile comunicativo piuttosto inusuale per un banchiere centrale. Gli esiti del Consiglio europeo sulla carbon neutrality al 2050 e gli imponenti investimenti che ciò implicherà, incluse frizioni con singoli stati. Il piano sovietico del governo italiano per Taranto. Il trionfo elettorale di Boris Johnson e gli undici mesi per negoziare un trattato commerciale con la Ue.

  • Inizia la vera Brexit, o meglio il percorso verso di essa. Ma i due esperimenti populisti che si sono fronteggiati in questa campagna elettorale britannica continueranno a darsi battaglia, anche altrove;
  • Dopo grandi fanfare e fanfaronate verdi ed antievasione, l’ennesima legge di bilancio sprecata ci porterà solo una gragnuola di balzelli disfunzionali, calciando la lattina delle clausole di salvaguardia;
  • E non sottilizziamo, con questi decimali. In fondo restano pur sempre dei numeretti;
  • Dopo il salvataggio pubblico della banca tedesca NordLB, autorizzato dalla Vestager, anche l’Italia esige di poter immolare soldi dei propri contribuenti;
  • Vedrete, qui scopriremo che sono stati alcuni infiltrati burocrati di Bruxelles o agenti tedeschi;
  • Anche i conti correnti italiani verranno tosati in conseguenza di tassi negativi e crescenti oneri di sistema, salvataggi inclusi. Chi pensa di sfuggire, s’illude;
  • Inizia l’era della presidentessa del popolo: incrociamo le dita perché di populismo prima o poi riusciremo anche a morire;
  • “Caro Babbo Natale, potresti portare una bella stretta creditizia in Europa? Grazie, i tuoi babbei tricolori“;
  • Tra un altoforno spento ed un grandioso piano quinquennale di ispirazione sovietica, i contribuenti italiani attendono il conto;
  • E su Alitalia, confermo il mio geniale piano di riduzione del danno;
  • A proposito, ecco l’idea definitiva per combattere l’evasione fiscale: abolizione dell’Iva e tassazione del “reddito conservato”, per gli amici “patrimoniale”. Affare fatto?

Per l’attualità della settimana: i nuovi dazi di Trump su acciaio e alluminio argentini e brasiliani, motivati con il deprezzamento del cambio di quei paesi. In pratica, cambi fissi a mezzo di dazi, a prescindere dai fondamentali economici. Il demenziale sovranismo alimentare italiano. La trasformazione dell’industria globale dell’auto, che inizia con forti riduzioni di manodopera. In Italia, il magico mondo delle garanzie pubbliche anche per lavarsi i denti e l’invidia per i salvataggi bancari pubblici altrui.

  • Il governatore Visco spiega con eroica pazienza ed in modo didatticamente impeccabile come guardare la luna anziché il dito. I lobotomizzati sovrani ripeteranno che egli era contrario alla riforma del MES…dell’anno scorso;
  • Sconcerto di politica e libera stampa italiane: Unicredit si sta ristrutturando per affrontare le sfide esistenziali del mondo bancario. Chi l’avrebbe mai detto?
  • Basta un poco di garanzia pubblica e il debito va su. Nuovi orizzonti del delirio negazionista (della realtà) che ha colpito il popolo italiano;
  • Nel paese che vive fissando ossessivamente lo specchietto retrovisore e si reinventa la storia per trovare rifugio a stress e fallimenti, fatale che tornasse a galla la stagione dove si sono poste le basi dell’attuale dissesto;
  • A proposito di complotti e invidia, ora è ufficiale la sentenza della Vestager su NordLB, ma difficilmente gli italiani la capiranno;
  • Però, allegri: presto anche noi italiani torneremo ad avere banche pubbliche;
  • E non solo banche. Tutto ruota attorno ai target occupazionali, la realtà seguirà;
  • Ramazzare clausole di salvaguardia sotto il tappeto, sin quando il tappeto ci seppellirà;
  • Il miracoloso CV di Giggino di Nazareth;

Ieri alla Camera, in audizione davanti alle Commissioni Bilancio e Politiche dell’Unione europea, il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha tentato di dissipare i timori relativi alla riforma del trattato che regola il Meccanismo di stabilità europeo (ESM/MES), ed ha suggerito alcune linee di condotta per negoziare in Europa il completamento dell’unione bancaria e monetaria. Una, in particolare, è piuttosto phastidiosa. Lettura lunga ma non spaventatevi: in fondo a questo post trovate i proiettili di sintesi. E non sono d’argento, garantisco.

Per l’attualità della settimana, un veloce ripasso su cosa è realmente il tasso di disoccupazione e perché serve evitare di festeggiare pavlovianamente se scende, e l’attesa infinita di una soluzione ai casi Alitalia ed Ilva che non sia solo distruzione di denaro dei contribuenti in nome della “rinascita dell’Iri”, che in realtà sarebbe rinascita della Gepi, se solo i nostri attuali politici avessero studiato meglio la storia patria.